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2050 e il cambiamento climatico: uno scenario catastrofico

Entro il 2050 l’innalzamento della temperatura potrebbe raggiungere i 3° centigradi, causando un’accelerazione del cambiamento climatico irrimediabile, con catastrofiche conseguenze a livello mondiale.

Rischio desertificazione globale

Lo afferma una ricerca del National Center for Climate Restoration australiano che prevede un riscaldamento globale che potrebbe superare i 3° centigradi, non senza gravi conseguenze. Secondo lo scenario espresso all’interno della ricerca “Existential climate-related security risk” scritta da David Spratt e Ian Dunlop, a causa del repentino cambiamento climatico gli ecosistemi terrestri collasseranno tra circa trent’anni, dall’Amazzonia all’Artico passando per la Barriera corallina. Lo studio afferma che il 30% della superficie del nostro pianeta potrebbe essere destinata a diventare arida, mentre un ulteriore 35%, dove vive più della metà della popolazione mondiale potrebbe essere investita da violente ondate di calore per almeno 20 giorni l’anno. Le zone del sud-ovest degli Stati Uniti, del Mediterraneo, dell’entroterra australiano, del Medio Oriente e dell’Asia occidentale potrebbero diventare completamente inabitabili. Due miliardi di persone si troverebbero a fronteggiare un’emergenza riguardante scarsità d’acqua potabile con gravissime conseguenze sull’agricoltura mondiale.

Migrazioni climatiche ed esodi biblici

Un altro aspetto da non sottovalutare sarebbe quello delle migrazioni climatiche, che genererebbero almeno un miliardo di profughi in fuga alla ricerca di luoghi dove stabilirsi in cui il clima è più mite. Con la doverosa attenzione a possibili guerre e carestie, che completerebbero un quadro quantomeno allarmante. Città densamente popolate come per esempio Manila, Bangkok, Shanghai, Canton, Hong Kong, Giacarta e Mumbai verrebbero abbandonate a causa delle difficili condizioni climatiche e dell’innalzamento del livello del mare. Gli scienziati ipotizzano che i rischi presi in considerazione dagli Accordi di Parigi non sarebbero stati valutati correttamente. Infatti, nella previsione di un aumento della temperatura di 3° entro il 2100, non si sarebbe tenuto conto del processo per cui la Terra tende ad accelerare i cambiamenti climatici, amplificandoli in negativo, denominato “long term carbon feedback”.

fonti:

huffingtonpost.it
climateandsecurity.org
breakthroughonline.org.au

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