fbpx
Quando ti prende la scimmia per il prepping, c'è Portale Sopravvivenza!

Asteroide 2006-QV89. Il 9 settembre preparatevi al niente.

Da un paio di settimane si parla di un asteroide che il 9 settembre 2019 colpirà la Terra. La verità e che non accadrà nulla ma il problema degli asteroidi resta serio.

Nell’agosto 2006 il progetto Nasa Catalina Sky Survey ha identificato questo asteroide dal diametro di circa 30-40 metri (asteroide medio-piccolo). Per fare un rapido paragone, l’estinzione dei dinosauri di circa 66 milioni di anni fa fu causata da un asteroide che si stima avesse un diametro di 10 chilometri. Un corpo come quello dell’asteroide QV89 potrebbe sbriciolarsi completamente durante un eventuale ingresso in atmosfera mentre, nel caso più sfortunato in cui arrivasse a colpire il terreno – e ricordiamo che circa il 70% del pianeta è ricoperto d’acqua – causerebbe danni solo su scala iper-locale. Senza dubbio sarebbe un evento epocale, sicuramente drammatico per un centro abitato, ma se paragonato a molte altre calamità naturali  a cui purtroppo assistiamo in questi anni, le proporzioni non sarebbero così catastrofiche.

Quante probabilità ci sono che l’asteroide QV89 ci colpisca?

Nel breve periodo nel quale gli astronomi sono riusciti a osservarlo prima di perderlo nel buio spaziale, sono riusciti a determinare un ventaglio di possibili traiettorie tra le quali era presente anche la possibilità che l’asteroide incrociasse il nostro bel pianeta lungo il suo cammino. Tuttavia, il calcolo delle traiettorie degli asteroidi è particolarmente complesso e può essere influenzato da infinite variabili. Unica certezza risiede nel fatto che questo ventaglio di possibilità, man mano che l’asteroide si avvicina alla Terra, si riduce sempre più consentendo agli astronomi di tracciare un percorso più certo, abbattendo sempre di più il possibile errore di misurazione.

Ad oggi la probabilità che l’asteroide 2006-QV89 ci colpisca il 9 settembre 2019 è pari a 1 su 7299.
Come si evince dalla probabilità, che tradotta è pari allo 0,0137%, l’impatto con il nostro Pianeta non è scontato ma è ritenuto estremamente improbabile dagli astronomi della Nasa e dell’Agenzia spaziale europea (ESA). Probabilità a parte, tutti sono concordi nell’affermare che la data in cui l’asteroide raggiungerà la minima distanza dalla Terra, sia il prossimo lunedì 9 settembre, intorno alle 9:00 del mattino.

A che distanza passerà l’asteroide QV89?

Sulle principali testate giornalistiche e più in generale sui social si specula sul passaggio ravvicinato dell’asteroide alla Terra, ma a che distanza passerà l’asteroide? A ben 6,7 milioni di chilometri che equivalgono a 15 volte la distanza Terra-Luna. Per completezza capire bene di che cosa stiamo parlando, ecco qui una rappresentazione grafica della reale distanza.

photograb: youtube.com/Link4Universe

Onestamente, la preoccupazione per questo genere di evento è abbastanza assurda. Osservando i passaggi degli asteroidi tracciati nel solo mese di giugno possiamo osservare come vi siano stati almeno 13 passaggi di asteroidi con distanze inferiori a 15 DL (distanza lunare). Quindi, perché questa psicosi? Gli asteroidi passano abitualmente vicino la Terra e restano tali fintanto che non entrano nell’atmosfera, mentre quotidianamente bolidi e meteore bruciano nell’atmosfera che chiamiamo stelle cadenti.

Quindi l’asteroide colpirà la terra?

Probabilmente no.
Dobbiamo preoccuparci? Probabilmente si.

Questo è solo il primo passaggio dell’asteroide QV89. Ad oggi ne sono previsti altri tre che avverranno rispettivamente nel 2032, nel 2045 e nel 2062. Tuttavia, non è questo il problema principale: il vero motivo per il quale l’umanità dovrebbe preoccuparci è che non si investono sufficienti risorse nella ricerca di potenziali asteroidi in rotta di collisione con il nostro pianeta.

Gli asteroidi sono corpi molto difficili da individuare nel nostro sistema solare, eppure esistono e alcuni di questi destinati a cadere sul nostro pianeta. La domanda non è se ci colpiranno, ma quando. Questa è una verità inoppugnabile. Se non si decide di affrontare seriamente questo tema in un momento dove non c’è emergenza, è probabile che l’umanità si ritrovi a essere in balia degli eventi, completamente impreparata quando si verificheranno questi avvenimenti.

Simulazioni d’impatto

Con questo obiettivo, ogni anno le agenzie spaziali di tutto il mondo si riuniscono in una colossale simulazione con l’obiettivo di prepararsi a gestire tale eventualità. Purtroppo, con risultati ancora inefficaci e del tutto irrilevanti al fine di scongiurare o contenere i danni. Citando l’ultima esercitazione organizzata dalla NASA, durante la Planetary Defence Conference, lo scorso 29 aprile è stata organizzata una vera e propria simulazione di impatto: un asteroide di medie dimensioni, scoperto 8 anni prima, con l’1% di probabilità di colpire la Terra. Nonostante le misure messe in atto per deviare, frammentare e distruggere questo asteroide la risultante, che fun fact sarebbe stato simile a QV89,  ha sviluppato una potenza distruttiva equivalente a 1.000 volte la bomba su Hiroshima, polverizzando ogni cosa nel raggio di 15 km, con danni di entità variabile su di un’area di 68 km di raggio dall’epicentro (per approfondire: Una simulazione globale di impatto di asteroide è finita molto male).

Questo tipo di eventualità dovrebbe far riflettere la comunità internazionale e spingerla a prendere con più serietà questa minaccia, agevolando e incentivando le agenzie spaziali di tutto il mondo affinché si trovino soluzioni certe ad un problema che potrebbe causare l’estinzione della razza umana.

Nell’attesa di questa presa di coscienza, attendiamo i prossimi passaggi di asteroidi che davvero potrebbero impattare con la Terra:

  • 2006JY26 – probabilità di impatto: 1,16% nel 2074;
  • 2019DS1 – probabilità di impatto: 0,13% nel 2082;
  • 2010RF12 – probabilità di impatto: 6,26% nel 2095.

Se siete curiosi, date un’occhiata alla “risk-page” del sito dell’ESA.

Fonti: [Catalina Sky Survey][ESA][Wired][Link4Universe][Focus.it]

 

Total
37
Shares
Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Articolo precedente

Miracolati, bare di piombo e minatori. La terza puntata di Chernobyl

Articolo successivo

Spari, 90 secondi e verità da nascondere. La quarta puntata di Chernobyl

Articoli correlati
Total
37
Share