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Bioterrorismo: 80mila a rischio per batteri super resistenti

Così è intitolato l’articolo di oggi della testata ANSA.it che riporta un dossier secondo il quale, più di 80 mila persone sarebbero a rischio infezione da parte di batteri super resistenti. L’articolo è solo l’ennesimo exploit di un ipotetico atto bio-terroristico (o outbreak virale), ma siete sicuri di sapere proprio tutto?

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Rischio Pandemia?

Incominciamo a dire che al mondo esistono centinaia e centinaia di laboratori di livello P4 nel mondo di cui soli 135 negli stati uniti, ma ora la domanda è legittima ed è:

Cos’è un laboratorio di livello P4?

La siglia P1 / P2 / P3 / P4 indica il livello di pericolosità del laboratorio in cui 4 è considerato il massimo anche se si vocifera di un livello P5 (Approfondisci: livello di Biosicurezza).
In questo genere di laboratorio viene effettuata ricerca e sperimentazione biologica e chimica anche su eventuali ed “ipotetiche” armi batteriologiche, con questo però non puntate il dito!
Alcuni laboratori di livello P4 utilizzano un protocollo di trasparenza, il che significa che tutto ciò che avviene all’interno è sovrinteso o comunque accessibile a terzi (di solito allo Stato o alle case farmaceutiche).
Molte case farmaceutiche necessitano di laboratori di livello P4 per forza di cose, per sperimentazione di farmaci e vaccini, quindi non sono tutti terroristi!

La domanda che vi verrà in mente è: si, ma esistono centinaia e centinaia di compagnie farmaceutiche con rispettivi laboratori? La risposta è no: esistono anche laboratori privati e della Difesa. Oltre questo non ci è dato sapere ed è chiaramente confidenziale, perciò tirate le vostre conclusioni.

Ora analizziamo la differenza tra bioterrorismo ed outbreak; le definizioni possono essere considerate una la conseguenza dell’altra ma sono diverse.

Bioterrorismo vs Outbreak

Il bioterrorismo è considerato un atto intenzionale col solo scopo di mietere quante più vittime e fare quanto più audience possibile, per motivi religiosi, politi, ecc.

L’outbreak, invece, è un “leak” o fuga di sostanza. Questa sostanza può essere un virus oppure dei batteri vivi dal laboratorio. Di solito è inteso come un guasto all’impianto del riciclo dell’aria, di filtraggio o un incidente di laboratorio dove il contenimento ha fallito. Se poi è per mano umana, non ci è dato sapere,e chiaramente diventa bioterrorismo).

La domanda che vi frullerà in mente dall’ inizio dell’articolo è: ma qual è il mio indice di sopravvivenza in questo caso?

Sopravvivenza in caso di attacco bioterroristico o di outbreak

Ad essere onesti basso, veramente basso: se vivete in grandi città e siete una di quelle che pensa “tanto ci penserà il governo a noi” il vostro indice di sopravvivenza è in negativo. Purtroppo non si sa quando e come avverrà un’infezione o un focolaio. L’unica arma a disposizione è la prevenzione ed il conoscere il proprio nemico…

Partite da questo dato di fatto: i batteri e i virus hanno già vinto la battaglia. Ogni anno, anche la sola influenza diventa più resistente ai farmaci e questo perché evolve a causa dell’uso eccessivo di antibiotici e farmaci. L’essere umano usa sempre più medicine e trasmette geneticamente le debolezze immunitarie ai propri eredi, in centinai di anni. Il fisico dell’essere umano moderno non è più in grado di combattere da solo molte malattie.

Detto questo non demotivatevi, anzi. Dovete conoscere il vostro nemico e soprattutto i vettori di contagio.
Se sapete come evitare il contagio e prenderete tutte le eventuali precauzioni siete all’80% della riuscita!

Evitare i vettori di contagio

Ogni giorno siamo esposti a milioni di diversi virus e batteri ma il nostro fisico nel 90% dei casi riesce a debellarlo e ad evitare l’infezione. Dite grazie quindi al vostro sistema immunitario e non indebolitelo con usi intensivi di medicine. Evitate i farmaci se non assolutamente necessari. Ovviamente il sistema immunitario risente delle cattive abitudini quali fumare, bere o utilizzare droghe.

Riallacciandosi all’ articolo in cima si parla di almeno 3 tipi di patogeni e nello specifico:

– Escherichia Coli
– Klebsiella Pneumoniae
– Staffilococco Aureus

Ora che conoscete gli strumenti per prevenire l’infezione, studiate come si contrae (via aria, via contatto, via fluidi… ) e mettete in pratica il vostro modo di prevenzione. Riassumiamo di seguito i vettori di contagio:

Aereo (starnuti, filtri aria e ventilazione, luoghi affollati, … ): usate mascherina, respiratore o maschera a gas. Per non sembrare dei completi idioti in pubblico basterà una mascherina monouso filtrante per darvi un buon 50% di protezione. Al 100% sarebbe bene proteggere anche gli occhi con occhiali a pieno facciale, ma in pubblico non è consigliabile;
Contatto (toccando oggetti infetti, ingerendo sostanze infette, …): in casi estremi non consumate alimenti freschi, ne bevete acqua o sostanze di cui non conoscete la provenienza. Indossate guanti o sotto-calzari monouso, lavate spesso le mani e usate disinfettati cutanei a base di tensioattivi. Ripeto che sono casi estremi. Di base una buona igiene e tanto buon senso vi aiuteranno a scongiurare infezioni varie;
Fluidi (sangue, muco, saliva, … ): in questi casi penso ci sia poco da dire, vale la stessa regola di sopra.

In definitiva per non andare per le lunghe:

1) ricordate che la battaglia con i patogeni l’avete già persa, ma non la guerra!
2) la prevenzione e la conoscenza è la vostra unica e sola arma;
3) siate preparati e reattivi;
4) non mi stancherò mai di dirlo informatevi informatevi ed informatevi, controllate spesso gli highlights dal sito dell’OMS cercate sempre notizie nuove e cercate di essere sempre 3 passi avanti!

Anche per questa volta è tutto e ricordate: BE PREPARED!

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