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Bug-out Location: il nostro luogo sicuro

Una strategia che molti adottano per far fronte a disordini sociali o emergenze di vario tipo è quella della fuga verso un luogo sicuro precedentemente attrezzato, la Bug-Out Location.

Se per la Bug Out Bag la finestra temporale è di 72h (3 giorni), per la Bug Out Location è necessariamente più lunga. Ipoteticamente, una buona Bug Out Location dovrebbe fornire supporto per un mese se non di più. Si deve pensare, quindi, all’acqua, al cibo, all’energia e a tutto ciò che può servire agli ospiti del rifugio per un tempo mediamente lungo. Proprio per questa motivazione, l’approccio per “costruire” e per attrezzare una Bug Out Location segue principi differenti.

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Organizzare una Bug Out Location

La scelta del luogo sicuro dev’essere fatta seguendo due principi: l’accessibilità e il buonsenso. Il luogo dev’essere facilmente raggiungibile, in tempi brevi, possibilmente senza particolari mezzi, magari anche in bicicletta o a piedi. Il buonsenso impone la localizzazione in un luogo dove non si rischiano pericoli collaterali; se scegliamo una zona a rischio frane oppure vicino un canale che può straripare, rischiamo di saltare dalla padella alla brace.

I bisogni primari

Acqua, cibo, riparo. Questi tre elementi sono ciò di cui un individuo necessita per sopravvivere. Acqua e cibo devono essere presenti in abbondanza e opportunamente ruotati: in questo caso saper gestire le proprie scorte alimentari è di fondamentale importanza. Usare una logica di tipo FIFO (First-in/First-out) garantisce la corretta rotazione, ottimizzando le scadenze ed evitando di sprecare generi alimentari. Ho dedicato un articolo a parte sulla progettazione delle scorte dal titolo “Scorte per tutte le tasche” che ti invito ad approfondire.

Per la conservazione dell’acqua possiamo utilizzare le bottiglie che comunemente acquistiamo presso i supermercati che sono di facile reperimento e stoccaggio. Attenzione solo alla conservazione: se vengono conservate in luoghi con forte escursione termica e/o esposte alla luce del sole potremo avere delle spiacevoli sorprese una volta aperte. In realtà, la soluzione migliore sarebbe costruire un pozzo artesiano o installare delle cisterne in plastica con alla base attacchi per poterli collegare direttamente all’impianto idro-sanitario della struttura o, più semplicemente per un facile accesso tramite rubinetto.

In alternativa, per coloro che non possono effettuare grandi lavorazioni i Waterbrick potrebbero essere una giusta soluzione di compromesso. I Waterbrick sono dei mattoncini simili ai Lego che possono contenere più di 5 l d’acqua ciascuno, sono facilmente impilabili e si possono utilizzare anche come recipienti alimentari o per oggetti. Anche in questo caso è opportuno trattare con filtri, bollitura o sterilizzazione l’acqua stoccata poiché potrebbe risultare stagnante con possibili conseguenze sulla salute umana.

Esiste anche un quarto elemento da non trascurare, ovvero l’igiene personale. Ricordo che un’accurata igiene evita l’insorgere di infezioni, influenze e patologie varie. Premuratevi di avere sufficiente scorta anche di sapone (meglio di Marsiglia) e dentifricio. Non c’è bisogno di spiegare quanto un dente dolorante o cariato possa influire sulle capacità fisiche. È proprio in situazione di emergenza che bisogna prestare ancora più attenzione e cura del corpo.

Energia, medicinali e comfort

Una volta esauriti i bisogni primari possiamo preparare il nostro rifugio con tutta quella serie di comfort che sicuramente fanno bene al morale. L’energia è fondamentale e in commercio esistono molteplici soluzioni che vanno da piccoli pannelli solari o impianti eolici, sino a generatori diesel. Lo scenario migliore sarebbe quello dove si dispone di entrambi, ma purtroppo sono entrambi abbastanza costosi. Personalmente opterei per un piccolo impianto solare con batterie annesse. Predisponete anche dei sistemi di comunicazione per ricevere notizie relative all’evolversi dell’emergenza; se la televisione può essere un lusso, una radio è economica e leggera. Infine, una buona scorta di medicinali generici sicuramente può essere d’aiuto per sconguirare eventuali influenze o patologie.

Cosa usare per una Bug Out Location

Per costruire una Bug Out Location non servono molti soldi: si possono trovare dei prefabbricati in legno che si montano in 2 giorni, con cucina, soggiorno, camere e bagno. Certamente non tutti possono permettersi una seconda casa ma questo è il metodo, a mio parere più economico. Un’altra soluzione è quella del container, ma questo tema lo affronteremo più avanti. Vi lascio con questo breve video che mostra l’assemblaggio di uno chalet in legno davvero economico.

A presto.

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