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Bugging out: quando applicare il tuo piano di evacuazione

Decidere quando è il momento di evacuare e attuare il piano di fuga è un argomento sempre molto discusso. Prevedere o capire i segnali di una situazione di emergenza o di un disastro è molto difficile per ciascuno di noi.

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Quando si verifica un disastro, molte persone hanno difficoltà ad accettare e comprendere la gravità della situazione, tendendo a rinviare o non considerare del tutto le decisioni che potrebbero far la differenza. Decisioni che, talvolta, sono davvero drastiche come quella di abbandonare la propria abitazione. In caso di calamità come incendi, alluvioni o terremoti, le autorità e i soccorritori cercano di far evacuare le abitazioni e le zone a più alto rischio.
Stai pur certo che alcuni abitanti sfideranno gli ordini e sceglieranno di rimanere a casa. Queste, in alcuni casi, saranno le persone che potrai incontrare solo all’indomani del disastro, in una tabella che riassume un macabro bilancio.

Bugging in o bugging out?

Nella comunità dei prepper, gli argomenti del bugging in o bugging out sono costantemente affrontati, messi in discussione, smembrati e ricostruiti per trovare la perfetta equazione che bilancia situazione-reazione.

Seppur questa equazione non esista, in linea generale, quando si verifica un disastro naturale, il bugging out potrebbe essere l’unica decisione logica e corretta che puoi prendere poiché è l’unica cosa che può aiutarti a sopravvivere. Tuttavia, è anche importante tenere ben a mente che mettersi in viaggio può essere pericoloso tanto quanto restare a casa. I rischi che potresti affrontare sulla strada potrebbero essere addirittura maggiori di quelli che potresti dover affrontare se rimanessi in casa tua.

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Se ti rendi conto che la catena degli eventi sta facendo precipitare la situazione, che le cose stanno andando di male in peggio, non dovresti esitare neanche un momento e iniziare a muoverti. Se le autorità dicono alle persone di evacuare, non ha senso sprecare tempo prezioso mettendo in discussione le scelte degli addetti ai lavori. Ti ricordo che mettere in moto la macchina del soccorso non è divertente, non è economico e espone tutti quanti, cittadini e addetti ai lavori, comunque a rischi e disagi. Pertanto, una decisione di questo tipo è certamente motivata da fatti e non da capricci.

Usa il buon senso

Parliamo di un’allerta meteo e vediamo come il buon senso può aiutarci.
Durante uno scenario del genere, hai abbastanza tempo per agire, molto prima che il downburst, la tromba d’aria o l’intensa precipitazione colpisca la zona. Inoltre, se le autorità locali dicono alle persone di evacuare, certamente esiste una concreta ragione dietro le loro azioni.

In Italia siamo dei campioni nella pratica della lamentela: quando vengono emanate allerte rosse e non ci scappa il morto, il solito lamentoso non tarderà a inveire contro la protezione civile dicendo: “ecco, tutto questo cinema per nulla! Non era necessaria l’allerta rossa“. Contrariamente, se l’allerta viene sottostimata ma, per fatalità, si contano vittime ecco l’ondata di indignazione che, forcone in mano, è pronta a chiedere la testa del sindaco o del governatore di turno.

Discorso analogo vale per gli incendi: ogni anno vediamo e subiamo i danni che causano a persone, animali, comunità e ambiente. Un incendio è, senza dubbio, un pericolo imminente che deve essere costantemente monitorato. Spesso la sua evoluzione e sviluppo è molto più veloce di quanto la maggior parte delle persone possa immaginare. Ancora peggio è il fatto che alcune persone non inizieranno a reagire fino a quando non avvisteranno le fiamme, il che potrebbe non lasciare scampo.

Tuttavia, un tale disastro (sia di origine naturale che dolosa) implica un certo tempo di sviluppo della situazione che garantisce una finestra temporale per la valutazione del da farsi. Puoi mettere insieme tutte le informazioni e ragionare in autonomia se la situazione sta peggiorando o meno. Sempre applicando una logica prudenziale, in questo caso i segnali potrebbero dirti dove è diretto l’incendio e se sei in pericolo o meno.

Gli esempi precedenti sono di natura comune. Tali pericoli ed emergenze possono essere facilmente riconosciuti come situazioni potenzialmente letali. È qui che il buon senso gioca un ruolo importante nella tua sopravvivenza, affidandoti anche al tuo istinto prima che sia troppo tardi.

Il mio personale pensiero è che adottare una strategia prudenziale sia sempre la scelta vincente, persino quanto eccessiva. Credo che il prepping abbia come scopo ultimo la tutela della nostra incolumità, pertanto non c’è costo eccessivo, dispendio di tempo o temporaneo disagio che non sia disposto a subire per tutelare la mia vita e quella dei miei cari.

Cerca i segnali di allarme

No, non siamo in un film di Roland Emmerich. Tuttavia, bisogna capire che non tutte le situazioni di emergenza sono di semplice individuazione come i disastri naturali e alcune richiedono un’attenta analisi per mettere insieme tutti i pezzi del puzzle. Se riesci a individuare in tempo i segnali di allarme, è chiaro che avrai molto più tempo per agire rispetto a tutte le altre persone.

Preppers e survivalisti hanno imparato che uscire dalla città prima della folla è la cosa più intelligente da fare quando SHTF, ossia quando “la mer*a colpisce il ventilatore”. È molto più sicuro, rapido ed eviterai di finire in un ingorgo o di essere costretto a viaggiare a passo d’uomo con tutti gli altri veicoli ingorgati sull’autostrada. 

Alcuni esempi di segnali d’allarme

Un chiaro segnale d’allarme è l’incapacità dei servizi di emergenza di accettare chiamate o lunghi tempi di risposta. Questo può essere preoccupante per la gente comune, ma potrebbe essere un segnale abbastanza a ridosso dell’evento, che qualcosa non funziona. 

Vedere che i negozi stanno esaurendo le scorte e gli scaffali non vengono più riforniti, è un altro segnale d’allarme. Quando la GDO (Grande Distribuzione Organizzata) è in ritardo e non è più in grado di tenere il passo con il programma di consegna, è chiaro che sta succedendo qualcosa. Può darsi che la catena di approvvigionamento si sia interrotta o che le risorse semplicemente non siano sufficienti per soddisfare la domanda di tutta la popolazione.

Quando arriva il panico, prima di una possibile emergenza – e durante il lockdown, i prodotti come pasta, farina, lievito, uova e carta igienica hanno riscontrato esattamente questa problematica – il risultato è evidente a tutti. Immagina cosa potrebbe accadere quando tutte le persone intorno a te inizieranno a prendere coscienza che i loro negozi di alimentari rimarranno vuoti per settimane. La situazione potrebbe portare a saccheggi, rivolte e ogni sorta di interazioni sociali “spiacevoli”. Le persone disperate finiscono per prendere decisioni sbagliate. Se si sparge la voce che hai provviste, potresti diventare un bersaglio.
(Leggi anche: Scorte di cibo: perché dovresti farle prima)

In questa situazione, il problema del prepper diventa l’ego: molti dicono di avere abbastanza potenza di fuoco per difendere ciò che è loro e, in alcuni casi, potrebbe essere vero. Tuttavia, le persone sono così dispettose che potrebbero finire per bruciare la tua casa con te dentro, pur di ottenere ciò per cui sono venute.

Oltre ai segnali di cui sopra, ce n’è uno molto comune, proprio davanti ai tuoi occhi: non avere abbastanza scorte per sostenere la vita è forse la ragione principale per darti al bugging out. Anche se sei un prepper esperto e hai tutto pianificato, potresti aver dato già fondo alle tue strategie per affrontare altri problemi (disoccupazione, debiti, ecc.). In questo caso, se casa tua non è più attrezzata per far fronte agli imprevisti, la risposta al pericolo è senza dubbio il bugging out.

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Non sfidare mai il destino: affidarsi alla fortuna, al destino o alla provvidenza è da principianti.

Il bugging out non è campeggio

Non avere una destinazione pianificata e limitarsi a girovagare ti renderà un rifugiato domestico. Certo, sarai un rifugiato ben preparato nel tuo stesso paese, ma prima o poi diventerai un bersaglio. 

Pianifica in anticipo e decidi dove potresti andare: amici, familiari, strutture ricettive (occhio al budget) oppure, per i più audaci, madre natura potrebbe diventare una casa temporanea. È sempre una buona idea avere diverse opzioni tra cui scegliere e, quando scegli queste opzioni, dovresti considerare sia la direzione del viaggio che la distanza, oltre al tempo necessario per arrivarci.

In generale, i disastri naturali sono localizzati e le persone colpite devono viaggiare molto per trovarsi al di fuori della zona di pericolo. La maggior parte di loro si potrebbe spostare di qualche decina di chilometri. Altri potrebbero andare anche oltre. Una buona opzione sarebbe quella di considerare e pianificare luoghi che sono da 100 a 150km di distanza, anche oltre.

Quando stabilisci la destinazione, assicurati di calcolare la distanza che devi coprire in base al consumo di carburante del tuo veicolo. Conosci l’autonomia della tua auto a pieno carico con un solo serbatoio di benzina? Riusciresti a raggiungere la tua Bug Out Location con mezzo serbatoio? Non credo che si verifichi un’emergenza esattamente quando avrai finito di fare rifornimento alla tua auto.

Riusciresti a raggiungere il tuo rifugio a piedi? Certo, 100 km sono tanti da fare a piedi, quindi la maggior parte delle persone userà la loro auto per sfuggire all’emergenza. In effetti, questa è l’unica opzione per molti e le cose potrebbero non andare come previsto inizialmente. L’auto potrebbe avere un guasto, tutti gli occupanti potrebbero esser costretti a viaggiare a piedi. Mentre alcuni possono farlo, altri non avranno la forza fisica e la resistenza per viaggiare per più di 10 km. Assicurati di prendere in considerazione anche questo scenario, valutando le soluzioni più efficaci per la tua situazione.

Non essere un accumulatore

Come prepper abbiamo quella che molti chiamano mentalità da accumulatore perché “non si sa mai”. Il problema con la raccolta di una buona quantità di scorte è l’incapacità di lasciarsi tutto alle spalle. Se hai lavorato duramente per creare il tuo piccolo paracadute, probabilmente farai tutto il possibile per portarlo con te. Sai anche tu che questo è l’approccio sbagliato e dovresti portare solo l’essenziale.

Se sei costretto a evacuare, non portare con te ciò che non puoi afferrare. Pianifica prima dell’emergenza e prepara una Bug Out Bag. Devi accontentarti e riconoscere fin dall’inizio che potresti non portare con te tutte le tue cose, la collezione di porcellane di tua nonna e qualsiasi altra cosa ti stia a cuore. Definisci le strategie per proteggere le tue cose ora, quando non c’è stress e nessuna fretta.

Oltre ad una buona base che garantisca l’incolumità tua e dei tuoi cari, non dimenticare di portare tutti i documenti importanti che hai e scatta foto di ogni stanza della tua casa per identificare in seguito i cosa possiedi se la tua casa viene distrutta. 

Costruisci un piano di evacuazione

Il problema, per come la vedo io, è che in Italia nessuno vuole evacuare e si rifiuta di comprendere la necessità di farlo. Alcuni vivono nella totale negazione mentre altri credono che qualcuno o qualcosa si prenderà cura di loro se si verifica un disastro naturale.

Non importa quale sia il tuo punto di vista personale, costruire un piano di evacuazione (bug-out) e attuarlo quando arriva il momento diventa obbligatorio in un paese che vanta elevato rischio sismico, idrogeologico e d’incendio. Decidi insieme alla tua famiglia quando e come evacuare una volta scattati i segnali d’allarme.

Scopri in quali posizioni di bug-out puoi andare e stabilisci come arrivarci in sicurezza. Tieni sempre pronta la tua Bug Out Bag e assicurati che gli extra che devi portare con te siano a portata di mano o possano essere facilmente trovate quando i livelli di stress sono alti e il tempo è essenziale.

Ti consiglio di fare una checklist per controllarla velocemente quando sei costretto ad evacuare. In questo modo, ti assicurerai di non perdere nulla di importante e di non farti prendere dal panico per cose dimenticate.

Credo fermamente che non dovresti lasciare tutto al caso quando l’opzione di allontanarti è un’alternativa per la tua famiglia. Sapere in anticipo come gestirai una situazione del genere ti aiuterà a controllare l’ansia e la paura quando arriverà il momento di mettersi in viaggio.

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