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Collapse OS, il sistema operativo per il post apocalisse

Il sistema operativo Collapse OS è progettato per funzionare con componenti elettronici comuni e facili da reperire anche tra i “rifiuti”, in un futuro in cui l’elettronica di consumo è solo un ricordo del passato.

Tra possibili conflitti nucleari, i disastri climatici e tensioni geopolitiche, sembra proprio che la fine si stia avvicinando ad uno stato “molto probabile”. Scherzi a parte, in un futuro post-apocalittico, che si tratti di uno scenario alla MadMax o alla Codice Genesi, secondo gli speculatori di queste teorie, è pensiero comune affidare il destino dell’umanità a chi sarà in grado di sfruttare la tecnologia del vecchio mondo.

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Il sistema operativo Collapse OS

Collapse OS è un sistema operativo, open source, creato appositamente per i sopravvissuti all’apocalisse. Secondo il suo creatore, lo sviluppatore software Virgil Dupras, Collapse OS è ciò di cui le persone del futuro avranno bisogno per riconfigurare i loro iPhone recuperati. Per ora, il buon Dupras è alla ricerca di collaboratori, mentre il progetto è ospitato su GitHub.

“Lo sto facendo per mitigare un rischio che penso sia reale. Non inevitabile, ma abbastanza probabile da giustificare uno sforzo modesto”, ha detto Dupras in una e-mail scritta a Vice.com.

Sul sito del sistema operativo Collapse OS, è riportata la visione distopica dello sviluppatore Dupras nel quale il mondo non è più così globalizzato e la catena di approvvigionamento globale è crollata. Questo avverrà nel 2100? Assolutamente no, dovremo aspettare solo 10 anni perché questo si verifichi.

In questo possibile futuro, una specie di apocalisse digitale, la società non sarà più in grado di produrre elettronica di massa, ma la tecnologia non perderà la sua carica di potere politico e sociale. Infatti, chiunque possa disporre di elettronica, e piegarla alle proprie necessità riprogrammandola, otterrà un enorme vantaggio rispetto a quelli che non lo potranno fare.

Dupras, infine, ritiene che il problema più grande per gli smanettoni – in questo fantomatico apocalisse – saranno i microcontrollori: piccoli computer incorporati in circuiti che controllano le funzioni dei sistemi informatici. “I computer, dopo un paio di decenni, si guasteranno irreparabilmente e non saremo più in grado di programmare i microcontrollori”spiega sul sito Web di Collapse OS“Per evitare questo destino, abbiamo bisogno di un sistema che può essere progettato da parti recuperate e programmare microcontrollori”.

Perché usare tecnologia degli anni 70?

Collapse OS sarà progettato per funzionare con microprocessori Z80 a 8 bit. Nonostante oggi sia molto meno comune dei componenti a 16 e 32 bit, lo Z80 a 8 bit può essere trovato in vecchi computer desktop, registratori di cassa, strumenti musicali, calcolatori grafici e tutto il resto. Nella discussione del progetto su Reddit, Dupras ha spiegato che la Z80 è stata scelta migliore “perché è stata in produzione per così tanto tempo e perché è stata utilizzata in così tante macchine, uno scavenger (chi cerca nella spazzatura componenti di fortuna da riciclare, ndr) ha buone possibilità di metterci le mani sopra”.

Secondo Dupras, Collapse OS dovrebbe “funzionare su macchine minimali e improvvisate, interfacciarsi attraverso [tastiere, display e mouse] improvvisati, modificare file di testo, compilare file sorgente dell’assemblatore per una vasta gamma di MCU e CPUS, leggere e scrivere da un’ampia gamma di dispositivi di archiviazione e replicarsi. “

Ad oggi, Collapse OS può essere eseguito su un computer homebrew (fatto in casa, ndr) chiamato RC2014, mentre sempre su Reddit, Dupras ha affermato che teoricamente potrebbe funzionare persino su una console Sega Genesis.

Dupras ha dichiarato di essere soddisfatto dei progressi del progetto: “penso che potrei finirlo da solo, ma ho pensato che sarebbe stato più divertente avere a che fare con un paio di altri sviluppatori. La partecipazione richiede un insieme molto specifico di inclinazioni (credere nel collasso) e competenze (elettronica e assemblaggio z80). Penso che esistano pochissime persone che soddisfano tali requisiti. Ma se lo fanno, mi piacerebbe trovarli.”

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