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La trappola a 4: cos’è e come funziona

Il sistema di trappola a “4” è un sistema di trappolaggio passivo, molto utile in una situazione di sopravvivenza, anche se la trappola a laccio è da considerarsi la più semplice e facile da utilizzare, il sistema di trappola a “4” è efficace in qualsiasi territorio. A differenza di altre trappole a passaggio, la nostra trappola a “4” può essere utilizzata anche in zone desertiche o sprovviste di vegetazione o punti di ancoraggio.

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Cos’è la trappola a “4”

La trappola a 4 è una trappola a caduta, il suo nome è dato dalla forma di un “4” del suo innesco. Per realizzare la trappola a “4” non serve molto materiale, basta un bastoncino di poche decine di cm ed occorre solo un minimo di manualità per realizzare le tacche sui legnetti in modo da poterli incastrare tra loro realizzando l’innesco. La regola empirica delle trappole a caduta dice: “il peso della parte che va a schiacciare deve essere cinque volte superiore a quello della preda”. Basandosi su questi dati è facile comprendere che in una situazione di sopravvivenza potremo puntare solo su animali di piccola taglia, (roditori, conigli, rettili, ecc) in maniera che cinque volte il loro peso sia un materiale (pietra, tronco,ecc) facile da alzare e mettere in equilibrio sul nostro innesco a “4”. La trappola con il sistema a caduta “4” richiede l’utilizzo di un esca. A differenza delle trappole a passaggio, in questo caso la preda viene attirata nella trappola dall’esca, questo la rende una trappola versatile e installabile nei più svariati territori, senza dover rintracciare zone di passaggio o cercare ancoraggi.

Come costruire l’innesco della trappola

Per costruire il nostro innesco a “4” è consigliabile utilizzare un ramo verde, poiché, essendo ricco di acqua, ha maggiore elasticità ed è più facile da lavorare. Quando mettiamo in equilibrio la nostra trappola e bene aspettare qualche minuto, per vedere se gli assestamenti del terreno, dovuti al peso, la mantengono armata o la fanno scattare. E’ utile anche provare a farla scattare per vedere se si disarma bene e funziona come dovrebbe. La grandezza del nostro “4” deve essere in proporzione al peso che ci mettiamo sopra e i suoi incastri proporzionati alla preda (un innesco grande, con un peso notevole, non sarà fatto scattare facilmente da un piccolo roditore). La versione più sensibile adatta a tutte le prede è quella con il filo. La trappola a “4” come le altre forme di caccia passiva va installata evitando i momenti di passaggio degli animali come alba e tramonto. E va posizionata lontano dal posto in cui abbiamo creato il nostro bivacco di fortuna, per evitare che i nostri movimenti possano mettere in allarme le eventuali prede. Quando andiamo ad istallare una trappola dobbiamo cercare sempre di non lasciare troppo odore sulla trappola, dobbiamo cercare di camuffarlo, come possiamo, in maniera che la preda non venga allontanata da esso.

Integrazione circa la costruzione (a cura di Marco R.): Il bastoncino verticale e quello obliquo reggono la pietra mentre quello orizzontale mantiene in posizione i primi 2. Quando la preda sposta verso l’alto (o comunque sbilancia) il bastoncino orizzontale viene liberato dalla sede e di conseguenza quello obliquo che quindi rilascia la pietra. Teoricamente, il meccanismo spinge fuori dalla trappola tutti e tre i bastoncini. Bisogna quindi praticare un foro, o uno scalino, sul bastoncino orizzontale per incastrarci quello obliquo. Invece bisogna scavare lateralmente quello verticale e quello orizzontale in modo che si incastrino da sorreggersi ma lasciandogli un po’ di gioco in modo che ruotino uno rispetto all’altro di pochi gradi. Non deve essere un’innesco rigido dove tutto è saldo e ben incastrato, basterà il peso della pietra a tenere tutto insieme.

Aspetti legali del trappolaggio in Italia

Il trappolaggio in Italia è assolutamente vietato ed è punito penalmente ai sensi della legge 157/92 e successive modifiche, comportando l’arresto e talvolta anche la reclusione, oltre alle sanzioni amministrative. Dunque, la redazione di PortaleSopravvivenza.it diffida dall’impiego di queste trappole e sottolinea che quelle realizzate sono esclusivamente a scopo didattico. Possono essere utilizzate solo in una vera situazione di sopravvivenza, se stiamo rischiando davvero la vita e consapevoli che le nostre azioni potrebbero incorrere in sanzioni da parte degli organi di polizia.

Tipi di trappole

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7 commenti
  1. Hai dimenticato di spiegare come fare l’innesco.Faccio riferimento all’immagine. Praticamente il bastoncino verticale e quello obliquo reggono la pietra mentre quello orizzontale mantiene in posizione i primi 2. Quando la preda sposta verso l’alto (o comunque sbilancia) il bastoncino orizzontale viene liberato dalla sede quello obliquo che quindi rilascia la pietra. teoricamente il meccanismo spinge fuori dalla trappola tutti e tre i bastoncini. Bisogna quindi praticare un foro o uno scalino sul bastoncino orizzontale per incastrarci quello verticale. Invece bisogna scavare lateralmente quello verticale e quello orizzontale in modo che si incastrino da sorreggersi ma lasciandogli un po’ di gioco in modo che ruotino uno rispetto all’altro di pochi gradi. Non deve essere un’innesco rigido dove tutto è saldo e ben incastrato, basterà il peso della pietra a tenere tutto insieme.

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