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Come conservare il riso nelle tue scorte

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In alcune parti del mondo, la maggior parte delle calorie di una persona proviene dal riso: è il loro cibo principale e lo usano ampiamente. Oppure è il loro unico cibo a disposizione.

Nei momenti di bisogno, il riso è il primo alimento portato dagli operatori umanitari. Il motivo è sta nel suo apporto calorico, nell’ampia tollerabilità (soprattutto per chi deve seguire una dieta delicata), alla facilità di trasporto e conservazione.

È anche uno dei cibi preferiti dei prepper: è economico, può essere stoccato in grandi quantità ed è estremamente versatile in cucina. È un alimento che non dovrebbe mancare mai nella tua dispensa e, tanto meno, nelle tue scorte d’emergenza.

Conservare grandi quantità di riso può sembrare abbastanza complicato, ma così non è in realtà. Proviamo a spiegarti passo passo come fare.

I vantaggi del riso

Cosa rende il riso un ottimo cibo da sopravvivenza? Perché dovrebbe essere uno degli alimenti base tra le tue scorte di lungo termine?

Innanzitutto il riso viene coltivato e consumato dall’uomo oramai da più di 10.000 anni. Oggi nel mondo se ne producono oltre 700 milioni di tonnellate all’anno. Con il riso si nutre una popolazione mondiale in continua crescita e per molte culture è l’alimento base della loro dieta.

Dal punto di vista nutrizionale, il riso contiene circa l’80% di carboidrati in proporzione al suo peso. I chicchi sono per lo più amido e sono ricchi di calorie. Un bicchiere di riso crudo (circa 240g) apporta 700 calorie.

La cosa grandiosa è che da 1 bicchiere di riso crudo ne escono almeno 3 o 4 di riso cotto. Da questo puoi ben capire come con poco riso si possano sfamare parecchie persone.

Il secondo vantaggio del riso è il tempo di conservazione. Il classico riso bianco, adeguatamente confezionato, può durare fino a 30 anni se non di più.

Ma la vera killer feature del riso è il prezzo. Con meno di 1€ puoi portarti a casa mezzo chilo di riso. Un alimento quindi accessibile per ogni budget.

Infine, devi considerare anche la flessibilità del riso. Colazione, pranzo e cena hanno tutti un posto nel piatto per il riso. Non esiste solo il classico risotto o riso bollito e condito con burro e grana.

Poiché il riso è per natura insipido, assorbe il sapore di qualunque cosa venga cucinato con esso. Per questo, puoi pensare di aggiungere il riso in moltissimi delle tue ricette da prepper.

Non devi nemmeno acquistarlo tutto in una volta. Visto il costo piuttosto irrisorio, ti basta comprarne un pacco in più ogni volta che vai a fare la spesa e aggiungerlo alle tue scorte. Nel corso dei mesi i chili si accumuleranno e avrai a disposizione grandi quantità di un cibo altamente versatile e nutriente per te e la tua famiglia.

Quanto riso accumulare?

Cominciamo con il conteggio delle calorie. 500 grammi di riso crudo apportano circa 1500 calorie.

Supponendo un fabbisogno giornaliero di 2.500 calorie, solitamente è consigliato che la metà provenga dai carboidrati. Parliamo di 1.250 calorie: l’equivalente di circa 350 grammi di riso crudo al giorno, presupponendo che il riso sia la tua unica fonte di carboidrati e che tu sia l’unico a dover mangiare.

Facciamo qualche esempio di quanto riso stoccare sulla base di diversi periodi di durata delle scorte:

  • 30 giorni – circa 12 kg di riso;
  • 6 mesi – circa 70 kg;
  • 1 anno – circa 140 kg.

Se poi oltre a te dovranno mangiare altre persone, dovrai aumentare necessaraimente le dosi.
Successivamente, ti potrai concentrare su grassi e proteine.

Tipologia di riso da stoccare

È necessario considerare anche quale tipo di riso acquistare. Non tutte le tipologie sono adatte alla conservazione a lungo termine.

Il riso integrale non è un buon candidato per la conservazione a lungo termine. Lo stesso vale per il riso selvatico.
Il problema è che queste tipologie contengono oli naturali che col tempo rischiano di diventare rancidi. Di conseguenza, possono durare per mesi ma non per diversi anni.

Il riso istantaneo invece viene precotto e successivamente disidratato. I tempi di cottura sono notevolmente ridotti: solo pochi minuti rispetto ai 20-45 di altre varietà di riso. Questo significa che non avrai bisogno di troppa energia o gas per cucinarlo ma allo stesso tempo possiede diversi svantaggi: il primo è il costo (fino a tre volte superiore del normale riso bianco) mentre il secondo è che può contenere meno sostanze nutritive a causa della precottura.

A nostro avviso, il riso bianco classico resta la scelta migliore. È facilmente reperibile in ogni supermercato e puoi trovarlo anche all’ingrosso. Inoltre, puoi scegliere tra molte varietà: carnaroli, arborio, roma, basmati, jasmine, ecc.

Considerando che potresti doverlo consumare per periodi prolungati, avere riso di diverse varietà tra le tue scorte può aiutarti a spezzare la monotonia.

Nemici della conservazione del riso

Ci sono diversi “nemici” a cui prestare attenzione quando si decide di conservare riso a lungo termine. Vale a dire luce, calore, ossigeno, umidità e animali e insetti.

La luce e il calore finiranno per privare il riso che hai stoccato del suo sapore, dei nutrienti e possono alternarne la consistenza. L’ossigeno porta all’irrancidimento ossidativo. L’umidità contribuisce alla formazione di muffe. Infine, insetti e roditori possono banchettare allegramente con il tuo riso o, quantomeno, danneggiare la confenzione.

Ossigeno e umidità sono particolarmente importanti da considerare nel momento in cui compri grandi pacchi riso (come questo da 5 kg) se decidi di stoccarli in contenitori più piccoli e meno ingombranti. Oppure se decidi di reimpacchettare il riso preso al supermercato in altri contenitori diversi dalla confezione originale.

(Potrebbe interessarti leggere anche “Metodi di conservazione per le tue scorte“)

Luce e calore

La luce è facile da gestire. Ti basta scegliere un contenitore appropriato, che non sia trasparente e non faccia passare la luce. Per il calore, ti basta riporre le tue scorte di riso in un posto fresco e asciutto come un seminterrato oppure un luogo climatizzato, così come il resto delle tue scorte alimentari.

Ossigeno

L’ossigeno può essere rimosso facilmente. Il metodo più comune è la rimozione tramite assorbitori di ossigeno. Sono dei piccoli pacchetti che contengono polvere di ferro la quale, durante il processo di arrugginimento, assorbe l’ossigeno dall’atmosfera.

In un contenitore sigillato il processo riesce anche a creare il vuoto. Gli assorbitori di ossigeno vengono venduti in base alla quantità di ossigeno che riescono ad assorbire. Più il contenitore sarà grande, più assorbitori di ossigeno dovrai inserire al suo interno.

Umidità

L’acqua favorisce la crescita di muffe e funghi, nonché una miriade di altri effetti negativi. La buona notizia è che fintanto che non reimballate il riso in un ambiente molto umido probabilmente non avrete brutte sorprese

Se puoi, smista il riso in contenitori più piccoli durante un periodo dell’anno con clima asciutto. Se però non puoi aspettare un clima favorevole, aggiungi alcuni pacchetti di gel di silice essiccante (come questi). La silice in ogni confezione assorbe il vapore acqueo dall’aria rendendo l’ambiente asciutto e al riparo da muffe.

Anche in questo caso, dovrai inserire più o meno pacchetti in base alle dimensioni del contenitore che adoperi.

Parassiti grandi e piccoli

Non è raro che all’interno del riso possano esserci delle uova di qualche insetto. È abbastanza normale e il 99% delle volte sono innoque. Di tanto in tanto potrebbero schiudersi e banchettare con il tuo riso. Tutto qui. In ogni caso, meglio prevenire.

Se pensi di impacchettare il riso con assorbitori di ossigeno all’interno, il problema è risolto. L’assenza di ossigeno non permetterà alle eventuali uova presenti di schiudersi. Se non vuoi usare gli assorbitori, puoi ricorrere al congelamento. Metti il riso in freezer per una settimana e questo ucciderà tutte le eventuali uova presenti.

L’altra cosa di cui dovresti preoccuparti sono gli animali e insetti fuori dai contenitori. In particolare formiche, topi e ratti.

Le formiche sono facili da prevenire. Se ne vedi attorno alle tue scorte (di riso e non) rimuovile e pulisci la zona attorno con dell’alcol. In questo modo rimuoverai le scie che le formiche lasciano per guidare le altre verso la fonte di cibo.

Topi e ratti sono una questione differente. Una volta che si rendono conto di aver trovato del cibo, poco o niente li fermerà. Soprattutto i ratti, che possono masticare attraverso un sacchetto di plastica e addirittura un secchio.

La migliore linea d’azione è la prevenzione. La corretta sigillatura limita i profumi che possono attirano i roditori. Sigilla i potenziali punti di accesso e inserisci delle trappole ed esche se temi possano presentarsi da un momento all’altro.

Conservare il riso in sacchetti e contenitori

Il primo metodo per conservare grandi quantità di riso è relativamente semplice. Usa contenitori con coperchi ben aderenti. Prima di riporli, metti ogni sacchetto di riso nel congelatore per una settimana per eliminare eventuali uova e parassiti, quindi impila i sacchetti nel contenitore. Non c’è bisogno di riconfezionare il riso.

Se vuoi un po’ di protezione in più, metti ogni sacchetto di riso in una busta più grande con chiusura a zip. Dentro ogni busta mettici anche qualche pacchetto di gel di silice essiccante.

Questo è un buon modo per conservare il riso, per un periodo di 4-5 anni. Controlla il tuo riso ogni anno e cerca eventuali guasti nelle borse o sulla confezione originale. Sostituire o ricaricare le confezioni di gel di silice essiccante ogni anno durante l’ispezione.

(Leggi anche “Come conservare la farina nelle tue scorte” e “Come fare scorte di pesto di basilico“)

Conservare il riso in sacchetti in Mylar

Questo è forse il metodo prepper migliore per conservare a lungo i cereali sfusi. Ti servono solo dei sacchetti in Mylar (come questi), un po’ di assorbitori di ossigeno e dei secchi con coperchio.

Le borse in Mylar non sono porose, sono flessibili e molto resistenti. Il rivestimento metallico, inoltre, aggiunge un ulteriore blocco della luce oltre a quello fornito dal secchio in cui riporrai i sacchetti

Per preparare il tuo perfetto secchio di stoccaggio a lungo termine, prendi un sacchetto in Mylar, inserisci un assorbitore di ossigeno e inizia a riempirlo di riso. Man mano che riempi, aggiungi altri assorbitori.

Una volta riempito, lascia dello spazio in alto per piegare il sacchetto e spingi fuori quanta più aria puoi.

Per sigillare il sacchetto in Mylar, hai due opzioni.
La prima è sigillarlo tramite una termosigillatrice. Ti consigliamo di fare sempre almeno 3 sigillature in ogni direzione per una maggiore protezione.
La seconda opzione è appoggiare la borsa su un tassello, un piccolo paletto di legno quadrato o una livella metallica, quindi far scorrere un ferro scaldato a basse temperature.

La temperatura ideale è di circa 200 gradi. Per vedere se funziona, puoi provare su un pezzo di scarto di un sacchetto in Mylar.
Una volta terminato il confezionamento, metti un’etichetta sulla confezione e segna la data.

Se l’hai sigillato bene, vedrai il sacchetto “collassare” per via del vuoto d’aria che si viene a creare grazie agli assorbitori di ossigeno che hai inserito. Se ciò non dovesse accadere dopo 3-4 giorni, apri la busta, aggiungi altri assorbitori e richiudila.

Con questo metodo il tuo riso si dovrebbe conservare fino a 20 anni! Periodicamente controlla i sacchetti per vedere che siano sempre sottovuoto e non siano presenti delle rotture o altri danneggiamenti.

Leggi anche:
Scorte di cibo: perché dovresti farle (prima)
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Miele: benefici e conservazione
Uova disidratate: come prepararle

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