fbpx
Quando ti prende la scimmia per il prepping, c'è Portale Sopravvivenza!

Coronavirus: tutto quello che dovresti sapere

132 morti e 6057 infetti con stime in crescita. Il nuovo coronavirus preoccupa tutta la comunità internazionale. Non si conosce con certezza da dove derivi, come si trasmetta e soprattutto, come si possa curare.

Da quasi due mesi si parla di una nuova epidemia di influenza causata da un nuovo coronavirus apparso in Cina nel dicembre 2019 e già tristemente famoso per le passate epidemie di SARS e di MERS.
In questo articolo vogliamo dare risposta alle domande più comuni: con quali sintomi si manifesta? Cosa fare per proteggersi? Ma soprattutto, quanto è grave la situazione? Dobbiamo davvero preoccuparci?

Forse ti può interessare l’articolo: “Maschere antigas, cosa sono e cosa acquistare“.

(Vuoi ricevere gli articoli di Portale Sopravvivenza in anteprima sul tuo smartphone? Iscriviti al nostro canale Telegram)

Epidemia in Cina

Come già detto, i primi casi influenzali di questo nuovo coronavirus chiamato 2019-nCoV sono stati registrati in Cina, nella città di Wuhan nella provincia di Hubei (Cina orientale). Questa “piccola” città conta poco più di 11 milioni di abitanti e rappresenta la più popolosa della provincia.

Per rendere l’idea, stiamo parlando di una città con la popolazione di Torino, Milano, Genova, Bologna, Firenze, Roma e Napoli, sommate insieme, distribuite su una superficie pari all’Umbria (!).

I numeri dei morti ammontano ad oggi è di 132 (41 il 25 gennaio), mentre gli infetti ammontano ufficialmente a 6057 anche se i dati ufficiosi parlano di “decine di migliaia di infetti”.

Nonostante sia stato identificato questo nuovo coronavirus, ancora risulta sconosciuto in quale essere vivente si sia sviluppato e come possa essere avvenuto il “salto di specie” (detto anche spillover) ovvero come si sia trasmesso dall’animale all’uomo.

L’origine del coronavirus cinese

Le ipotesi – che potranno essere confermate o smentite nel corso del tempo – imputano l’origine di questo agente patogeno ad un mix nato da un rimescolamento di geni provenienti da virus dei pipistrelli e dei serpenti. Il come questo rimescolamento di geni sia potuto accadere è al momento un mistero (25 gennaio 2020).

Un recente studio sulla possibile origine del coronavirus 2019-nCoV, portato avanti da diverse università e ospedali cinesi, afferma che questo rimescolamento di geni sia partito da un coronavirus dei pipistrelli e da un altro coronavirus ignoto seppur riconducibile alle specie che colpiscono i serpenti.

Il salto, invece, potrebbe esser stato causato proprio da questi ultimi che in Cina rappresentano una pietanza prelibata. Quindi in sintesi, l’ipotesi è che questo coronavirus si sia trasmesso all’uomo che mangiò un serpente, che mangiò un pipistrello… che al mercato mio padre comprò.

Tutta colpa della cucina locale

Non citiamo il mercato a caso, poiché sul banco degli imputati c’è proprio un mercato, quello di Wuhan, uno dei più grandi della Cina, famoso non solo per dimensione e varietà di prodotti commerciati, ma anche per le scarse condizioni igieniche nelle quali sono venduti gli animali, sia vivi che macellati.

Altro aspetto macabro che fa l’ingresso sulla scena mediatica è rappresentato da un video, diventato presto virale, dove si può notare una pietanza servita in un ristorante alla quale gli speculatori imputano una possibile origine di questo virus: un brodo nel quale è immersa una carcassa di pipistrello.

Lasciando da parte queste speculazioni (per altro disgustose), per saperne di più dovremo aspettare i risultati delle analisi dei ricercatori che stanno lavorando incessantemente per individuare l’origine e, di conseguenza, una possibile cura per questo nuovo ceppo influenzale.

Coronavirus: sintomi

Seppur non si conosca bene questo specifico ceppo, i coronavirus umani conosciuti ad oggi sono sette: 229E (coronavirus alpha), NL63 (coronavirus alpha), OC43 (coronavirus beta), HKU1 (coronavirus beta), i tristemente celebri, MERS-CoV ( coronavirus beta responsabile della Middle East respiratory syndrome), e SARS-CoV (coronavirus beta responsabile della Severe Acute Respiratory Syndrome) e infine il nuovo coronavirus (2019-nCoV).

I sintomi più frequenti relativi ad un’infezione da coronavirus che colpiscono l’uomo causano solitamente malattie del tratto respiratorio superiore da lievi a moderate, la cui durata è breve. I sintomi quindi possono includere quelli del classico raffreddore: naso che cola, mal di testa, gola infiammata, febbre una sensazione generale di malessere.

Nei casi più gravi, quindi ove vi sia già una compromissione del sistema immunitario, l’infezione può causare polmonite, sindrome respiratoria acuta grave (l’acronimo SARS sta ad indicare proprio questo), insufficienza renale fino alla morte nelle fattispecie più gravi.

Come si cura il nuovo coronavirus?

Come lo stesso sito del Ministero della Salute afferma:

Non esiste un trattamento specifico per la malattia causata da un nuovo coronavirus. Il trattamento deve essere basato sui sintomi del paziente. La terapia di supporto può essere molto efficace.

Attualmente non esistono terapie specifiche. D’altronde, come potrebbero se fino a qualche settimana fa non conoscevamo l’esistenza di questo ceppo?
La testata Adnkronos ha intervistato Gianni Rezza, direttore del Dipartimento malattie infettive dell’Istituto superiore di sanità (Iss) che interrogato sulle possibili cure ha affermato:

La malattia si cura come i casi di influenza grave: con terapie di supporto, farmaci antipiretici, antinfiammatori e idratazione.

Ciò che è completamente inutile – salvo complicanze di tipo batterico – è l’uso di antibiotici. Ricordiamo, infatti, come virus e batteri non siano la stessa cosa, pertanto l’utilizzo di antibiotici per curare un infezione virale è totalmente inutile.

Nonostante non esista ancora un vaccino contro questo virus, nei giorni scorsi al World Economic Forum di Davos in Svizzera, è stato annunciato che il National Institute of Health degli Stati Uniti d’America, in collaborazione con The University of Queensland australiana e altre due società farmaceutiche, ha avviato una collaborazione per la messa a punto di un vaccino. Anche la Russia ha annunciato la creazione di un team di ricerca per la sintesi di un vaccino.

Diffusione del coronavirus: quanto è grave?

Malgrado siano stati attivati controlli, procedure e protocolli per il contenimento di questa nuova influenza, il virus ha varcato i confini nazionali facendo registrare casi – fortunatamente pochi – in diversi stati dell’Asia, negli Stati Uniti, in Australia e anche in Europa.

Pur verificatosi l’outbreak, si registrano meno di trenta casi nel mondo, tutti provenienti da viaggiatori nella regione del Wuhan: i casi confermati sono stati registrati in Tailandia (14), Hong Kong (8), Taiwan (8), Giappone (7), Macau (7), Malesia (7), Singapore (7), Australia (5), USA (5), Francia (4), Germania (4), Corea del Sud (4), Canada (2), Vietnam (2), Cambogia (1), Nepal (1), Sri Lanka (1).

Ogni scalo aeroportuale ha predisposto corridoi sanitari per verificare che i passeggeri provenienti dalle regioni interessate dall’epidemia non siamo infetti, grazie a controlli di temperatura ad infrarossi e controlli puntuali sui casi sospetti. La situazione è in divenire anche se le ultime notizie non sono rassicuranti: pare che, secondo uno studio pubblicato su TheLancet.com, il contagio possa avvenire anche attraverso persone asintomatiche. Come afferma lo stesso Dott. Burioni sul blog MedicalFacts.it, “Una brutta notizia. La lotta contro quest’infezione sarà più difficile del previsto”.

Diffusione del coronavirus in tempo reale

Come proteggersi dal coronavirus

Su MedicalFacts.it, il Dott. Burioni afferma:

Virus di questo tipo – per i quali non ci sono cure e non ci sono vaccini -, si combattono sostanzialmente con l’isolamento e con l’interruzione della trasmissione.

Oltre a evitare di recarsi in Cina, è buona norma mettere in atto azioni preventive per evitare di contrarre il virus. Non essendoci cura, l’unica maniera per proteggersi è evitare di venire in contatto con persone infette, senza però cedere a psicosi collettive, ad allarmismi inutili e controproducenti. Ad oggi, in Italia non è stato registrato alcun caso – seppur vi siano stati dei falsi allarmi – pertanto è improbabile che il nostro vicino di casa con un po’ di raffreddore possa fungere da untore di quartiere, soprattutto se non è mai stato in Cina in vita sua.

Sette consigli (banali) per proteggersi dal coronavirus

È buona norma in questi casi, come riportato sul sito del Ministero della Salute, seguire questi semplici consigli per ridurre le probabilità di contagio:

  1. Igiene delle mani: lavare spesso le mani con acqua e sapone o con soluzioni alcoliche come l’Amuchina;
  2. Igiene delle vie respiratorie: starnutire o tossire in un fazzoletto o con il gomito flesso, evitando il contatto diretto con le mani.
  3. Usare fazzoletti monouso e gettarli in un cestino chiuso immediatamente dopo l’uso e lavare le mani;
  4. Utilizzare una mascherina per coprire le vie aeree;
  5. Alimentazione corretta: evitare carne cruda o poco cotta, frutta o verdura non lavate e le bevande non imbottigliate;
  6. Evitare il contatto ravvicinato, quando possibile, con chiunque mostri sintomi di malattie respiratorie come tosse e starnuti;
  7. Evitare luoghi densamente affollati e non sufficientemente aerati.

Non sappiamo ancora come evolverà la situazione, tuttavia è bene usare tutte le precauzioni del previsto.

Total
48
Shares
Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Articolo precedente

Maschera antigas CBRN: guida alla scelta

Articolo successivo

Ti presento il tuo più grande alleato: la paura!

Total
48
Share