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Escalation in Crimea: alle porte della terza guerra mondiale?

Come già riportato nei TG, ieri è stato ucciso il primo soldato ucraino. Subito dopo uno filo-russo.
In questi giorni la tensione è molto alta: la Russia sospesa dal G8, le diplomazie di mezzo mondo che faticano a gestire la situazione, la Russia che schiera le forze armate lungo il confine cercando di espugnare una caserma ucraina e, infine, un conflitto a fuoco che termina con i primi morti.
E’ in atto un’escalation di violenza, ma esiste davvero il rischio di un nuovo conflitto europeo? Una Terza Guerra Mondiale?

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Cresce la tensione – Escalation in Crimea

I soldati russi hanno costretto i soldati ucraini ad uscire dalle caserme e a ritirarsi della due basi assediate. Azioni che non sono state connotate da particolare violenza, ma la situazione rimante drammaticamente critica. Dopo il fatidico referendum di domenica nella quale la regione ha votato per l’annessione alla Federazione russa, le diplomazie di mezzo mondo (e anche gli eserciti) sono entrati in stato di allerta. Questa decisione di annessione ha compromesso un già precario rapporto tra Mosca e l’Occidente.
La prima conseguenza dell’annessione è stata la sospensione dal G8 della Russia, comunicato con un discutibile tweet del Ministro degli Esteri francese.

La prima conquista russa

Stamane, un gruppo di manifestanti armati ha conquistato, a Sebastopoli, il primo sito strategico della marina militare ucraina. Circa 200 manifestanti, dopo l’irruzione nella base, ha ammainato la bandiera ucraina per sostituirla con quella russa. Fortunatamente non ci sono state vittime grazie ad una trattativa tra i manifestanti e i soldati; solo il comandante della marina Serghiei Gaiduk è stato prelevato di servizi segreti russi per un’interrogatorio. Nonostante, nella giornata di ieri avessero ricevuto l’ordine di “sparare a vista” i soldati ucraini, dopo la morte di un loro commilitone, non hanno voluto dar via agli scontri a fuoco.

La Terza Guerra Mondiale è alle porte?

Questa domanda se la sono posta in tanti ma continua a rimanere senza risposta. Siamo davanti ad una continua evoluzione della situazione ma, date le premesse, è meglio rimanere prudenti.
Stati Uniti e Europa stanno prendendo posizioni dure in merito a quanto accaduto anche se, purtroppo, l’Europa è facilmente esposta a ritorsioni non necessariamente militari: il gas di mezza EU proviene dalla Russia tramite le condotte ucraine e una chiusura dei rubinetti in risposta alle sanzioni imposte alla Federazione si fa sempre più realistica.

Pensare allo scenario peggiore in queste ore è necessario per una preparazione preventiva a quello che può accadere. Abbiamo passato il periodo della primavera araba in Libia, poi in Siria e adesso in Ucraina. Gli scontri si stanno avvicinando sempre di più e le forze in campo si fanno sempre più grosse.
Comincerei, se ancora non avete provveduto, a prendere in considerazione qualche strategia che potrebbe tornare utile nel caso la situazione subisse un’ancora più repentina e violenta escalation.

Spero davvero di sbagliarmi per l’ennesima volta, ma purtroppo la situazione continua a rimanere critica.

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