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Farmaci indispensabili per una Bug Out Bag

I farmaci sono un bene disponibile nella società moderna, ma in una situazione di sopravvivenza a lungo termine o in situazioni di emergenza siamo davvero sicuri di poterci assicurare l’accesso a questi medicinali?
Quasi tutti in una bug out bag o nel proprio kit hanno una piccola scorta di farmaci indispensabili o “medicinali per la sopravvivenza”. I medicinali sono un bene molto prezioso in situazioni critiche ed è bene avere una piccola scorta per sopperire alle eventuali patologie o problemi di salute che potrebbero insorgere. Se non l’hai mai creata, approfitta di questo articolo per comporre la tua scorta personale oppure, se già ce l’hai, utilizzala per un check del suo contenuto.

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Lista dei farmaci indispensabili

All’interno dei farmaci indispensabili per una bug out bag rientrano solitamente:

  • Anti-infiammatori (ES: Brufen, Ketodol);
  • Anti-piretici, ossia farmaci contro la febbre a base di paracetamolo (ES: Tachipirina);
  • Anti-dolorifici (ES: Tachipirina);
  • Medicinali generici per dissenteria (ES: Imodium);
  • Disinfettanti intestinali, come i fermenti lattici (ES: Enterogermina, Yovis);
  • Compresse di carbone vegetale per l’intestino;
  • Medicinali generici per la nausea;
  • Complessi vitaminici per sopperire alla mancanza di nutrienti in una situazione emergenziale.

La scadenza dei medicinali

Passiamo ora ad un aspetto interessante: la scadenza di questi farmaci indispensabili.
Se non hai la costanza di controllare periodicamente le scadenze dei medicinali, e dunque scadono, li devi buttare?

La risposta più ovvia sarebbe SI, ma potrebbe non essere sempre così.

In alcuni casi, come ad esempio quello di pomate e polveri (un esempio concreto è il cicatrene), l’utilizzo è possibile anche dopo la scadenza, mentre per la capsule e pillole varia molto dal metodo di conservazione. Se sono state conservate ad una temperatura ideale (indicata sulla confezione), in un luogo asciutto e lontano dal sole potranno ugualmente essere consumate dopo la scadenza. A tutti gli effetti la data di scadenza del farmaco è da considerarsi come una “garanzia” del produttore circa l’effettiva efficacia indicata nel bugiardino.
I farmaci nuovi garantiscono una concentrazione di principio attivo almeno del 90%: dopo la scadenza la concentrazione del principio attivo inizia semplicemente a scemare.

Ebbene, consumando un medicinale dopo la scadenza, ad esempio, dopo sei mesi dalla scadenza servirà semplicemente una dose più alta di principio attivo e quindi di medicinale. In sostanza, al posto di un’aspirina ne serviranno due o tre e via discorrendo.

Quanto appena detto non è un invito a consumare medicinali scaduti: stiamo parlando di situazioni limite in cui l’accesso a medicinali non scaduti risulta più difficile. Se per avere l’effetto desiderato devi assumere più principio attivo e non sei un medico o un farmacista, non conosci la concentrazione residua del farmaco, quindi potresti assumere sostanze in eccesso e dunque stare male. Molte volte, gli effetti indesiderati sono diametralmente opposti rispetto l’effetto benefico del farmaco!

Per concludere ti rimando a questo link per approfondire il tema della scadenza dei medicinali.

Chiaramente a te la scelta se utilizzarli o meno in caso d’emergenza e controllare periodicamente la tua B.O.B.

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