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Fulmini in montagna: tecniche di sopravvivenza

Fulmini in montagna - Tecniche di sopravvivenza

Scenario: fulmini in montagna durante un’escursione

È una limpida domenica mattina. Sono partito alle prime luci del mattino per un’escursione in quota insieme ad un amico, destinazione la nota croce in vetta a 1900 metri. Siamo arrivati a destinazione alle 11.00 dopo 4 ore circa di cammino. Dopo 1.30h di sosta abbiamo ripreso il sentiero incamminandoci verso il parcheggio del punto di partenza.
Durante la discesa il mio compagno di escursione ha preso una storta alla caviglia e il tempo per la discesa si è allungato per diverse soste obbligate. Prima di partire avevo visto le previsioni: il rischio era molto basso mantenendo la tabella di marcia ma ora siamo due ore in ritardo e le nuvole sono arrivate più velocemente del previsto sbucando dalla vallata che al mattino abbiamo osservato in vetta.

Ho appena visto il primo lampo in lontananza, dietro di noi. Mancava meno di un’ora all’arrivo! So quanto sia pericoloso trovarsi all’esterno in una situazione come questa e bisogna pensare in fretta perché nessuno può aiutarci ora.

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Fulmini in montagna: la regola dei 30 secondi

Al primo lampo visibile, applico la regola dei 30 secondi. So che se, dopo aver visto un fulmine, non riuscirò a contare fino a 30 prima di sentire un tuono, allora dovrò trovare rapidamente una soluzione.

Boato. 25 secondi: devo attivare il cervello.

Ricorda:

In un ambiente aperto come quello di pianura l’arrivo di un fronte nuvoloso si può avvistare già da grandi distanze, così come i primi lampi che ci fanno capire che il temporale è ancora distante se non avvertiamo nessun suono. Il tuono infatti comincia ad essere percepibile quando il temporale è a circa 20 chilometri di distanza da noi. In montagna invece le cose sono un po’ più complicate. L’orizzonte chiuso dalle cime circostanti ti potrebbe impedire l’avvistamento su lunghe distanze. In alcuni luoghi addirittura, i temporali “scavallano” rapidamente le cime da vallate vicine più soggette a precipitazioni arrivando quasi a sorpresa.
Inoltre, le montagne limitano la diffusione dei suoni, quindi potresti sentire il tuono quando il temporale è oramai troppo vicino.

La regola utilizzata per capire quando è ora di prepararsi è la cosiddetta “regola dei trenta secondi”. Tuttavia, l’irregolarità degli annuvolamenti e delle correnti d’aria che sovrastano le alture e il rimbombo dell’eco possono trarre in inganno rispetto alla direzione, alla distanza e alla violenza del temporale e non è raro che anche gli escursionisti più esperti vengano sorpresi dal sopraggiungere del temporale.

Come leggiamo su escursionismofvg.it:

Per dare una metrica di base possiamo stabilire che se tra un lampo e il tuono passano 3 secondi vuole dire che questo è caduto a circa 1000 metri dalla nostra posizione.

Trovare rapidamente un luogo sicuro

Faccio rapidamente mente locale pensando a cosa ho osservato durante la salita. Salendo ho visto un piccolo alpeggio abbandonato poco distante da qui, cercando di correre il più possibile potremmo raggiungerlo ma so che non è sufficientemente sicuro. Tra l’altro è vicino ad una roccia isolata su un grande prato dove ci siamo fotografati.

C’è un bosco poco distante: possiamo arrivare in breve tempo. Gli alberi non sono alti e in alcuni punti la vegestazione è molto fitta. Ci dirigiamo lì.

Ricorda:

Se sai di non poter raggiungere un rifugio in breve tempo, dovrai darti da fare per trovare rapidamente una soluzione. Per questo è bene che tu sia pronto e che faccia caso a zone sicure mentre prosegui nell’escursione.
Se hai con te delle componenti metalliche, tipo piccozze, bastoncini (anche quelli fibra di carbonio potrebbero avere componenti metalliche), poggiale a terra e allontanale di almeno 15 metri quando avrai trovato la tua zona sicura.

Nonostante valga la regola di non ripararsi sotto gli alberi, in mancanza di altri rifugi, il bosco può essere un tuo alleato. Attenzione però, stai lontano dagli alberi alti, soprattutto dai larici. Resta nel folto delle piante, tra alberi bassi e non sporgenti. Non stare vicino a grossi massi, soprattutto se sono isolati.

Conche e avvallamenti sono da preferire a zone aperte, ma in questo caso devi fare molta attenzione a possibili allagamenti o ruscelli in piena durante il temporale.
Se dovessi avere la possibilità di trovare una grotta, sappi che è sicura soltanto se approcciata nel modo corretto. Stai lontano almeno un metro dalle pareti e cerca il punto con il soffitto più alto. Lo stesso vale per alpeggi non presidiati e ruderi. Questa tecnica ti servirà per evitare di essere colpito dalle correnti di superficie, che si diramano anche a notevole distanza dal punto dove il fulmine ha colpito e possono essere molto pericolose.

Sta lontano da tutto ciò che è appuntito: vette (soprattutto con croci metalliche sulla sommità), creste e guglie non sono un luogo sicuro.
Evita anche le vie attrezzate: non sono sicuri né i cavi metallici né le pareti rocciose a cui sono applicati. Lo stesso discorso vale per cavi da scalata, in particolare se diventano umidi.

Se è troppo tardi: come sopravvivere ad un fulmine

Posiamo bastoncini e zaino alla giusta distanza. Nell’aria avvertiamo un lieve ronzio: pessimo segnale. Ora non ci resta che incrociare le dita, ma soltanto per modo di dire. Infatti adottiamo subito entrambi la posizione che ci può salvare la vita e limitare i danni.

Ci accovacciamo come due ricevitori di baseball. Ci abbassiamo il più possibile. Mettiamo le mani sopra le orecchie per ridurre al minimo la perdita dell’udito dal forte battito del tuono che risuonerà molto vicino a noi. L’unica parte del corpo che tocca il suolo è la nostra punta dei piedi. Facciamo toccare i talloni tra di loro.

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Un fulmine cade. Non sappiamo dove perché abbagliati e onestamente abbiamo troppa paura per guardare, ma il tuono è frastornante, anche con la mani sulle orecchie. Siamo terrorizzati: i minuti sembrano ore ma la tempesta passa.
Attendiamo fino a 30 minuti dall’ultimo tuono e finalmente ripartiamo.

Ricorda

Un fulmine molto vicino a te a volte potrebbe darti un breve avvertimento di pochi secondi. Questi sono i segnali più comuni raccontati dai sopravvissuti:

  • Un ronzio lieve o forte, un clic, un sibilo o un crack;
  • Una sensazione di formicolio sulla pelle;
  • Peli o capelli che si rizzano;
  • Oggetti di metallo vicini che emettono un leggero bagliore bianco-blu chiamato fuoco di Sant’Elmo.

Più ti avvicini al suolo, meno probabilità ci saranno che tu venga colpito da un fulmine, ma non sdraiarti!

Tenere soltanto la punta dei piedi a terra è utile. I fulmini possono colpire prima il suolo, quindi entrare nel tuo corpo. Più minimizzi il contatto con il suolo, minori sono le possibilità che l’elettricità penetri nel tuo corpo. Far toccare invece i talloni tra di loro aumenta le probabilità che l’elettricità entri da un piede ed esca dall’altro, piuttosto che nel resto del tuo corpo.

Una volta trovato un luogo sicuro, non uscire fuori fino a 30 minuti dopo l’ultimo tuono.

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