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Guerra tra Russia e Ucraina: è ora di prepararsi?

Speriamo di no. La guerra tra Russia e Ucraina si fa sempre più concreta; o per meglio dire, la formalizzazione di una guerra tra Russia e Ucraina si fa concreta. Ormai, gli scontri tra queste due Nazioni vanno avanti da quasi un anno e la conta delle vittime non accenna ad arrestarsi.

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Guerra tra Russia e Ucraina

Ultimo episodio di una lunghissima serie, tra attacchi e ritorsioni da entrambe le parti, ieri 10 febbraio 2015, dei razzi sono caduti nell’Est-Ucraina, precisamente a Kramatorsk. Il bilancio è drammatico: 7 civili uccisi e 58 feriti [La Stampa]. Alcune fonti, non confermate, affermano che sia stato bombardato un asilo nido dai ribelli filo-russi. Quest’azione, avvenuta ad un solo giorno di distanza dagli ultimi, disperati, incontri diplomatici tra Russia e Ucraina, mediati da Francia e Germania, sono il segno tangibile che il gioco-forza politico e strategico sta sfuggendo di mano, soprattutto grazie al “carico da 11” che gli Stati Uniti si sono affrettati a mettere sul banco: “Pronti a sostenere militarmente l’Ucraina”. Come si può facilmente intuire, quel gran mattacchione di Putin ha reagito con una grossa risata e, “afferrandosi il pacco”, ha risposto a tono minacciando un’escalation militare. Praticamente, uno getta benzina nell’enorme incendio dell’Est Europa e l’altro gli getta la vodka.

E’ ora di prepararsi?

Non voglio entrare nel merito di “chi ha ragione”, piuttosto voglio condividere con tutti voi quelle che possano essere le preoccupazioni e quali possano essere le soluzioni per prepararsi a tempi difficili. Sinceramente, spero di sbagliare clamorosamente e dimenticare questa situazione il più in fretta possibile. Me lo auguro, come tutti, del resto.

Perchè prepararsi

Non sappiamo come andrà il colloquio di pace che avverrà tra qualche ora, ma l’Ucraina è praticamente dietro casa e la nostra nazione è estremamente dipendente dalle forniture di gas russo. Quindi, in caso di conflitto rischiamo un completo blackout di approvvigionamenti e, in aggiunta, possibili conseguenze dall’espansione del conflitto (anche se quest’ultima ipotesi è meno concreta).

Le conseguenze per il cittadino

Come già anticipato, anche in un precedente articolo che vi linko qui (4 modi per riscaldare la vostra BOL), gli approvvigionamenti di gas italiani provengono in prevalenza dalla Russia. In caso di conflitto, è verosimile che questi rubinetti vengano “magicamente” chiusi, comportando un aumento esponenziale del costo dell’energia elettrica e del gas con il quale riscaldiamo le nostre case. Qualcuno potrebbe dire:” hey, ma chemmene frega a mme, io c’ho la stufa a legna” (Maccio Capatonda docet). Il problema è che la componente energia è strettamente legata all’approvvigionamento dei combustibili, che influenzano direttamente i costi delle materie prime, dei trasporti, ecc.. Un conflitto genererebbe un’aumento di tutto ciò che abitualmente consumiamo, dall’alimentare, ai servizi. Inutile ricordare che siamo in piena crisi economica e non navighiamo nell’oro.

Come prepararsi al conflitto tra Russia e Ucraina

Le scorte

Per prepararsi ad una situazione del genere la prima cosa da fare, prima che il conflitto venga formalizzato, è quello di aumentare le proprie scorte alimentari in casa. Un buon prepper possiede già delle scorte e le amministra saggiamente, ma per tutti coloro che non hanno mai preso in considerazione questa evenienza, magari questa è la volta buona per iniziare a ragionare in ottica di lungo periodo. Vi linko un’articolo che scrissi tempo fa, intitolato “Scorte per tutte le tasche” dove spiegavo come costruire, senza spendere migliaia di euro in cibi super tecnici, le proprie scorte. NB: Non dimenticate di fare scorte d’acqua!

Una volta che avete costituito il vostro piccolo supermercato in cantina, ciò che dovete tenere ben a mente è lo spreco: non dovete sprecare! Usate solo quello che siete certi di consumare e evitate di gettare preziose risorse nell’immondizia. I tempi sono cambiati; viviamo in una condizione di “abbondanza apparente” e prima comprendiamo questo, prima ci renderemo conto che le risorse sono tutt’altro che infinite. Perciò, risparmiate, riducete gli sprechi e dove potete riutilizzate le vostre risorse. Questo vale non solo per le condizioni di emergenza, ma proprio come filosofia di vita! Il mondo (e anche i vostri figli) vi saranno grati.

Energia

Trovare dei metodi di approvvigionamento dell’energia alternativi a quelli “commerciali” potrebbe evitarvi i problemi legati a rincari nella bolletta e a possibili blackout. I primi sistemi da prendere in considerazione sono i pannelli solari e il mini eolico: nonostante siano costosi (impianto da 4 kw/h costa all’incirca 8000 €), vi permettono di produrre energia semplicemente e indipendentemente dalla fornitura di rete. In realtà ci sono un sacco di normative che regolano questo tipo di produzione ma di base se consumi nel momento in cui produci, non ci sono problemi.

Esistono altri metodi, un po’ più macchinosi, come la tecnologia delle celle di Peltier che integrate, per esempio, in un camino o una stufa, producono energia elettrica. Valutate quale sia la soluzione più consona alla vostra condizione.

Via di fuga e Bug Out Location

Ultima strategia da adottare è quella più estrema: la fuga. Avere un piano di fuga nel caso (molto remoto) in cui il conflitto si sposti e si sia costretti ad abbandonare la vostra abitazione, è essenziale per non rimanere coinvolti. Non mi dilungherò molto su questo argomento dato che l’abbiamo già trattato qui (Bug Out Location – il nostro luogo sicuro) ma vi invito a considerare anche questa, seppur remota eventualità.

Vi invito a commentare qui sotto per dirci quali sono i vostri pensieri a riguardo, se reputate questa situazione pericolosa e se state considerando una strategia di preparazione per qualsiasi emergenza.

A presto.

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