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I miei 5 fallimenti durante il Lockdown

Durante questo periodo di Lockdown dovuto al COVID19 sono state tante le riflessioni e le considerazioni che ho fatto, sia sulla problematica in se, sia sulla mia strategia di risposta a questo scenario. Al di là dei risultati, questo è stato il primo, vero, banco di prova per quanto riguarda lo scenario pandemico. Scenario che molti di noi non hanno mai avuto modo di affrontare in un contesto realistico e su così larga scala.

Da sempre ho trovato molto più istruttivi i fallimenti e gli insuccessi che i casi di successo. Ecco perché voglio condividere con te ben 5 fallimenti nella mia strategia di prepping che ho vissuto durante questo periodo di lockdown, nella speranza che possa esserti di aiuto. Se anche tu hai vissuto situazioni analoghe, hai trovato delle falle nella tua strategia e le stai risolvendo, condividile nei commenti!

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5 fallimenti da prepper durante il Lockdown

Per il futuro?

Probabilmente ci sarà un secondo lockdown ma è il quando la vera incognita. Alcuni parlando di poche settimane, altri invece in autunno. Tuttavia, la maggior parte della comunità scientifica è concorde sul fatto che ci saranno contagi di ritorno. Alla luce dei fallimenti e delle problematiche che abbiamo vissuto, abbiamo racchiuso in un piccolo eBook consigli utili per prepararsi al prossimo lockdown. Iscriviti a Telegram per usufruire dello sconto riservato agli iscritti e scaricare l’estratto di “Come prepararsi al prossimo Lockdown“. Se invece vuoi acquistarlo, puoi farlo qui.

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2 comments
  1. …..noi siamo stati tutto sommato molto fortunati ! La cittadina in cui viviamo, Cervia ,conta circa trentatre mila abitanti percio’ i casi qui si sono mantenuti in numeri contenuti , questo non ha impedito al virus di mietere due vittime fra gli abitanti del mio quartiere . Il punto che tu descrivi al n° 5 io lo metterei per primo , la tenuta psicologica di una convivenza forzata h24 con i miei famigliari , il cambiamento repentino di abitudini e orari , unito ai continui aggiornamenti ci hanno causato sintomi di tipo psicosomatico , difficolta’ a prendere sonno , stitichezza , irritabilita’ e qualche piccolo attacco di panico . Detto questo noi siamo falegnami (io e mio padre) mio fratello e’ un metalmeccanico elettromeccanico , mia madre ora in pensione lavorava in agricoltura , come puoi immaginare abbiamo tutti una preparazione non specifica ma che ci ha permesso di gestire tutti gli aspetti pratici del vivere quotidiano in lookdown con estrema efficacia e semplicita’ .Io avevo preparato scorte di disinfettante , guanti monouso e mascherine fai da te in carta da forno , scorte di cibo che unitamente al fatto di avere una bottega alimentare a poca distanza ci ha permesso di mangiare praticamente meglio che nel resto dell’ anno , sono anche riuscito a spiegare con una certa chiarezza le modalita’ di prevenzione del virus in quanto sono anni che studio gli scenari nbc (che mi inquietano non poco) ai miei genitori , cosi’ da lenire la loro tensione emotiva , che come ripeto , e’ secondo me il piu’ pesante impatto in una situazione operativa mai vista prima .Che dire siamo stati molto fortunati per ora , speriamo di non dover ripetere questa esperienza !! Grazie del tuo video e degli spunti di riflessione e del tuo impegno ! di nuovo Grazie !

  2. Riflessioni molto interessanti, persino quando scendono nel personale e soggettivo.
    Come molti, anche io ho preso molto sottogamba la fase iniziale, quasi sbadigliando di fronte a quello che sembrava l’ennesima moda mediatica. Quando il CoViD ha colpito direttamente e gravemente alcuni miei parenti, ho optato per un bug-in piuttosto morbido, apprezzando con piacere come la mia preparazione domestica media ci abbia consentito di vivere il lockdown con serenità e pochissimo disagio:
    Certo, in qualsiasi momenti avremmo potuto fare la spesa a due passi da casa, e qualche volte ce lo siamo concesso più per sfizio che per necessità (per esempio i litri di alcol per dilettarci a fare 40 bottiglie di liquori!): disponevamo di scorte generosissime di farina, lieviti, pasta, olio e aceto, senza contare selvaggina e ortaggi congelati.
    Abbiamo constatato come le nostre scorte fossero perfettamente sufficienti al totale isolamento, e se razionate avremmo potuto tirare avanti anche per 6 mesi. Certo, un vero piano di bug-in dovrebbe prevedere ALMENO 6 mesi di scorte razionabili a 1 anno, ma bisogna anche prepararsi fiutando i tempi in cui si vive, e in situazione normale ritengo che non convenga accumulare scorte troppo esagerate.
    In un certo senso dare fondo alle scorte è stata anche una scelta per avviare un importante ricambio e rotazione delle medesime.
    Degna di nota la minuscola cassettaa ermetica (mai toccata) dell’extremis alimentare: 20 pacchetti da 300 g di arachidi sottovuoto, per 1800 Kcal a pacchetto, con un tubetto da 20 compresse vitaminiche, sufficienti per garantire 20 giorni di sostentamento a un adulto (30 con gramo razionamento), o la metà a una coppia: faceva sempre piacere, vederla lì senza l’urgenza di dovervi attingere. 30 giorni di razioni in soli 7 Kg di ingombro.

    La nostra semiautosufficienza energetica si è dimostrata perfettamente efficiente e in linea con la normale vita quotidiana, e disporre di un pollaio ha aggiunto ulteriori benefici: a un certo punto, scoppiata la primavera, avevamo così tante uova da chiamare i vicini e regalargliene dozzine e dozzine attraverso la recinzione!

    Ah, e menzione d’onore al piccolo drone cinese da 30 euro!
    Con esso potevo scrutare il supermercato a 300 metri da casa in modo da non fare noiose code per l’ingresso a numero chiuso: una sbirciata ogni tanto, e quando individuavo l’ingresso libero uscivo di casa.
    Una piccola esperienza che insegna grandi prospettive..

    Punti critici?
    Sicuramente il primo grosso problema, come Alessandro fa notare, era ed è i tipico scetticismo di mogli e parenti. Persino in quei momenti dove io “formica” avrei potuto dire alle “cicale” che “io l’avevo detto”, non sarei comunque stato preso sul serio.
    Anche sui DPI ero relativamente poco fornito, sebbene molto adeguatamente preparato in caso di grave peggioramento della crisi: ho approfittato del momento per acquistare anche delle maschere antigas, sicuramente non necessarie in quel momento, ma utili in caso di SHTF (dove peraltro ci sono stati due gravi incidenti di inquinamento atmosferico da incendi industriali nella mia area negli ultimi anni).

    Se posso autovalutare in umiltà i risultati della mia preparazione a fronte della prova lockdown (un SHTF relativamente morbido, ammettiamolo!) ritengo di averla passata con un buon 9/10.
    Psicologicamente, forse anche grazie al mio lavoro che non è stato intaccato economicamente, ho passato il lockdown persino meglio di un pari periodo di vita normale, non fosse stato per i gravi casi di contagio che hanno colpito alcuni parenti intimi. Io sono addirittura ingrassato!

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