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Il pollaio: come allestire una risorsa inestimabile

Allestire pollaio guida - Portale Sopravvivenza

Il pollaio: poca spesa, enorme resa

Anonimo contadino

Oggi voglio parlarti di un argomento davvero importante per il prepping e l’autosufficienza: l’allevamento delle galline (pollicoltura).
Data l’ampiezza del discorso, lo tratteremo a più episodi cominciando oggi dai noiosi aspetti normativi e da alcuni accorgimenti importanti per il benessere (e la produttività!) di quelle stupide buffe pennute cicciotte 🐔. In un prossimo articolo, approfondiremo le galline, le cose da sapere su quanto sono stupide su di loro e sulla modalità di allevamento.

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Pollaio per galline: la normativa

Partiamo subito con una cosa davvero importante: anche se sei un privato cittadino e detieni anche soltanto una gallina, devi registrarti presso l’ASL come allevatore. Questo è stabilito dal D.Lgs 158/2006 all’articolo 14, e date le sanzioni pesantissime (da 5.164 a 30.987 euro), possiamo dedurre che sia una conseguenza dello spauracchio causato dall’influenza aviaria circolata una ventina di anni or sono. Lo scopo del legislatore è consentire al servizio zooprofilattico nazionale di avere un monitoraggio preciso della presenza di  pollame sul territorio in caso di emergenza sanitaria.

Insomma, recati presso il servizio veterinario dell’ASL e compila la “Richiesta di registrazione per le aziende di allevamento presso i servizi veterinari delle aziende sanitarie locali”. Alcuni consorzi agrari, al momento di acquisto delle galline, sono spesso disposti a compilare per tuo conto la modulistica, se lo chiedi. Con questa piccola formalità puoi allevare fino alla bellezza di 250 esemplari senza altri adempimenti… O quasi!

Quello che infatti dovresti fare è verificare che il tuo comune non abbia un regolamento diverso o più restrittivo dalla normativa nazionale.

Posizionare il pollaio

Di solito è obbligatorio che il pollaio sia posizionato ad una distanza di almeno 10 metri dalle abitazioni vicinali, ma non è detto che sia così anche da te.

Altro aspetto fondamentale è la costruzione.
In alcuni comuni, un pollaio o un capanno autocostruito di superficie inferiore a un tot di metri quadri non è soggetto a comunicazioni o autorizzazioni, ma quasi sempre la sola presenza di una goccia di cemento interrato può portarti a brutti grattacapi e sanzioni se non segui le regole del caso. Puoi contattare l’ufficio tecnico o l’assessorato all’edilizia per avere un quadro più chiaro circa la tua località.

Fatta la legge, trovato l’inganno!

Perché non acquistare un pollaio prefabbricato come questo?! Oppure costruiscine uno in legno di tipo mobile o semi-mobile, che non sia ancorato irreversibilmente al suolo.
Qualche picchetto incatenato salverà comunque la situazione, e il pollaio avrà la stessa trascurabilità giuridica di un vecchio armadio abbandonato in giardino. Al limite, potresti interrare alcuni pali alti almeno 2 metri per creare il perimetro di una voliera più ampia, tendendo della rete dentro la quale mettere il prefabbricato, così da consentire alle galline una maggior superficie di movimento. Se il tuo pollaio totalizza 3 metri quadrati, recintare un’area di 10-12 mq (2×5 o 3×4) potrebbe giovare molto.
Anche in questo caso, la parola chiave è interrare, senza cementare: basta affondare i pali per almeno almeno il 30% della loro altezza e la tenuta sarà garantita. La rete, come vedrai più avanti, proteggerà le galline dai predatori.

Non spaventarti troppo per i costi iniziali

Edificare un pollaio in muratura può costarti facilmente sui 400-800 euro di soli materiali, e questo se ci metti esclusivamente la tua manodopera al 100%!
Mi è capitato di costruirne uno in passato, e nel complesso sono occorse 50-80 ore di lavoro.
Eppure, sono costi che si ripagano molto in fretta. Solo per farti un esempio, una gallina ovaiola produce circa 250 uova l’anno finché è giovane; al prezzo di mercato di 0,40 euro a uovo, la pennuta genera 100 euro di uova l’anno. Con 6 galline puoi produrre un valore di circa 600 euro annui!
Vedi bene che il costo del pollaio si ripaga in soli 6-12 mesi, con il valore aggiunto di avere a disposizione uova sane prodotte da animali che conosci e che sai cosa mangiano e come vivono, e soprattutto la tranquillità del godere di una autonomia alimentare molto maggiore rispetto a tante altre persone.

Durante il lockdown del 2020 ho potuto toccare con mano la soddisfazione di avere il mio pollaio, quando gli scaffali delle uova nei supermercati erano sempre vuoti!

Lotta ai parassiti

Le galline soffrono l’umidità eccessiva, e per questo è bene che abbiano a disposizione un trespolo su cui appollaiarsi per dormire, anziché accovacciarsi a terra, cosa che – peggio ancora! – le porterebbe a sguazzare nel loro guano: rispettane la dignità! Puoi improvvisare un trespolo legando un qualsiasi bastone del diametro di 25-40 mm a due coppie di mattoni impilati, o costruire qualcosa di più elegante a tuo piacere.

I principali parassiti del pollaio sono topi, pulci e vermi intestinali, tutti pericolosi sia per loro che per l’uomo. Sbarazzati dei primi lasciando dei bocconi avvelenati in uno o due punti sicuri, irraggiungibili alle pennute stesse.
Se il pollaio è alto quanto una persona, puoi inchiodare un’esca su di una trave. Porre un’esca avvelenata al suolo in sicurezza è facile: scegli un angolo, inchioda a terra un pezzetto di spago, e lega il veleno. Poi infila questa sorta di lenza dentro un tubo di plastica lungo 20-30 cm, diametro 4-5 cm, e fissalo contro la parete con un mattone o qualsiasi altra cosa. Avrai creato un tunnel per i topi senza che le galline rischino di beccare l’esca!
Mi è capitato che dei topi trascinassero in giro le esche, sparpagliando l’impasto velenoso per tutto il pollaio: per qualche fortunato motivo, le galline non lo hanno mai mangiato! Ma tu adotta sempre tutte le cautele possibili.

Se non te la senti di maneggiare veleno o non vuoi rischiare, in alternativa esistono delle trappole per topi il cui funzionamento è simile a quello sopra descritto ma che lasceranno il topo indenne.

L’urina e le feci dei topi, persino quelli apparentemente “meno sporchi” come i topini o i ratti norvegesi di bosco, possono trasportare malattie anche gravi: è fondamentale che il pollaio resti protetto ai massimi livelli!

La prevenzione totale delle pulci è praticamente impossibile, ma l’importante è tenerle sotto controllo. Le specie che aggrediscono le galline di solito non colpiscono l’uomo, ma possono causare enorme disagio e addirittura la morte dei tuoi animali. Pulisci spesso il pollaio dal guano: la “pollìna” è utilissima per l’orto! Una volta ogni 6-12 settimane cospargi l’intera superficie del pollaio con qualche manciata di calce idrata o calce spenta: MAI la calce viva, che è pericolosissima!
Le galline tendono a spulciarsi da sole nei limiti del possibile, per esempio scavandosi delle buche nel suolo polveroso dentro cui rotolarsi.

I vermi intestinali sono i parassiti più frequenti. È facile prevenirli diluendo circa 100 ml di aceto di mele (mezzo bicchiere) in 10 litri d’acqua. Se ne trovi tracce nel guano (gli ascaridi sono vermetti bianchi filiformi lunghi 1-4 cm), allora hai una o più galline gravemente infestate, ma niente paura! Intervieni subito tagliuzzando a dadini una testa di aglio fresco e crudo: le galline lo divoreranno con piacere e questo ucciderà rapidamente i vermi in corpo (sul perché, le battute si sprecano!). Ripeti il trattamento una volta al giorno per 2-3 giorni, poi ricontrolla il guano prodotto.

Lotta ai predatori

Proteggere il pollaio con un perimetro di rete non serve solo a evitare che le galline vadano troppo in giro scavando buche nelle aiuole, ma anche per proteggerle dai predatori notturni e diurni, mammiferi e rapaci. Ho visto di persona delle poiane piombare in picchiata e rapire delle galline vive, e questo in pieno centro abitato di collina!

Compra della rete metallica a maglia piccola. Il filo deve essere da 0,7 mm in su, meglio se superiore a 2,0 mm, anche se sarà più difficile posarla. Tendila attorno ai pali di perimetro, poi tendila anche a coprire l’intera superficie aerea.
La miglior recinzione possibile consiste nella sovrapposizione di rete grossa e robusta (per volpi e grossi mammiferi) e rete più fine per dissuadere le insidiosissime donnole e furetti, ma il costo può diventare molto elevato in base alla metratura necessaria.

Infine, devi assolutamente impedire che le volpi scavino un tunnel o sollevino la base della recinzione! L’ideale è scavare almeno 50 cm sotto il perimetro interrando un altro velo di rete, ma può essere un’impresa immane. In alternativa, interra una superficie di rete coricata e leggermente interrata (10 cm sottoterra sono sufficienti), agganciandola al resto del telaio: le volpi tendono a scavare a ridosso dell’ostacolo (la recinzione), e si stancheranno presto di incappare nella rete interrata! Se ricorri a questo trucco, è fondamentale l’uso di rete plastificata per ritardarne la corrosione nel tempo.

Non sottovalutare il pericolo dei predatori, perché sono svelti a imparare e molto abitudinari. In più, molti di essi sono specie protette, che è proibito cacciare o uccidere con trappole- pena multe fino a 4000 euro!

Luminosità e nido

È noto che la luce rappresenti un forte stimolo alla deposizione delle uova, per questo nei disumani allevamenti industriali i polli sono illuminati 24 ore al giorno. Nel tuo pollaio l’importante sarà la presenza di un paio di finestrelle per fare entrare la luce diretta, la quale è un ulteriore deterrente naturale contro i parassiti! Evita di posizionarle a nord ovviamente.

Se possiedi meno di 10-12 galline, un nido solo basterà… Anche perché lo spirito di branco è tale che esse tendono a ignorare la disponibilità di più nidi liberi, e si concentrano spesso su uno soltanto, a costo di accalcarsi in due o tre! Per il nido è sufficiente una cassetta di legno 25×30 o giù di lì, o una cassetta da frutta, ben riempita con abbondante paglia.
Puoi anche usare dell’erba tagliata ben essiccata, o persino della segatura in mancanza di altro. Il fieno è più duro, ed è la scelta meno raccomandabile, come anche le foglie secche.
Rifai l’imbottitura del nido ogni tot settimane, quando lo vedi deteriorarsi troppo.

A volte le galline potrebbero iniziare a deporre altrove, senza motivo, tipo a terra in un angolo del recinto o sotto qualche pianta o aiuola. Per dissuaderle, lascia per qualche giorno un uovo (o un sasso di forma identica) nel nido da te designato, e distruggi quello scelto da loro o rendilo irriconoscibile coprendolo con un mattone o un ceppo di legno.

Acqua e cibo

La voracità delle galline è sorprendente! Mangiano praticamente di tutto, ma proprio di tutto: scarti della cucina, scarti di pesce fresco, pane ammuffito, insetti, lucertole… E persino le loro stesse sorelle morte. Nella mia esperienza le ho viste ignorare soltanto le mele, le prugne e (purtroppo per noi) anche le cimici e le limacce.

Anche se le vuoi tenere allo stato brado e ruspante, consiglio di integrare la loro alimentazione lasciando sempre a disposizione, dentro il pollaio, una mangiatoia come questa (o un’alternativa un po’ più costosa) e un abbeveratoio.
L’acqua è fondamentale, e dovrebbe essere sempre più pulita possibile. L’abbeveratoio ideale dovrebbe offrire 2 litri per gallina e andrebbe riempito ogni settimana.
Nella mangiatoia consiglio del mangime specifico per galline ovaiole, assicurandoti che contenga soia e osso di seppia, fondamentali per garantire proteine e calcio. Evita di risparmiare a tutti i costi sul mangime, perché le uova che mangerai tu saranno figlie di quel che mangiano loro!
Posso assicurarti di una cosa: le uova non puzzeranno mai o non cambieranno di gusto, nemmeno se nutri le galline solo con aglio e teste di pesce crudo.

Ora hai il tuo pollaio, mancano soltanto le ospiti!
Le sceglieremo per bene in un prossimo articolo.

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Foto di Alison Burrell da Pexels

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