fbpx
Quando ti prende la scimmia per il prepping, c'è Portale Sopravvivenza!

Imparare a riconoscere le tracce [#2]

Seconda puntata per imparare a riconoscere le tracce. Ci eravamo lasciati con il capitolo sull’individuazione delle tracce degli animali selvatici. In questa ultima parte, vi spiegheremo come seguire e riconoscere i vari animali analizzando solo le impronte lasciate sul terreno.

(Vuoi ricevere gli articoli di Portale Sopravvivenza in anteprima sul tuo smartphone? Iscriviti al nostro canale Telegram)

Seguire le tracce

Per seguire le tracce è indispensabile procedere con calma e lentamente, controllando tutti i segnali che l’animale lascia come, ad esempio, l’impronta stessa, l’erba schiacciata, i rametti spostati, le foglie smosse, le tracce di fango e perfino gli odori.

E’ utile abbassarsi con lo sguardo al livello del terreno per individuare meglio il percorso fatto, cogliere movimenti e vedere eventuali buchi nella vegetazione che stando in piedi non vediamo. Per non perdere le tracce è bene controllare di seguire quelle giuste cioè quelle fresche e non lasciarsi portare fuori strada da altre tracce più vecchie; proprio per questo vanno valutate singolarmente e bisogna guardare che la dimensione sia coerente con l’animale.

Alcuni “trucchetti” per capire se la traccia è fresca consistono nell’osservare se l’erba all’interno dell’impronta è schiacciata, se non ci sono piccole ragnatele all’interno della traccia e se i contorni sono netti e non frastagliati da agenti atmosferici. E’ molto utile controllare le creste dell’impronta per verificare che il grado di asciugatura del fango sia lo stesso, tenendo presente che in un posto scoperto seccheranno più velocemente che nel sottobosco. Inoltre, la rugiada o la nebbia, per esempio, mantengono le impronte più fresche di quello che in realtà sono. Se c’è acqua nella traccia vedere se è torba o se ha depositato. Ci sono mille sfaccettature da tenere in considerazione compreso il comportamento generale dell‘animale che seguiamo.

E’ di estrema importanza conoscere le abitudini della specie: prendendo ad esempio il cinghiale, solitamente si alza dal giaciglio la sera e pastura durante tutta la notte. La mattina presto cerca gli insogli, si rotola nel fango e poi va a rimettersi in zone molto folte come rovi, ginestrai, canneti, prima che faccia giorno. In linea di massima quindi conoscere le abitudini generali e interpretare i segni e le tracce lasciate ci aiuta a seguire l’animale .

La maggior parte degli animali predilige muoversi nell’oscurità della notte e il momento migliore per cercare di scovarli sono l’alba e il tramonto. Se vogliamo metterci vicini a un trottatoio per vedere quali animali ci passano o andare a caccia, questi due momenti sono i migliori e, nel caso fosse necessario, se vogliamo piazzare delle trappole questo arco temporale è assolutamente sconsigliato; l’ideale è piazzarle prima che gli animali si mettano in movimento.

Riconoscere gli animali dalle impronte

Saper riconoscere un’ impronta sul terreno lasciata da un animale, riuscire a interpretare e ad attribuire un nome a ogni impronta che troviamo è alla base di quello che abbiamo detto sopra. Analizziamo le tracce principali degli animali che troviamo nel nostro territorio:

CONIGLIO SELVATICO – LEPRE

Il coniglio selvatico è presente in tutto il territorio ed è il più semplice da catturare
Lascia una traccia inconfondibile e si differenzia dalla lepre solo dalla grandezza.

ISTRICE

L’istrice si trova nei boschi più temperati non ama il freddo spesso lascia gli aculei in giro facili da individuare.

TASSO

Il tasso si confonde spesso con l’istrice perche spesso condivide i soliti sentieri e le tane lasciate dagli istrici. L’impronta è molto simile solo che il tasso ha le unghie più lunghe e ne lascia segni evidenti.

VOLPE – CANE- LUPO

I canidi hanno impronte molto simili anche se con differenze non per tutti distinguibili. La differenza maggiore che si nota è data dalla grandezza dell’impronta la volpe è piccola intorno ai 3-5 cm
Il cane ha l’impronta più grande 5-7 cm e più rotonda di quella della volpe, è molto più simile a quella del lupo che va dagli 8-10 cm

Le impronte dei canidi si differenziano da quelle dei felini perchè a differenza di questi ultimi non hanno le unghie retrattili e ne lasciano il segno al margine del polpastrello.

UNGULATI

(CINGHIALE, CERVO, DAINO, CAPRIOLO, MUFLONE, ECC)
Il cinghiale lo troviamo in quasi tutti gli ambienti e si differenzia dagli altri ungulati per il passo pesante e caratteristico, infatti ha speroni pronunciati e l’impronta che lascia è molto evidente.
Ha differenza del capriolo ha il piede più grande e le unghie più rotonde e ravvicinate in oltre gli speroni sporgono dall’impronta in fuori a differenza del capriolo che ha le unghie sottili e li ha più indietro e restano nella forma dell’impronta e spesso non si vedono neppure se non c’è fango profondo o neve.

Per gli altri come il daino e il cervo per forma sono come quelle del capriolo ma variano di dimensione, quest’ultimo le ha più piccole del daino o del cervo.

Con questo articolo, concludiamo la parte dedicata a come riconoscere le impronte. Sperando di esser stato sufficientemente chiaro, vi ricordo che la caccia nel nostro territorio è regolamentata da leggi statali e regionali. Evitate dunque di improvvisarvi cacciatori, sia per non incorrere in sanzioni penali che per salvaguardare la vostra incolumità; l’incontro con una femmina di cinghiale con piccoli a seguito, vi assicuro, è tutt’altro che piacevole!

Total
1
Shares
Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Articolo precedente

Doppio flare solare di classe X: blackout per Wind, Infostrada e Fastweb

Articolo successivo

Smentita: il blackout di Wind non è colpa del doppio Flare solare

Total
1
Share