La regola dei tre minuti

La regola dei tre minuti

La regola dei tre minuti 600 314 Jilles C.

In una discussione o discorso non bisognerebbe interrompere prima di 3 minuti l’oratore in quanto si direbbe qualcosa di stupido…

Ebbene nel prepping la 3 minutes rule o la regola dei 3 minuti è simile, ovvero aspettate ed osservate per massimo 3 minuti per agire e non fate nulla che richieda più di 3 minuti per la risoluzione.
ATTENZIONE: la regola del 3 applicata al survival è diversa e serve a ricordarsi i bisogni primari, non si può stare 3 minuti senza ossigeno, 3 giorni senza bere etc… 

La regola dei tre minuti

Detta così non è molto comprensibile quindi ricapitoliamo la regola dei 3 minuti:

– 3 minuti di osservazione e calcolo mentale. In altre parole equivale al “pensa prima di aprire bocca” e “pensa e rifletti prima di agire”;
– 3 minuti per la risoluzione del problema. Considerate che in una situazione limite o di emergenza 3 minuti sono già tantissimi!
Se una situazione richiede 3 minuti per la risoluzione ok, altrimenti ignorate e passate avanti. Vale lo stesso se nel mentre state compiendo l’azione il tempo si prolunga, scaduti i 3 minuti piantate li e passate oltre!
– 3 minuti è anche il vantaggio minimo sugli inseguitori se si è braccati. Non mi chiedete quale calcoli abbiano fatto per arrivare a questo lasso di tempo (ed io lo prenderei un po’ con le pinze) ma 3 minuti di vantaggio sui propri inseguitori pare costituisca il gap minimo di tempo per riuscire ad organizzare qualcosa.

Osservazione – Risoluzione – Evasione

Le regole appena descritte costituiscono la regola del tre in casi SHTF e se notate costituiscono uno schema circolare (OSSERVAZIONE —> RISOLUZIONE —> EVASIONE). Chiaramente se uno dei 3 punti fallisce si tornerà al primo rimettendo in moto lo schema circolare.
Sebbene sembri una regola strampalata, trova fondamento nella manualistica tattica e, come ben sappiamo, nell’ambiente militare non fanno le cose per passare il tempo. C’è da aggiungere, che questa regola dei tre minuti possa essere applicabile anche ad alcuni casi non direttamente correlati con l’emergenza, che andiamo ad elencare di seguito:

– Scontri corpo a corpo o a fuoco (3 minuti è il tempo in cui l’adrenalina sostiene il fisico ed è il tempo medio prima di stancarsi, dopo 3 minuti l’adrenalina scende e si accusa un calo fisico);
– Il tempo per riprendersi da uno stato di Shock mentale (3 minuti è il minimo per riprendere il battito, la respirazione e le facoltà mentali normali),
– Il tempo massimo in cui “elaborare” una soluzione per conservare energie e rimanere efficienti;
e molti altri esempi che vi lascerò scoprire googlando qua e là…

In tutto ciò, i risultati variano da persona a persona in quanto c’è chi è molto più allenato mentalmente ed elabora più velocemente e chi no, oppure chi ha una migliore atletica e chi no…
Vi do un consiglio ed una sfida per voi stessi: provate a vedere cosa potete fare in tre minuti. Quante cose riesco a raccogliere, quali punti della casa riesco a raggiungere, quanto tempo impiego a uscire e allontanarmi di casa. Questo vi aiuterà molto a velocizzarvi o rendere la vostra mente più elastica. Cercate di applicarlo quotidianamente anche a situazioni normali per mantenere sempre l’allenamento ad elaborare informazioni in situazioni straordinarie.

Di certo, questo allenamento non funziona mentre siete in fila in posta…. 😉