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Alimentazione d’emergenza per gli utensili elettrici: come crearla

Come creare un'alimentazione d'emergenza - Portale Sopravvivenza

Dopo averti parlato delle batterie 18650 al litio e della loro incredibile versatilità, è ora di passare dalla teoria alla pratica.
Nella guida che ti presentiamo daremo per scontate tutte le informazioni già trattate in precedenza, quindi corri a ripassare le definizioni di “serie” e “parallelo”, perché un giorno potrebbero rivelarsi vitali!

Questa volta non ci limiteremo a trasformare e migliorare una torcia elettrica, che è cosa da poco, ma passeremo agli attrezzi da lavoro!
Negli ultimi tempi, il mercato ha iniziato a offrire utensili a batteria molto più efficienti e affidabili di quelli che circolavano fino a una decina di anni fa, ma come possiamo ricaricare degli attrezzi elettrici in situazioni SHTF in cui non disponiamo né di corrente elettrica né di un potente impianto fotovoltaico con inverter?

Un po’ ci vergogniamo a rivelarti quanto seguirà, perché con questa guida potresti già mandare in rovina più di un negozio di fai-da-te, risparmiando un sacco di denaro!

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Pacchi batteria: da cosa sono costituiti?

La rivelazione arcana è questa. La quasi totalità dei pacchi batteria per gli attrezzi da lavoro è costituita da semplici celle 18650 collegate tra di loro e incastonate in un involucro sexy dotato di agganci per l’innesto!
Ora, se le 18650 possono essere “vendemmiate” recuperandole dai rottami di altre apparecchiature (in primis i computer portatili), perché mai dovremmo spendere 40, 50 o più euro per le batterie di ricambio?

In rete oppure nei negozi specializzati in elettronica puoi trovare a pochissimo prezzo dei portabatterie, chiamati holder, specifici per le 18650. Di solito si trovano contenenti da 1 a 4 slot al proprio interno, ed è importante sapere che gli slot sono sempre collegati tra loro IN SERIE.

Trapano a batterie: il nostro hack

Ora, pensa a un trapano a batterie, forse il più indispensabile e versatile tra gli utensili elettrici.

Guarda la foto qui sopra: a sinistra c’è la una batteria da 16,8 V per trapano, e a destra uno holder a 4 slot.
Poiché una cella 18650 genera 4,2V quanta tensione generano 4 celle in serie? Ohibò, ma sono proprio 16,8V!

Al prezzo di perdere maneggevolezza, ecco come costruire rapidamente una batteria d’emergenza:

  • prendi un metro o due di cavo morbido e collegalo al cavetto rosso (positivo) dello holder;
  • fai altrettanto col cavetto negativo. Puoi limitarti a spelare i fili e a fissarli con del nastro, oppure ricorrere a un più sicuro e affidabile morsetto unipolare a cappuccio, come in foto.
  • Guarda il tuo trapano, privato della batteria: da qualche parte, quasi sicuramente a destra e a sinistra, dovrebbero esserci le lamelle di contatto + e – dell’alimentazione. Purtroppo non posso sapere come si presenti il tuo specifico modello, ma nel mio ho dovuto infilare due graffette metalliche lunghe per esporre meglio questi contatti.
  • A quel punto, basta collegare correttamente il tuo holder a questi terminali, e voilà! Pronti all’opera!

Questo è stato facile, in fondo avevamo a disposizione uno holder da 4 slot!
E se ti servissero 21 Volt?
Semplice: ti basta mettere in serie due o più holder totalizzando 5 celle!

Lo stesso discorso si applica se hai bisogno di generare 12V e ti manca uno holder da 3 slot:

(NOTA: 3 celle 18650 in serie generano 12,6V come avrai probabilmente calcolato. Fortunatamente in questo tipo di attrezzi, la tolleranza è del 5-10%, quindi un poco di eccesso non crea danni.)

Ora che hai 12V, potresti desiderare una maggiore autonomia. Perché non triplicarla, allestendo 3 serie di celle, e poi mettendole tutte in parallelo? Ecco fatto!

Oppure, uscendo dallo spartano allestimento d’emergenza, se hai a disposizione un saldatore, dello stagno e magari un circuito BMS (Battery Management System, che regola e bilancia le singole celle), puoi creare uno strumento sorprendente, con cui per esempio alimentare un amplificatore musicale portatile! La corretta applicazione di un BMS a una batteria richiede però precisione e perizia, per cui NON IMPROVVISARE!

Tagliasiepi con batterie di emergenza

Ma torniamo agli holder 18650: a casa avevo anche un economico tagliasiepi da 18V, acquistato senza batteria per risparmiare. Per la disperazione del mio ferramenta di fiducia, mi sono costruito in casa il pacco di alimentazione con lo stesso principio!
Riesci ad arrivarci da solo, vero?
Ecco la soluzione:

Un portacaricatori militare agganciato all’attrezzo con delle fascette in nylon, un paio di holder messi in serie, e siamo già a posto! Giusto il tempo di collegare questa batteria improvvisata alle lamelle di contatto, facendo passare 30 cm di fili elettrici morbidi.
Abbiamo scelto di fare un collegamento permanente saldandolo, ma le soluzioni che si possono improvvisare sono numerose.

Avrai notato che nella foto abbiamo messo in serie ben 5 celle, che totalizzano ben 21V contro i 18 menzionati in origine. La spiegazione è semplice: spesso i produttori dichiarano la tensione NOMINALE del pacco, e non quella massima reale. Ricordati che le celle 18650 generano 3,7V nominali ma 4,2 reali.
Per cui, 5 celle in serie generano 18,5 Volt nominali oppure 21 Volt reali.

Impara questa importante regola:
Se la tensione indicata sull’attrezzo è un multiplo di 3,7 allora è la sua tensione nominale di lavoro (per esempio 11,1 V). Di solito la maggioranza degli utensili dichiara la propria tensione proprio con un multiplo di 3,7.
Se invece esso indica una tensione multiplo di 4,2 allora è la sua tensione reale (per es. 21 V)
Quale che sia delle due, dividi la sua tensione di lavoro per 3,7 oppure 4,2 e saprai esattamente quante celle 18650 lo alimentano!

Arrotonda sempre per difetto (es. 15,5 : 3,7 = 4,19, quindi 4 celle), poi fai una prova. Aggiungi una cella soltanto se il dispositivo non si avvia affatto, ma prima verifica di avere collegato tutto correttamente! In una situazione d’emergenza l’ultima cosa che devi rischiare è di bruciare l’attrezzo sovraccaricandolo!

Infine, se noti che l’attrezzo lavora con una potenza tale da far surriscaldare le batterie, ti consiglio di aggiungerne altre in parallelo!
Nel caso del tagliasiepi, mettere in parallelo 10 celle in 2 serie da 5 dimezza la corrente richiesta a ogni singolo elemento, riducendone l’affaticamento e quindi il calore. Oltre tutto, come già spiegato in precedenza, ne deriva che l’autonomia raddoppia.

Lo so, sembra confusionario, ma prenditela con l’industria; la via del prepping è lastricata di conoscenza e apprendimento.

A conclusione di questa guida, ci tengo a specificare che gli scopi che ci eravamo prefissati erano due, entrambi pienamente raggiunti:
1) risparmiare soldi;
2) poter ricaricare questi attrezzi in situazioni SHTF nell’ipotesi di non disporre della corrente elettrica né di un potente impianto fotovoltaico con inverter: con questo sistema, puoi infatti estrarre le singole celle e ricaricarle con un pannellino fotovoltaico USB, per tramite di un caricabatterie apposito!


L’ultima cosa che abbiamo voluto tenere in considerazione è l’estetica dei risultati, e penso che concorderai! Dobbiamo ammettere che le batterie costruite con questo hack, in virtù dell’arte di arrangiarsi, non sono performanti in maniera identica alle originali, e se non fai le cose per bene potresti perdere un 5-10% di efficienza: ricordati sempre che ogni graffetta, ogni collegamento intermedio e ogni saldatura aggiungono dei piccoli carichi di resistenza, che affaticano il circuito.
Ma quando l’alternativa è restare con un pugno di mosche, tutto questo non può che essere un guadagno!

Foto di Thijs van der Weide da Pexels

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