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Mini lockdown e nuovo DPCM: timori per una seconda ondata

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Ammettiamolo, per un momento abbiamo pensato che questa seconda ondata di covid-19 stesse “risparmiando” il nostro Paese. Con gli altri Stati europei che registravano nuovi record di contagi e introducevano vari lockdown, noi sembravamo quasi essere i “miracolati”, se così possiamo dire.

Ebbene, così non sembra essere, perché anche da noi si inizia a parlare – e mettere in pratica – di “mini-lockdown” e non solo. Non siamo sorpresi, a dire la verità. Infatti, già durante la prima quarantena avevamo iniziato a pensare, da buoni prepper, all’eventualità di una seconda ondata e avevamo scritto anche un articolo a riguardo: “Seconda ondata da coronavius: dobbiamo prepararci?”, anche se eravamo stati più pessimisti sul tempo che sarebbe trascorso.

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Covid-19: la situazione in Italia

L’ultimo caso alla ribalta della cronaca è quello della Campania. Il presidente De Luca, dopo aver firmato l’ordinanza n.75 con cui ha introdotto misure di contenimento e prevenzione, visto il costante aumento dei contagi all’interno della regione nei giorni scorsi ha ipotizzato un lockdown a livello regionale per scongiurare la saturazione dei reparti di terapia intensiva e cercare di rallentare il numero crescente di contagiati.

La regione si posiziona, al momento, al primo posto tra le regioni con il numero più alto di nuovi casi, 401 per l’esattezza. A seguire, la Lombardia con 393 casi, il Piemonte con 279, il Veneto 276 e il Lazio che ne conta 261. Tuttavia, ricordiamo che non è il numero di casi assoluto a decretare una chiusura, quanto piuttosto il rapporto rispetto al numero degli abitanti. Per regioni dalla popolazione molto ridotta come la Valle d’Aosta, il numero è davvero molto esiguo.

Se si arriva a parlare di chiudere un’intera regione vuol dire che la situazione non è proprio delle più rosee, seppur gli esperti sostengano che un lockdown del genere non sia una possibilità concreta AL MOMENTO. Piuttosto, sembra più credibile si effettuino delle mini-chiusure localizzate, come già avviene in altre regioni.

In Sardegna, già due comuni sono stati messi in lockdown e un terzo è a rischio.

In Calabria il comune di Stefanaconi è stato dichiarato zona rossa.

A Genova il rischio è alto. Dopo aver individuato focolai nel centro storico, la Regione ha introdotto l’obbligo di indossare la mascherina in tutto il centro storico del capoluogo. Vietate inoltre le manifestazioni e limitato il numero di persone all’interno di teatri e cinema.

A questo link puoi trovare la mappa dei contagi in Italia sempre aggiornata.

Lockdown: il nuovo DPCM

Con il presidente campano che minaccia di introdurre un lockdown regionale, l’istituzione di varie zone rosse in giro per il paese e ordinamenti regionali che introducono obblighi e restrizioni, il governo sembra essere pronto a presentare un nuovo dpcm nelle prossime ore. Di nuovo. Lo scopo, forse, è quella di armonizzare le azioni a livello nazionale senza che ogni regione faccia un po’ quello che vuole, come è successo agli inizi della prima ondata di Covid-19.

Dalle indiscrezioni, sembrerebbe che all’interno del dpcm sarà previsto nuovamente l’obbligo di indossare la mascherina all’aria aperta. Obbligo che era stato rimosso ad inizio della stagione estiva. Inoltre, potrebbe essere reintrodotto il coprifuoco per locali pubblici come bar e ristoranti, che dovranno chiudere prima del previsto per evitare gli assembramenti tipici della movida.

Sembrerebbe anche prevedibile un divieto per le regioni di adottare misure più “soft” rispetto a quelle prese dal governo. Più restrizioni o niente, insomma.

Lockdown pt.2: dobbiamo prepararci?

È vero, l’ipotesi di un nuovo lockdown a livello nazionale è piuttosto remota, in quanto darebbe definitivamente il colpo di grazia alla nostra economia già traballante… però non è nemmeno da escludere possa succedere come sta accadendo in altri stati europei. Oramai dovresti saperlo: i veri prepper si preparano sempre al peggio e non si fanno trovare impreparati al ripetersi di uno scenario.

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