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Lotta per la Sopravvivenza: 4 strategie prepping dal film Netflix

Lotta per la sopravvivenza Netflix - Strategie prepping

In “Lotta per la Sopravvivenza”, un incidente in un remoto campo di addestramento lascia un gruppo di prepper amaramente divisi e coinvolti in una brutale lotta per la loro vita.

In top ten tra i film più visti su Netflix e premiato al TIFF, “Lotta per la sopravvivenza” (“Decline” nella versione inglese) di Patrice Laliberté, si svolge in uno sperduto campo di addestramento per l’auto-sufficienza. Nel film, un gruppo di prepper canadesi guidato dallo youtuber Alain (Réal Bossé) si prepara un potenziale crollo dell’economia globale o ad una probabile pandemia, sfruttando qualsiasi risorsa a loro disposizione o rimediata con la caccia.
Mentre le scene si susseguono e pian piano si mette in atto una vera e propria lotta per la sopravvivenza, anche lo spettatore meno affine al prepping inizia a conoscere alcuni degli strumenti legati a questo mondo. In questo articolo ne elenchiamo quattro.

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1. La bug-out bag

Nelle prime scene, Antoine, uno dei protagonisti si sta esercitando con la sua famiglia per una fuga dalla propria abitazione e dalla propria città.
Mentre esce di casa per salire in macchina, ogni componente porta sulle spalle la propria bug-out bag, il cosiddetto “zaino prendi e scappa”. Si tratta di uno zaino dal contenuto che può variare sulla base della tipologia di calamità da affrontare o dal numero di giorni per il quale è preparato. Ne abbiamo parlato ampiamente su Portale Sopravvivenza e in particolare in “Come fare una bug-out da 72 ore” e in “I migliori 5 zaini tattici da bug out bag del 2019

2. Gestione delle scorte per lunghi periodi

Dopo l’esercitazione di fuga con la propria famiglia, Antoine prepara con la figlia una scorta di riso all’interno di una busta di alluminio chiusa ermeticamente con l’aiuto di un ferro da stiro.
Il riso può essere infatti conservato fino a trent’anni se conservato a bassa temperatura (circa 3 ℃) e in assenza di ossigeno. Nel film, la busta utilizzata impedisce il passaggio di luce solare e l’assorbitore di ossigeno inserito all’interno elimina l’ossigeno all’interno e prolunga la conservazione dell’alimento. Nell’industria, per ottenere lo stesso risultato si confezionano infatti gli alimenti in atmosfera controllata, povera di ossigeno. Non avendo a disposizione questi macchinari, l’assorbitore di ossigeno ad uso alimentare è correttamente una valida alternativa.

Attenzione però se utilizzi riso integrale. Spesso considerato più sano, scade prima. La sua crusca fibrosa infatti contiene grassi insaturi, che possono rancidire. Quando il riso integrale odora di vernice, è meglio buttarlo via.

© Netflix

3. La bug-out location

Il gruppo di partecipanti all’esercitazione è condotto al rifugio auto-sufficiente di Alain equipaggiato con tutto il necessario per viverci stabilmente.
Distante dal rifugio e più inaccessibile è invece presente una bug-out location, una postazione d’emergenza. In ambito prepping, le due strutture spesso si sovrappongono poiché è difficile che si abbia a disposizione o si abbia la possibilità di vivere stabilmente in un’abitazione autosufficiente lontana dalla civiltà.
Una bug-out location dovrebbe fornire supporto per un mese se non di più. Per costruirla bisogna pensare all’acqua, al cibo, all’energia e a tutto ciò che può servire agli ospiti del rifugio per un tempo mediamente lungo.  Ne abbiamo parlato su “Bug Out Location: il nostro luogo sicuro

lotta per la sopravvivenza netflix - coperta isotermica
© Netflix

4. La coperta isotermica

Durante la fuga dal rifugio, inseguiti da Alain e David, Rachel cade improvvisamente in un lago ghiacciato.
Grazie alla prontezza di Antoine, Rachel si salva ed è riscaldata con un “telo” metallico. Si tratta della coperta isotermica, un must del primo soccorso di cui abbiamo parlato in tanti articoli dedicati ai kit d’emergenza e in un articolo dedicato “Coperta isotermica: cos’è e perché portarla sempre con sé”.

Una dovuta precisazione

Nella presentazione del film, Netflix definisce “survivalisti” il gruppo di persone coinvolte nella trama. Chi conosce questi temi sa che il termine è purtroppo usato impropriamente. Si parla di “survival” quando lo scenario da affrontare è quasi primitivo e impone una quasi totale assenza di tecnologia o comodità per sopravvivere. Per intenderci, un vero survivalista è quello che si può vedere in Primitive Technology.
Nel caso di “Lotta per la sopravvivenza” sarebbe più indicato parlare di “prepper“, ossia una persona che si prepara ad affrontare scenari emergenziali per attenuare il più possibile lo sconvolgimento della propria routine quotidiana. Non necessariamente l’utilizzo di armi, come spesso accade nei film d’oltreoceano, rientrano tra gli strumenti di un prepper.

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