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Maschere Antigas: cosa sono e cosa acquistare

In seguito ad alcune mail ricevute che chiedevano delucidazioni sulle maschere antigas, ho deciso di creare un post dedicato così da chiarire alcuni dubbi. E’ doveroso fare un breve excursus storico di questo strumento per poterne capire l’evoluzione nell’arco del tempo, per poi affrontare in pratica la scelta dei filtri e delle tipologie di maschere.

Origini delle maschere antigas

La maschera antigas, come la conosciamo oggi, nasce durante la Prima Guerra Mondiale per proteggere le vie respiratorie dei soldati dai primi rudimentali ordigni chimici. Le prime maschere erano composte da alcune semplici garze imbevute di sostanze grazie alle quali era possibile neutralizzare i gas tossici.

L’evoluzione

Dal design lievemente inquietante, questa invenzione ben presto fu modificata adottando alcuni accorgimenti per renderla più efficiente e sicura. Si iniziarono a creare prodotti più strutturati: si aggiunsero elementi di fissaggio al capo come cinghie o cuffie con le quali ancorare saldamente la maschera al viso; gli oculari si allargarono sempre più per aumentare la visibilità (oggi in commercio si trovano anche delle maschere con facciale unico); si integrarono sistemi di idratazione e di respirazione autonoma.
Attualmente la maschera antigas è composta da:

“Un facciale di gomma o silicone, in modo da garantire una perfetta aderenza al viso; è inoltre dotata di linguette e fibbie per poter fissare la maschera antigas dietro la testa. E’ dotata altresì di un grande visore trasparente di policarbonato o vetro stratificato, che offre un’ampia visibilità. All’interno è presente una seconda maschera che copre la zona naso-bocca. In questa maschera, internamente, sono presenti due aperture: una per l’inspirazione e una per l’espirazione, fornite delle apposite valvole per condizionare il flusso dell’aria. La valvola d’inspirazione è collegata ad un filtro, che impiega sostanze a base di carbonio attivo opportunamente trattate per filtrare e fissare i gas nocivi, mentre la valvola d’espirazione espelle l’aria respirata senza far appannare il visore” – Wikipedia. 

Nonostante tutte queste evoluzioni e migliorie, il vero fulcro della maschera, l’elemento senza la quale sarebbe solo un’inquietante oggetto carnevalesco, è il filtro.

Il filtro

“Una maschera mediocre con un buon filtro è decisamente migliore rispetto ad una maschera ottima ma con filtro scadente”.

Il filtro è il componente che fa tutto il lavoro sporco. Proprio grazie a questo piccolo cilindro è possibile evitare di rimanere intossicati, avvelenati o nei casi peggiori di lasciarci le penne.
Questo viene posto lateralmente rispetto la bocca, anche se sono presenti prodotti il cui aggancio è posizionato frontalmente. La peculiarità del filtro è che, grazie alle certificazioni EN, risulta essere compatibile con la maggior parte delle maschere in commercio. Ciascun filtro è provvisto di un’etichettatura standardizzata a bande colorate che indica quali agenti chimici è preposta a filtrare. Ciascun filtro può essere impiegato per la protezione da differenti agenti e non serve necessariamente un filtro per ogni tipologia di agente chimico.
Riporto di seguito una tabella riassuntiva delle colorazioni riguardanti gli standard EN.
Se ti interessa approfondire il tema, visita MaschereAntigas.com dove potrai trovare informazioni utili su filtri, maschere e dispositivi adatti ad affrontare ogni tipo di scenario.

Alcuni accorgimenti

È doveroso evidenziare alcune problematiche che possono rendere del tutto inutili questi sistemi di sicurezza.

  1. L’unico filtro funzionante è il filtro sigillato: molte volte le persone strappano i sigilli del filtro e lo avvitano direttamente alla maschera pensando che così, in caso di pericolo è già tutto pronto. Niente di più sbagliato! I filtri non hanno una durata molto lunga, anzi si usurano molto velocemente e quindi in caso di emergenza, utilizzare un filtro già avvitato alla maschera probabilmente offre la stessa protezione di un fazzoletto bagnato davanti al naso;
  2. I filtri, anche se sigillati, hanno una scadenza: per offrire una protezione efficace, bisogna curarsi di rinnovare i filtri anche se sigillati. Non è un’operazione da effettuarsi annualmente ma è bene sostituire ogni 10 anni la propria scorta di filtri;
  3. Il filtro non è un respiratore: è importante comprendere come il filtro non rende ci “invulnerabili” a qualunque situazione. In ambienti dove l’ossigeno è rarefatto, o vi è una considerevole presenza di fumo, il filtro è inutile poiché il nostro corpo risentirà della mancanza di ossigeno. Per questa tipologia di ambienti e situazioni esistono dei sistemi integrati con dei respiratori autonomi con bombole di ossigeno (per intenderci quelle usate dai Vigili del Fuoco);
  4. La maschera antigas riduce la respirazione naturale: indossando una maschera non si dispone dell’apporto d’aria di cui si potrebbe disporre naturalmente, quindi è bene misurare bene gli sforzi che si compiono poiché l’ossigeno filtrato, in caso di affanno o iperventilazione, potrebbe non essere sufficiente;
  5. Il filtro si usura velocemente durante l’uso: ad ogni respiro il filtro si satura di agenti chimici e quindi dopo un breve periodo (solitamente qualche ora di utilizzo intenso) si inizia a percepire un senso di affanno sino ad arrivare a delle vere e proprie difficoltà respiratorie. Questi sono i segnali che indicano che il filtro si sta esaurendo e quindi è bene sostituirlo al più presto.

Acquistare una maschera antigas

Esistono diversi canali per acquistare una maschera antigas: un canale è il surplus militare anche se personalmente non mi sentirei sicuro nell’utilizzare un oggetto risalente alla guerra fredda. Fino a qualche tempo fa era possibile trovare questo tipo di dispositivo di sicurezza esclusivamente presso negozi specializzati. Oggi, fortunatamente è possibile acquistare prodotti professionali su Amazon (Es: Dräger X-plore 6300). Acquistando successivamente i filtri specifici per l’utilizzo che si desidera si ha un sistema di filtraggio personale, a mio parere, più affidabile.

Non esistono grosse differenze tra maschere militari e civili se non la destinazione e alcuni accorgimenti dettati dalle esigenze degli utilizzatori.
I prezzi variano dai 60-70€ sino ai 300€ per i facciali più completi, mentre per i filtri si oscilla dai 10€ ai 30€ a seconda di quanti e quali elementi è preposto a filtrare.

Maschera antigas e coronavirus

Aggiornamento 16/03/2020
In molti ci avete fatto questa domanda su Facebook e via mail: Con le maschere antigas quale filtro dovrei utilizzare per il coronavirus?
La risposta merita un minimo di approfondimento.
Per le classiche mascherine protettive che si trovano in farmacia, la certificazione di riferimento comunicata dalle autorità competenti è la FFP2 e la FFP3. La sigla FF sta per “filtrante facciale”, mentre la sigla P2 e P3 è la stessa di cui parliamo nell’articolo, contrassegnata nei filtri per maschere antigas con la fascia bianca (filtro per particelle).

Come scriviamo in questo articolo e in “Maschera antigas: 5 cose da sapere prima di acquistare” , i numeri che seguono le lettere, in questo caso la P, indicano la capacità filtrante.
Per la protezione preventiva, quindi se non avete contratto il virus, è sufficiente anche il filtro P2 con capacità filtrante oltre il 92% delle particelle in sospensione. Un filtro P3 supera invece il 98% ed è il filtro adatto se dovete entrare a contatto con persone infette.

Tre consigli:

  • Per essere utili, le maschere antigas e le mascherine monouso devono aderire bene al volto: se porti la barba, leggi il paragrafo “Forma del tuo viso” in questo articolo;
  • Se hai acquistato una maschera semifacciale, ricordati che il coronavirus attacca anche le mucose, quindi devi adottare accorgimenti anche per gli occhi, soprattutto se devi entrare a contatto con persone infette;
  • Il filtro, una volta esaurito, non dev’essere lasciato incustodito ma imbustato ermeticamente smaltito come rifiuto misto;
  • Ribadiamo che è sufficiente indossare una mascherina di tipo FFP2 o FFP3 per proteggersi, evitando così di consumare filtri P per maschere antigas, sicuramente più costosi. Se vuoi approfondire questo tema, leggi “Maschere, mascherine o respiratori: cosa scegliere
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1 commento
  1. mi permetto aggiungere che un filtro ABEK o comunque un filtro è efficace e in qualche misura sicuro solo con concentrazioni dell’inquinante pari ad un valore massimo del 7%. unica vera protezione sono gli autoprotettori ma pesano e durano solo 45 min.

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