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Oceani di Fukushima: il Pacifico è davvero radioattivo?

A più di 3 anni dal disastro nucleare più imponente della storia, sul caso della centrale di Fukushima è calato un velo di silenzio. Dopo i primi mesi, dove i riflettori dei media erano puntati morbosamente su tutto ciò che accadeva in Giappone, ad oggi poche notizie trapelano sui canali di informazione di massa.
Qual è la situazione della centrale? Le acque radioattive sversate in mare costituiscono un concreto problema? Infine, ciò che mangiamo può contenere tracce radioattive della centrale?

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Fukushima 3 anni dopo

In questi mesi i tecnici della Tepco, società che gestisce gli impianti di Fukushima, stanno cercando di contenere le acque radioattive provenienti dai reattori che devono essere mantenuti costantemente a basse temperature per evitare la fissione del nucleo.
La strategia usata è quella di creare un muro di ghiaccio per contenere l’acqua all’interno dei reattori. Ciò non toglie il fatto che, in questi anni, migliaia di metri cubi d’acqua contaminata sono stati sversati nell’Oceano Pacifico causando un incremento dell’inquinamento e svariate “morie” di pesci.
Di recente sono state riaperte le porte della centrale ai giornalisti che hanno documentato lo stato attuale dei lavori, di cui riportiamo un estratto da Repubblica.it.

Oceani radioattivi

La stessa Tepco ha dichiarato che sono state sversate centinaia di metricubi di acqua radioattiva nell’oceano. Questa scelta ha determinato la chiusura dell’area limitrofa alla centrale sia alla pesca che alla balneazione; molte fonti hanno dichiarato che questi sversamenti hanno, di fatto, provocato la totale contaminazione radioattiva di tutta la fauna e flora del Pacifico. A questo proposito il CMER (Center for Marine and Environmental Radioactivity), importante istituto no-profit, ha avviato una campagna chiamata OurRadioactiveOcean il cui obiettivo è monitorare lo stato della propagazione delle radiazioni nei mari, in particolare provenienti dalla centrale giapponese. Sin dal 2011 ha iniziato ad analizzare le acque di tutto il Pacifico per monitorare la propagazione degli inquinanti. I risultati sono meno tragici di quanto prospettato: attualmente i livelli di radiazioni rilevati sono del tutto uguali ai dati pre-disastro. Ciò non significa che il mare sia pulito, bensì che non ci sono state sostanziali variazioni di radioattività.
Il CMER mette a disposizione una mappa con i dati di tutte le rilevazioni dal 2011 ad oggi, disponibile a questo link

Il tonno del Pacifico è davvero sicuro?

Sulla carta, il pescato proveniente dal Pacifico non contiene dosaggi particolarmente elevati di Cesio-137 o altri elementi radioattivi. Uno studio del 2008 (dunque, pre-disastro) dimostra come i mari europei siano, in proporzione più inquinati. Nonostante questi studi, non ci sentiamo di escludere la possibilità che gran parte del pescato possa contenere agenti radioattivi rilevanti. A questo proposito, a breve pubblicheremo una guida per capire la provenienza del pescato, sia fresco che in scatola.

Inquinamento radioattivo dei Mari.

In conclusione di questo breve articolo, vi proponiamo una mappa che indica la presenza di Cesio-137 nei vari mari e oceani in tutto il mondo, nonostante i dati risalgano al 2008.

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