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Padroneggiare il codice Morse

Imparare padroneggiare Codice Morse

Codice Morse, nessuno usa più questa roba da film di guerra… oppure si?
Sicuramente starai pensando che con tutti gli strumenti di comunicazione moderni di cui disponiamo oggi come radio, tv, smartphone, ecc. nessuno ha bisogno di ricorrere ad uno strumento così antiquato… E invece non è così, perché la comunicazione Morse rimane uno strumento ancora oggi molto popolare oltre che utile.

L’alfabeto Morse, seppur sia un sistema nato nel lontano 1835, resta ancora la forma di comunicazione più semplice, più efficiente e più affidabile mai inventata. In gergo radiofonico, le comunicazioni Morse sono chiamate CW (abbreviazione di continuous wave – onda continua).

Abbiamo deciso di parlartene perché conoscere come comunicare tramite alfabeto Morse potrebbe tirarti fuori dai guai e salvarti la pelle in caso di scenari SHTF! (potrebbe interessarti anche Scenari SHTF: come gestirne più di uno contemporaneamente)

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Trasmettitori per codice Morse

I trasmettitori e ricevitori per onde continue sono molto più semplici rispetto ai mezzi di comunicazione più recenti e sofisticati come la telescrivente, la televisione, la radio, ecc. Possono essere costruiti di dimensioni molto ridotte, rendendoli decisamente più facili da trasportare e da nascondere, se fosse necessario.

Un semplice trasmettitore CW può essere costruito impiegando anche solo uno o due transistor – dispositivo che permette di controllare un flusso principale di corrente, un po’ come fosse un rubinetto dell’acqua – e questo può risultare fondamentale nel caso in cui l’apparecchiatura radio fosse fuori uso o irreperibile. Un trasmettitore CW può funzionare anche con solo 2 watts di potenza. Per farti capire quanto possa essere efficiente, un televisore in standby, quindi solo con la classica lucina rossa accesa, consuma 1 Watt/ora… Incredibile vero? Un consumo di energia così basso significa che il trasmettitore può funzionare bene con batterie di piccole dimensioni, come qualsiasi powerbank che oggi teniamo in casa, o anche dei piccoli pannelli solari.

Il trasmettitore CW non fa altro che inviare un segnale che viene attivato e disattivato sulla base dei caratteri Morse. L’operatore ricevente non deve fare altro che capire quando il segnale è presente e quando no.

Questo costituisce un grandissimo vantaggio nel caso in cui i segnali risultino essere troppo deboli oppure ci fosse un’interferenza di qualunque tipo. Ti sarà sicuramente capitato qualche volta di finire su una stazione radio con segnale troppo debole e di non capire nulla nella trasmissione. Oppure, guardando la tv, di finire su un canale disturbato. Ti basti sapere che in entrambe queste situazioni, un trasmettitore a onda continua avrebbe potuto inviare lo stesso contenuto utilizzando solo una piccolissima parte della potenza adoperata da radio e tv.

L’onda continua funziona perfettamente in situazioni di elevata staticità o di interferenze da parte di altre stazioni, dove null’altro potrebbe funzionare alla perfezione.

Interferenza statica e codice Morse

Alcuni studi hanno mostrato come i livelli statici potrebbero essere estremamente alti a seguito di varie detonazioni di bombe atomiche durante una grande guerra. Anche in condizioni normali, però, l’elettricità statica e le interferenze possono essere fortemente presenti e costituire un ostacolo per le comunicazioni. Proprio per questo, molte comunicazioni militari e marittime vengono effettuate ancora oggi tramite alfabeto Morse.

Sicuramente avrai visto almeno un film di spionaggio ambientato durante la Seconda Guerra Mondiale e ti sarai reso conto che le comunicazioni avvenivano principalmente attraverso codice Morse, tramite trasmettitori CW. Non si tratta di una scelta a fini scenografici ma era quello che succedeva davvero, per via dei vantaggi che i trasmettitori e ricevitori a onda continua possiedono:

  • dimensioni ridotte;
  • facilità di manutenzione;
  • possibilità di coprire una lunga distanza con bassa potenza;
  • portabilità;
  • altissima resistenza a guasti e alle interferenze.

Durante la Seconda guerra mondiale radio, telescrivente e telefono erano già strumenti esistenti e perfettamente funzionanti, eppure tutte le comunicazioni militari venivano effettuate attraverso onda continua, perché era la scelta più adatta, funzionale ed efficace. E quasi sicuramente lo sarebbe anche al giorno d’oggi, nel caso in cui dovesse scoppiare un’altra guerra.

Una precisazione: il linguaggio Morse è perfetto non solo per le comunicazioni tramite trasmettitore CW, ma anche per quelle tramite segnali luminosi (torcia o specchio) o bandiera, così come per la radio.

Imparare l’alfabeto Morse

Apprendere il codice Morse non è difficile. Non richiede grandi sforzi mentali, piuttosto, una certa abilità riflessiva (intesa come di reazione), un po’ come se dovessi digitare su una tastiera. Quindi, devi avere una certa coordinazione, altrimenti ti ritroverai a fare un po’ più di fatica all’inizio!

Ti do un consiglio: imparalo nel modo giusto! Sembra sciocco come suggerimento, lo so, ma ad oggi ci sono molti metodi di memorizzazione del codice Morse che sono, a mio parere, sbagliati. La cosa davvero curiosa è che alcune istituzioni di un certo calibro, come l’Army Signal Corps e Boy Scouts of America, hanno dichiarato alcuni di questi metodi come “procedura operativa standard”.

Imparare il codice Morse nel modo sbagliato

Il modo più semplice di imparare il codice Morse nel modo sbagliato è quello di annotare le lettere per iscritto e scriverci accanto dei piccoli punti e trattini. La stessa cosa che accade alle prime lezioni di musica, quando cerchi di memorizzare le note.
Farlo per un periodo prolungato ti permetterà di memorizzare il codice, ma in un modo che poi risulterà piuttosto inutile nella pratica… a meno che qualcuno non ti scriva una lettera con righe e puntini, allora in quel caso saresti super preparato!

Il problema di questo metodo è che aggiunge un ulteriore passaggio mentale. Devi prima ascoltare il suono proveniente dal trasmettitore CW, tradurlo graficamente in punti e righe su un foglio e quindi scrivere la lettera corrispondente.

Per quanto tu possa esserti esercitato ed essere bravo e veloce, questo passaggio aggiuntivo richiede comunque del tempo in più, interferendo con la comprensione delle lettere successive.

Quello che posso consigliarti è di imparare il codice solo a livello uditivo, saltando la fase di trascrizione dei simboli. Inoltre, se impari direttamente a riconoscere il segnale solo con l’udito, poi non avrai problemi a capirlo visivamente (per esempio, se proviene da una torcia o bandiera). Attenzione però: il contrario non funziona!

Il metodo dei boy-scout

Il metodo più sbagliato in assoluto è sicuramente quello adottato dai boy-scout americani. Oltre ad essere un metodo che si basa sulla vista, dipende anche fortemente da un approccio cognitivo o di pensiero per ricordare il codice piuttosto che da un metodo riflessivo.

I boy-scout usano una sorta di sistema di associazione a immagini. I caratteri del codice sono inizialmente pensati come punti e trattini che vengono poi associati ad un’immagine sulla base della lettera. Per farti capire meglio, prendiamo come esempio la lettera “L”. In Morse, la L suona come didahdidit (si pronuncia esattamente così come suona).

Ciò che fanno gli scout è scriverlo come “. _ . .“. A questo punto pensano ai simboli come una linea verticale con sopra un punto e due punti orizzontali, ricordando la forma di una faro… da qui il collegamento con la lettera “L” (in inglese Lighthouse).

Come vedi, per ricordarsi una lettera servono diversi passaggi, di cui uno piuttosto logico.

Questo modo di memorizzare va benissimo per fatti storici, nomi, formule e simili, ma per attività riflessive come trascrivere e decifrare codice Morse, non lo è. A meno che non devi fare un test scritto.

Il metodo dell’ Army Signal Corps

L’Army Signal Corps ha addestrato migliaia di operatori altamente qualificati a usare e comprendere il codice Morse. Tuttavia, nel suo metodo di insegnamento c’era un problema che ancora oggi è piuttosto conosciuto con il nome di “plateau” (o altopiano). Il plateau era un fenomeno in cui lo studente progrediva costantemente nella comprensione delle parole, da due a tre al minuto inizialmente a circa dieci parole al minuto.

Arrivati a questo punto, gli studenti realizzavano di essere bloccati indipendentemente da quanta pratica facessero. Non riuscivano ad andare oltre la comprensione di dieci parole al minuto.

Quando si capiva che questo metodo non funzionava come doveva, i soldati dovevano ricominciare da capo imparando qualche altro metodo che gli permettesse di comprendere più di dieci parole al minuto.

Se il codice viene inviato molto lentamente, ovvero ogni dit e dah è lungo ed elaborato, è quasi impossibile evitare di memorizzare ogni dit e dah come una serie di suoni che vanno contati e ordinati per essere compresi. In altre parole, se dovessi sentire “diiiit daaaaaaaaaaaaah diiiit diiiit”, penseresti “ok, c’è un dit seguito da un dah e altri due dit… è la lettera L!”.

Ora, questo metodo sicuramente è meglio dei due analizzati precedentemente, ma ha comunque dei limiti. Ragionando in questo modo, non riusciresti a comprendere più di 10 parole al minuto. Soprattutto nel momento in cui il messaggio arriva troppo velocemente per riuscire a distinguere e contare ogni singolo dit e dah.

Il metodo giusto (secondo me)

Quindi dopo una sfilza di quali metodi devi evitare, qual è quello giusto? In breve, devi cercare di percepire le lettere come un suono unico e non come una serie di suoni che vanno ordinati e contati.

Ogni lettera e numero ha un suono e un ritmo diverso e distinto. Per poter percepire questo ritmo, però, è indispensabile che il messaggio venga inviato piuttosto velocemente, almeno più di dieci parole al minuto.
Se in passato, o magari ancora oggi, hai suonato uno strumento musicale il senso è lo stesso. Dopo un po’ di pratica, non solo le tue dita si muovono da sole sui tasti o sulle corde, ma il tuo cervello non vede e non sente più le note come qualcosa di distinto, ma come un’unica melodia.

In sostanza, la cosa ideale da fare sarebbe passare dalla comprensione e trascrizione delle singole lettere alla comprensione e trascrizione di parole complete.

Concludendo

Imparare il codice Morse non è difficile come sembra. Come ho detto, non serve essere particolarmente dotati ma serve solo essere un po’ coordinati e, soprattutto, fare tanta tanta pratica. Conoscendo il codice Morse avrai a disposizione uno strumento piuttosto infallibile che ti potrebbe salvare la vita in caso di pericolo.

Se durante l’estate vuoi fare un po’ di pratica con il codice Morse senza spendere troppo o vuoi creare un piccolo e utile passatempo per i tuoi figli, puoi provare questo piccolo kit:

Se deciderai di approfondire l’argomento (io lo farò in questa estate) costruendo un trasmettitore come si deve, ricordati di inserirlo in una gabbia di Faraday.
Hai già costruito un tuo personale trasmettitore? Raccontaci nei commenti qual è stata la tua scelta.

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