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Pannello solare pieghevole Anker

Pannello solare pieghevole Anker

Siamo sempre più invasi da una miriade di dispositivi elettronici portatili, alcuni, spesso di dubbia utilità. A volte invece capita di trovare qualcosa che può fare la differenza in situazioni di emergenza.
Smartphone, gps, radio o tablet: tutti hanno in comune lo stesso tallone di Achille. Cosa? La durata della batteria.
Per sopperire a questo problema, oggi recensiamo un prodotto davvero interessante: Pannello Solare Pieghevole Anker. La Anker, azienda produttrice, ci ha visto lungo ed ha progettato un pannello solare pieghevole da 14w. Che sia per un campeggio, per un’escursione in montagna o solo per avere una fonte di elettricità in caso di emergenza, questo piccolo device sa farsi valere.

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Il pannello solare pieghevole

Il Pannello Solare Pieghevole della Anker si apre attraverso una chiusura a strappo ed è composto da 4 pannelli solari mono-cristallini, una tasca dove all’interno alloggiano 2 prese USB e uno spazio supplementare dove si possono riporre i cavi di alimentazione o i devices.
Sfruttando i quattro occhielli disposti ad i lati si può fissare allo zaino, alla tenda o ad un albero.

Il pannello solare Anker è dotato di tecnologia “PowerIQ” quindi le porte USB riescono a leggere qualunque tipo di dispositivo che sia di casa Apple, Android etc.
Progettato per alimentare due apparecchiature, attraverso due diverse porte USB, riesce ad erogare fino a 2A/5V che la rende adatta per caricare navigatori gps, mp3, tablet e smartphone.
I pannelli sono ricoperti di plastica PET indurita e fusi in una struttura portante di poliestere che ne conferisce estrema solidità e robustezza sia a gli urti che alle intemperie.

PRO

  • Portabilità: 27x17x4 cm per 770g di peso;
  • Ottimo rapporto qualità prezzo;
  • Carica anche con cielo nuvoloso;
  • Tempi di ricarica ragionevolissimi, 2h da 0 a 75%;
  • Materiali solidi e riciclabili;
  • Occhielli per ancoraggio;
  • Doppia porta USB con sistema “PowerIQ”;
  • Energia infinita a costo zero;

CONTRO

  • Non è possibile ricaricare laptop, notebook o altri dispositivi che richiedono maggiori risorse;
  • Ai primi utilizzi, l’odore non è dei migliori. Non è molto importante ai nostri fini, ma è comunque da segnalare.

Pannello solare Anker: alcuni usi pratici

Indicato per escursioni di più giorni, dove un powerbank potrebbe non essere sufficiente, avremo la nostra presa di corrente sempre a portata di zaino.
Personalmente associo sempre al pannello solare ad un PowerBank Anker da 12800mAh. Quindi collego all’uscita del pannello solare il powerbank e dall’uscita del powerbank lo smartphone evitando così gli “sbalzi” dovuti alla momentanea mancanza di sole e per avere un uscita di corrente continua indipendentemente dalle condizioni meteorologiche.

Inoltre, lo consiglio a chi vuole avere una fonte di corrente supplementare di emergenza.
In caso di SHTF può caricare qualunque tipo di apparecchiatura fino a 2A. Se collegato ad un caricabatterie usb si possono ricaricare anche torce e dispositivi compatibili con pile AA – AAA – 18650.

I pannelli solari pieghevoli Anker viste le esigue dimensioni li rendono un ottimo elemento da inserire nella nostra B.O.B. / B.O.V. e possono essere veramente provvidenziali in una potenziale emergenza, chiaramente…tempo permettendo!

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2 commenti
  1. ottimo articolo e consiglio. ho confrontato alcuni modelli simili e non cé paragone al momento. gia nella mia lista desideri di amazon 😉 grazie andrea

  2. Intervengo volentieri sull’articolo anche se a oggi risulta molto vecchio (5 anni!):
    Non voglio assolutamente sembrare pedante, anzi ho piacere a contribuire con quanto segue sperando di essere d’aiuto.
    La recensione dice che “non è possibile usarlo per ricaricare laptop, notebook o altri dispositivi che richiedono maggiori risorse”. In realtà, questo è un “ni”: In teoria (e soprattutto in EMERGENZA, anche se voglio proprio vedere chi va a preoccuparsi del laptop in caso di SHTF) è possibile alimentare questi dispositivi, anche se occorre una certa perizia tecnica.
    Vi spiego come fare, premesso che sono un diplomato ITIS in elettronica: non certo ingegnere, ma nemmeno digiuno delle basi.

    1) Partiamo da un’ovvietà: tutti i computer portatili e dispositivi similari si alimentano a batterie di una certa tensione (di solito tra i 12 e 21 volt di corrente CONTINUA, per scoprirlo basta leggere l’etichetta che hanno sul fondo, oppure l’uscita del loro alimentatore).
    2) Oggi vengono venduti dei powerbank a tensione variabile e selezionabile, fatti apposta per alimentare i laptop. Bene, quello che vi occorre è il CASE (cioè il “guscio”) vuoto di un powerbank del genere: li trovate in vendita su molti portali di commercio online.
    Questi case possono essere aperti e richiusi sostituendo le loro batterie interne, che si tratta sempre di essere delle celle 18650 al litio, di solito 6-8 pezzi.

    3) Così’ facendo, potete caricare le 18650 con un pannello solare da 5 Volt come quello qui recensito (N.B. a oggi, anno 2020, si treovano facilmente modelli pieghevoli da 28 W al prezzo di circa 50 euro), poi inserirle nel powerbank, regolare la tensione desiderata e da lì alimentare il dispositivo elettronico.

    4) in teoria, e in seria emergenza, è possibile fare hotwiring di un laptop, collegando al volo in serie tot batterie 18650 (es. 5 pezzi per ottenere 21V), tirando al volo due fili elettrici e agganciandoli direttamente ai contatti del laptop.
    E’ un’operazione grezza e molto delicata, che può causare seri danni o la rottura dell’apparecchio se non sapete farlo correttamente, ma è realisticamente fattibile e richiede appena un rotolo di nastor isolante, mezzo metro di filo elettrico e due rametti dritti per steccare le celle in serie.

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