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Puntura di medusa: cosa fare e cosa non fare

La medusa è un organismo estremamente resistente, longevo e che ci troviamo a dover affrontare ogni estate, quando cerchiamo in mare il refrigerio dal caldo torrido.
La puntura di medusa è tutt’altro che piacevole ma, almeno in Italia, seppur fastidiosa, è tutto sommato innocua.
Esistono svariate leggende su cosa fare in caso di puntura e in questo breve articolo vedremo come trattare, ma soprattutto cosa non fare in caso di puntura di medusa.

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Puntura di medusa: imparare a gestirla

Per cominciare, facciamo un po’ di chiarezza: nonostante nel gergo comune si parli di puntura o morso di medusa, in realtà è più corretto parlare di sfregamento. I tentacoli delle meduse non hanno un vero pungiglione: sulla superficie dei tentacoli sono presenti dei piccoli organi, detti cnidocisti che una volta a contatto con la pelle, rilasciano una sostanza urticante che causa il fastidioso bruciore. Questa sostanza urticante è composta da tre elementi con tre distinte azioni volte a massimizzare l’efficacia: una proteina paralizzante, una infiammatoria e infine, una con effetti neurotossici. Questi ultimi sono gli effetti che possono comportare più problemi.

Nonostante si possa dire che questa combinazione sia una perfetta macchina da guerra, la medusa non attacca direttamente essendo perlopiù trascinata dalle correnti marine e i suoi tentacoli sono usati come meccanismo di difesa. Quindi, se vieni punto da una medusa, in realtà sei tu che ti trovavi nel posto sbagliato, al momento sbagliato.

Scherzi a parte, a meno di avere delle reazioni allergiche, la puntura di medusa si rimedia con tre semplici azioni.

  1. Esci immediatamente dall’acqua e, se possibile fatti aiutare per limitare il più possibile i movimenti;
  2. Lava la parte colpita con acqua di mare. Grazie all’acqua di mare puoi diluire la quantità di tossina residua della medusa non ancora penetrata, limitandone quindi l’assorbimento epidermico;
  3. Elimina eventuali tentacoli di medusa rimasti attaccati alla pelle. Se possibile usa una pinzetta;

Puntura di medusa: come medicarla

  • Usa gel astringenti al cloruro d’alluminio (li trovi anche su Amazon.it);
  • Spruzza spray lenitivi a base di acqua di mare e sostanze astringenti naturali.

Puntura di medusa: cosa non fare

  1. In caso di puntura di medusa, evita assolutamente di grattarti;
  2. Non usare l’acqua dolce. L’acqua dolce favorisce e aumenta la scarica del veleno;
  3. Evita di usare superfici plastiche rigide per rimuovere i tentacoli rimasti attaccati. Otterresti l’effetto contrario, spingendo ancora più in profondità i tentacoli.
  4. Non usare sabbia o pietre calde per “pulire la superficie” colpita.

Miti da sfatare

Ammoniaca e pipì non servono a nulla. Anzi, rischiano solo di irritare ulteriormente la zona colpita. Un possibile rimedio è l’aceto che però può neutralizzare solo alcuni tipi di tossine, come ad esempio la “Caravella Portoghese” (Physalia physalis Linnaeus) anche se per fortuna non è molto diffusa nei nostri mari. È bene evitare anche gel al cortisone o antistaminici poiché del tutto inutili.

“Caravella Portoghese” (Physalia physalis Linnaeus)

Conseguenze della puntura di medusa

Come detto in precedenza, in Italia, la maggior parte delle meduse sono innocue anche se esistono diverse specie che possono essere estremamente fastidiose.
Dopo la puntura, il primo sintomo che avverti è di forte bruciore e prurito. Non a caso, talvolta si parla addirittura di ustione da medusa. A questo bruciore seguono rossore e gonfiore nei secondi immediatamente successivi. Infine compariranno una serie di minuscoli pomfi, simili all’orticaria. Generalmente il bruciore svanisce nell’arco di 20-30 minuti, mentre il prurito può perdurare per diversi giorni.

Di norma, comunque ogni segno scompare nel giro di una quindicina di giorni. Durante questo periodo è bene non esporre al sole la zona colpita, in quanto al contatto con la luce solare potrebbe scurirsi rapidamente e lasciarti una macchia sulla pelle. Mantienila dunque coperta con gli indumenti e accertati di utilizzare una crema solare con protezione 50. Non assumere invece alcun tipo di antistaminico, né in pomata né in pastiglia, perché favorirebbe la comparsa di un inestetisma.

Abbiamo detto che generalmente le punture di medusa sono innocue a meno che le punture non coinvolgano più del 50% del proprio corpo, oppure in caso di allergia al veleno della medusa. In questi casi, la sintomatologia è ben più grave poiché potrebbero manifestarsi vertigini, disorientamento, pallore, difficoltà respiratorie e forte sudorazione. Se si presentano questi sintomi è necessario recarsi immediatamente al pronto soccorso più vicino o chiamare il 118.

Specie pericolose di medusa nel mondo

La Cubomedusa, una piccola specie che vive in prossimità delle coste australiane è la medusa più pericolosa al mondo. Il contatto con i suoi terribili tentacoli può causare anche la morte. Nel Mar Mediterraneo, invece, non sono presenti meduse mortali. L’unica specie che merita dovuta attenzione è la Physalia, chiamata più comunemente “Caravella Portoghese” è una medusa dalla forma bizzarra (ricorda un piccolo veliero per l’appunto) e può causare reazioni pericolose per l’uomo, in rari casi anche mortali. Fortunatamente, l’habitat di questa medusa si trova in Atlantico e sono ancora pochi gli avvistamenti registrati nel Mediterraneo.

Cubomedusa – photograb: thoughtco.com
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