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Scenari SHTF: come gestirne più di uno contemporaneamente

Scenari SHTF - Come gestirne più di uno contemporaneamente

Il 2020 passerà di sicuro alla storia. Gli inglesi lo chiamerebbero “the shambolic year” dove il termne shambolic sta a significare qualcosa di caotico, disorganizzato o mal gestito. Siamo solo a metà dell’anno e di scenari SHTF (se non sai cosa significa, leggi “ABC del prepping“) ne abbiamo visti e affrontati parecchi, anche più del dovuto.

Dal punto di vista della sopravvivenza, finora siamo stati colpiti da: una pandemia, leggera carenza di cibo (almeno in Italia), un potenziale collasso finanziario. E ora, in alcune parti del mondo, da disordini sociali e rivolte. Ora, non vogliamo assolutamente sminuire tutto ciò che è successo, però diciamo che poteva andare tutto decisamente molto peggio. Ma, in ogni caso, nell’ambiente del prepping sono eventi per i quali ci si prepara seriamente.

Questa serie di sfortunati eventi ha creato delle preoccupazioni molto valide. Tutti noi tendiamo a considerare i disastri come degli eventi indipendenti, che avvengono uno dopo l’altro, dandosi il turno. E in questo modo pensiamo di poter concentrarci sui problemi generati da quel singolo senario SHTF. Ma indovina? Il mondo reale non è così educato e organizzato, e abbiamo potuto vederlo negli ultimi mesi.

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Se i media non ne parlano non vuol dire che non esiste

Arrivati a questo punto di quest’anno funesto, risulta quasi difficile sapere esattamente qual è lo scenario SHTF del giorno. Sembra quasi che quello di cui eravamo preoccupatissimi ieri, oggi non abbia quasi più peso o non esista più. Quantomeno questo è quello che sembra se diamo retta ai media, e non è sempre una buona cosa da fare.

Il fatto è che dipendiamo tutti dai media per avere informazioni e restare aggiornati sugli avvenimenti locali e internazionali, ma i media hanno mostrato varie volte di avere una capacità di attenzione molto breve.

Solo per fare un esempio, prendiamo il caso degli Stati Uniti. Se agli inizi della pandemia andavi su qualche sito di media americani la questione coronavirus teneva fortemente banco, tra le negazioni del presidente Trump e il numero di contagi che saliva vertiginosamente piazzando gli USA ai primi posti tra i paesi più colpiti. Si parlava di quanto fosse pericoloso riaprire le chiese e i negozi (un po’ come qui in Italia), fatto salvo che dopo l’omicidio di George Floyd, con l’inizio delle rivolte sociali di cui abbiamo potuto vedere e sentire tutti noi anche qui, la questione COVID-19 in America sembra quasi essere sparita. Puff.

Scenari SHTF simultanei possono accadere

Come abbiamo visto, disastri simultanei possono accadere. Solo perché ne arriva uno nuovo, non significa che quello vecchio sia passato e dobbiamo dimenticarcene, come fanno i media. Piuttosto, significa che ora devi gestire non solo un singolo problema, ma due alla volta, o anche di più. Quindi, come puoi farlo?

Per capire come affrontarlo puoi usare un metodo impiegato dai medici militari per curare un ferito nel bel mezzo di una zona di guerra. La regola di norma dice di controllare se il paziente ha emorragie e, nel caso, di quale entità: se una lieve perdita di sangue oppure una più massiccia che potrebbe causare danni irreversibili in poco tempo. In questo caso il medico deve intervenire per fermarla prima di altre operazioni.

Se però il paziente non respira nemmeno, allora questo avrà la priorità: sull’emorragia il medico dovrà effettuare una medicazione provvisoria per cercare di rallentare la perdita di sangue mentre le forze si concentrano sul far tornare a respirare il paziente.

Nel caso in cui il medico si trovasse con il paziente sanguinante e che non respira nel bel mezzo di un conflitto a fuoco, le sue priorità cambieranno di nuovo: prima deve portare l’individuo in un posto sicuro, poi potrà concentrarsi sugli altri problemi.

Quindi, per riassumere, le priorità sono le seguenti:

  1. Proteggi la vita del paziente;
  2. Fai respirare il paziente;
  3. Ferma l’emorragia

Tutto il resto viene dopo.

Proprio come il medico, anche tu dovrai dare priorità a quegli sforzi che ti permetteranno di mettere la tua vita e quella della tua famiglia al sicuro quando si verificano scenari SHTF. E se questi si presentano insieme e in un colpo solo, allora dovrai intervenire prima su quello che rischia di crearti più problemi e poi, di conseguenza, su tutti gli altri.

E la situazione attuale?

Se quello che sta succedendo negli USA succedesse qui in Italia, ovvero affrontare una pandemia e rivolte sociali simultaneamente, come potresti fare?

Chiaramente devi essere preparato a proteggerti da entrambi. Il rischio di contrarre la malattia non diminuisce solo perché è arrivato un nuovo problema e i media non parlano più del Coronavirus. Il virus continua a girare tranquillo, senza che le rivolte lo turbino, anzi, come sappiamo gli assembramenti sono solo pane per i suoi denti!

Però, se le rivolte prendessero una piega negativa e degenerassero, allora rappresenterebbero una minaccia momentaneamente più grande per te e la tua famiglia. Solitamente una percentuale molto piccola di persone viene attaccata e picchiata durante le rivolte, ma nei casi in cui peggiorino allora si può essere feriti gravemente o, addirittura, perdere la vita.

D’altra parte, le possibilità di contrarre il Coronavirus sono superiori a quelle di essere picchiato durante una rivolta, ma il suo tasso di mortalità resta molto più basso.

Vedi la differenza? Ciò che rende i disordini un rischio maggiore è la più alta probabilità di poter morire e quanto presto si verificherebbe la morte. Questo è lo standard che devi applicare ogni volta che esamini i rischi di più scenari SHTF. Devi concentrarci su quello che ha maggiori possibilità di ucciderci, affrontandolo per primo.

Questo non significa che, nel mentre, tu debba ignorare completamente gli altri. Significa piuttosto che creerai il tuo piano di azione sulla base dei rischi generati dallo scenario più grave, per poi far rientrare nel piano i rischi derivanti dagli altri disastri. Quindi, nel caso della combo di pericoli “rivolte + coronavirus”, assicurati prima di prendere una mazza da baseball per difenderti e poi di avere con te anche una mascherina! In realtà, sarebbe ancora meglio se evitassi le aree in cui è probabile che i manifestanti si radunino e possano verificarsi rivolte. Se ti capitasse di essere in giro e vedi che una folla di rivoltosi inizia a radunarsi proprio in quel luogo, assicurati di uscirne il prima possibile. Trovarti da solo nel bel mezzo di una rivolta non è saggio e potrebbe renderti anche una facile preda della rabbia di qualcuno (Leggi anche: GHB: cos’è e come costruirla).

È importante, quindi, che valuti se la tua preparazione ti permette di difenderti da più scenari SHTF in contemporanea. Ovviamente devi capire quali potenziali catastrofi puoi trovarti ad affrontare e prepararti su come fronteggiarle, sia singolarmente che in combinata multipla, stabilendo quale potrebbe metterti maggiormente in pericolo.

Certo, farlo in anticipo è difficile; non esiste il modo di sapere quale combinazione di pericoli potresti trovarti ad affrontare. Tuttavia, questo non è un buon motivo per far finta di niente e ignorare che comunque la possibilità sussiste ed è concreta.

Se la seconda ondata di coronavirus è probabile in autunno, come molti esperti dicono, pur sperando che non accada, non ti limitare a prepararti per affrontare solo questa ma prova a pensare a quali altri pericoli potrebbero sorgere nel mentre, e lavora anche su quelli.

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