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Scorte per tutte le tasche

scorte di cibo - scorte alimentari

Ogni volta che si verifica un’emergenza più o meno grave, il primo effetto che si può riscontrare è l’affollamento dei supermercati e una corsa ai generi di prima necessità. Nonostante sia remota possibilità che la Grande Distribuzione Organizzata si fermi – o quanto meno l’evento dev’essere particolarmente esteso e grave – la popolazione corre immediatamente ad acquistare prodotti alimentari, beni di conforto e tutto ciò di cui pensa di aver bisogno. Proprio per questo motivo, riproponiamo un tema quanto mai utile ed attuale: le scorte alimentari.

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È utile fare scorte alimentari?

In un possibile scenario come quello introdotto poc’anzi, un buon motivo per avere una scorta “cuscinetto” è proprio evitare di dover affrontare la ressa per accaparrarsi l’ultimo pacco di pasta. Nei momenti di psicosi, restare il più lontano possibile dai luoghi densamente affollati è una scelta non solo saggia, bensì necessaria. Non c’è bisogno di elencare i casi di psicosi collettiva e corsa all’acquisto che hanno causato disordini, contusi e più in generale scene di panico. Ne abbiamo parlato anche in “Scorte di cibo: perché dovresti farle (prima)“.

Esistono diverse soluzioni per iniziare a costituire le proprie scorte alimentari: in commercio sono disponibili prodotti più “tecnici” che permettono di avere gli alimenti basilari, quali legumi, farine, patate, uova, latte, ecc, con tempi di conservazione fino a 25 anni. Esistono poi prodotti con scadenze leggermente inferiori a prezzi più accessibili, ovvero le classiche conserve in barattolo. In questo caso, direi che è molto più economico ed efficace rivolgere la nostra attenzione ai prodotti che comunemente acquistiamo in ogni supermercato.

Anche se può sembrare insolito, l’investimento in scorte alimentari ha tassi di rendimento maggiori a qualunque titolo o investimento finanziario. Avere una “finestra” di tempo nel quale possiamo evitare di preoccuparci di portare un pasto a tavola la sera quando accade qualcosa è molto importante: in questi momenti, infatti, è prioritario destinare il nostro tempo e le nostre energie a risolvere il problema o quanto meno tentare di arginarlo. Dunque, prima di procedere all’acquisto di prodotti è necessario individuare e studiare alcune variabili in modo da calibrare bene l’ampiezza, l’assortimento e la quantità di cibo da immagazzinare.

Progettare le scorte

Le variabili da prendere in considerazione sono principalmente tre:

  1. Numero di persone da “sfamare”;
  2. Periodo di utilizzo delle scorte;
  3. Turn over delle scorte (ogni quanto vanno rinnovate).

A proposito dell’ultimo punto, ovvero il turn over delle scorte, è buona prassi utilizzare il metodo FIFO (First in- First out), ovvero il primo prodotto che entra è il primo ad essere consumato. Un’attenta analisi delle scadenze permette di evitare sprechi e di avere scorte sempre “fresche” da utilizzare.

Una volta prese in considerazione queste tre variabili possiamo cominciare a creare il nostro magazzino.

Composizione delle scorte

Iniziamo con il dire che non sempre il prodotto che costa meno è quello ideale; è chiaro che in periodo di crisi si fa attenzione ad ogni centesimo, ma ricordiamo che “siamo ciò che mangiamo”.
Spulciando gli scaffali di alcuni noti supermercati e vagando per le centinaia di prodotti presenti, mi sono concentrato sui prodotti che hanno una scadenza che varia dai 2 ai 5 anni: una buona finestra temporale.

Pomodori in scatola

Alla base della dieta mediterranea c’è il pomodoro. È buona norma acquistarlo in abbondanza e, preferibilmente, evitando le passate. Consiglio di acquistare il pomodoro a pezzi o i pelati, poiché si riescono ad identificare i singoli alimenti e si evitano le contraffazioni alimentari (passate scadute, mal conservate mischiate con passate nuove o corrette con additivi).
Il prezzo medio oscilla dagli 0,30 € agli 1,20€ a barattolo, a seconda del tipo di prodotto, di marca, di formato. Di solito si può cercare anche la Private Label (o White Label) del supermercato dove siete soliti fare la spesa. Tuttavia, da quando Amazon ha aperto il reparto “Grocery” (ovvero il reparto alimentare) si possono anche trovare offerte convenienti con prodotti di marca: consulta la selezione di prodotti su Amazon.

I consumi medi mensili di pomodoro, per due persone, ammontano a circa 20 scatole da 400g circa, per un totale di 8 kg al mese.

Legumi secchi e in scatola

Altro alimento fondamentale per la nostra alimentazione sono i legumi.
I legumi costituiscono un buon apporto di proteine e, considerando che i tempi di conservazione della carne sono inferiori allo scatolame, possono essere un sostituto economico e più a lunga conservazione della carne. Questo tipo di alimento si può acquistare anche non in scatola ma semplicemente secco. I tempi di conservazione sono inferiori (verificando tra gli scaffali siamo intorno un anno e mezzo) e per cucinarli devono essere messi a bagno per circa 12 ore, quindi non sono la soluzione migliore se si dispone di poco tempo per mangiare. In compenso, l’ingombro e la quantità sono decisamente superiori ( 250g secchi contro 240g sgocciolati).

Cosa scegliere

Per le proprie scorte consiglierei di acquistare 50% scatolame e 50% secchi. Variate le qualità differenziando con lenticchie, ceci, fagioli rossi, fagioli bianchi e magari qualche mix di cereali per fare delle zuppe. Evitate di acquistare troppe zuppe pronte perché costano tanto e si può raggiungere lo stesso risultato mischiando i prodotti che abbiamo già.

Prodotti consigliati

Ceci giganti (secco) – Fagioli Borlotti (secco) – Lenticchie (secco) – Fagioli Borlotti (in scatola) – Lenticchie (in scatola) – Ceci (in scatola) – Piselli (in scatola) – Farro (in scatola).

Al seguente link è disponibile una panoramica dei prodotti a base di legumi secchi o in scatola su Amazon.

Cereali e Pasta

I cereali e la pasta sono anch’essi alla base della dieta mediterranea e costituiscono l’alimento fondamentale per la nostra alimentazione.
Oltre all’economicità del prodotto, sono un’ottima fonte di carboidrati, quindi facilmente assimilabili, ed infine sono molto versatili per i numerosi impieghi e “versioni” che possiamo inventare.
Il costo si aggira intorno ad 1,20€ al kg, a seconda della marca e possiamo trovarne numerose versioni.

Un piccolo trucco: quando acquistate i prodotti, osservate bene lo stabilimento di produzione perché molte volte i prodotti a marchio proprietario, o Private Label (pasta Carrefour, pasta Coop, ecc) sono prodotte dallo stesso stabilimento di grandi marchi come Barilla, DeCecco, ecc. La qualità magari non è quella del prodotto “griffato” ma non si scosta di molto. Il prezzo, al contrario, si abbatte anche del 40%; un notevole risparmio.

La scadenza è a 2-3 anni, ulteriormente prorogabile se la si conserva in luogo, asciutto, buio e magari con qualche accorgimento per le piccole falene che infestano farine e derivati.

Cosa scegliere

La scelta della pasta o dei cereali, come ad esempio il riso, deve essere fatta a seconda di due esigenze diverse: la prima è lo spazio che possiamo destinare alle scorte: se abbiamo poco spazio è preferibile scegliere pasta poco voluminosa come gli spaghetti. Questi hanno anche un tempo di cottura dimezzato rispetto le altre tipologie di pasta e quindi anche l’energia da impiegare per la cottura viene dimezzata. Se non abbiamo problemi di spazio allora possiamo optare anche per altre tipologie di pasta.
La seconda variabile è la quantità; se scegliamo di avere ingenti scorte di pasta, possiamo optare per i pacchi “all’ingrosso” da 5 kg. Risparmiamo pochi centesimi al kg che però moltiplicati per 5-10 o 20 kg cominciano a fare volume.

Valutate anche la possibilità di acquistare la pasta integrale: anche se costa leggermente di più, possiede un indice glicemico inferiore (il senso di sazietà durerà più a lungo) e possiede elementi nutritivi più consistenti rispetto la pasta classica.
Inoltre, aspetto da non sottovalutare, sono i rifiuti che si creano, quindi diamo la giusta importanza anche ad aspetti che possono sembrarci secondari.

Per quanto riguarda il consumo, consideriamo 100g al giorno per persona (stima effettuata secondo una dieta alimentare dissociata, quindi il primo a pranzo e il secondo a cena), per un totale di 3 kg al mese procapite (circa 3,60€).
In “Scorte di cibo: perché dovresti farle (prima)” ti consigliamo anche prodotti pronti all’uso per affrontare scenari emergenziali in cui potresti essere privato di elettricità per cucinare.

Prodotti consigliati

Non sempre i singoli prodotti elencati sono disponibili. Ti consiglio di dare un’occhiata alla selezione di pasta e riso per verificare il miglior rapporto qualità prezzo.

Ma quanto costa?

Traendo le somme abbiamo una spesa di circa 15 € al mese per persona, solo per gli alimenti “base”. In questo budget sono anche contemplati i costi dello zucchero, del sale  e di eventuali spezie.

Questa prima analisi circa le scorte si conclude qui, lasciando a post successivi l’analisi degli alimenti “secondari”.
Date un’occhiata anche al video sul canale di Portale Sopravvivenza dove spieghiamo quali sono i migliori metodi di conservazione per le vostre scorte, così da scegliere il metodo migliore per le vostre esigenze.

E voi, come avete progettato le vostre scorte alimentari? Scrivetelo nei commenti!

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2 commenti
  1. ottimo inizio,includerei del sale(utilissimo),erbe liofilizzate(aglio-peperoncino-etc etc)occupano poco spazio e durano decenni..consiglio di dotarsi di sacchetti di conservazione sottovuoto con relativo aspira aria(se ne trovano parecchi ad un prezzo accessibile),questo aumenta di molto la conservazione dei vari alimenti secchi ..

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