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Scorte: quando e perché razionare il cibo

Spesso si parla di far scorte di cibo, tenere aggiornato il deposito scorte e sempre approvvigionate le varie forniture, ma sono decisamente più rare le occasioni in cui si discute di come, in caso di necessità, si possa razionare l’uso delle scorte fra le componenti di un gruppo o anche singolarmente. Insomma, come dare disciplina ad un fabbisogno indispensabile in una situazione d’emergenza.

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Metodo per razionare il cibo e le risorse

Quello che ti consiglio oggi è un metodo per razionare le risorse, semplice e giustificato dal fatto che il nostro organismo debba abituarsi ad un calo nell’approvvigionamento dei vari nutrienti.

Una delle preoccupazioni maggiori di un prepper è, appunto, la disponibilità di cibo e di risorse. Proprio per questo l’accumulo e la corretta rotazione di scorte (siano esse alimentari che di altra natura) rappresenta una prima strategia di preparazione. Tuttavia, nel caso non si possano rimpolpare una volta consumate, come puoi prolungare la disponibilità di quelle risorse? Il razionamento è l’unica alternativa.

Ovviamente, sotto certe soglie non si sopravvive. È fondamentale impostare un metodo che non porti le quote sotto la soglia di sopravvivenza.
Per prima cosa è importante ricordare che, durante la fase di razionamento, non devi sospendere in alcun modo le varie attività di approvvigionamento, tanto meno l’implementazione delle risorse disponibili. Lo schema che ti suggerisco serve solo e soltanto per organizzare la suddivisione delle risorse rimanenti.

Il mio consiglio, se ti troverai a fronteggiare una situazione d’emergenza in gruppo, è anche quello di designare fin da subito una persona preposta a questo tipo di calcoli, in modo che abbia sempre la situazione sotto controllo e che diventi un punto di riferimento fisso e rassicurante per il tuo gruppo.

Un esempio: razionare l’acqua di scorta

Sapere di avere sempre davanti un numero definito di giorni fa molto bene al “gruppo di sopravvissuti”!

Prendiamo ad esempio l’acqua. Quanti litri ne abbiamo? Quante persone siamo? Quanto dovrebbe durare questa risorsa?

Litri d’acqua: 20
Persone in gruppo: 5
Durata prevista: 10 giorni

Bene! 20 litri per 10 giorni equivalgono a 2 litri al giorno che divisi per 5 persone garantiscono 400 ml di acqua pro capite al giorno.
Il giorno successivo avremo di scorta 18 litri. Attenzione, in questo caso la scorta rimanente deve essere sempre divisa per 10 giorni: in questo modo è possibile lasciare stabili le prospettive di scorta. Ne consegue che la quota giornaliera scende a 1,8 litri, che divisi per 5 da come risultato 360 ml di acqua per il secondo giorno. Meno acqua del primo giorno e più del terzo. Così facendo, abituerai l’organismo ad una riduzione graduale, prolungando il periodo di resistenza generale agli eventi.

Nel frattempo sarà bene andare ad implementare la scorta, senza perdere tempo!

Razionare i materiali

Probabilmente in molti si domandano l’utilità di razionare i materiali. La risposta è semplice: è importantissimo!
Avere materiali a disposizione significa poter mettere in atto strategie di difesa, costruire, mantenere la propria igiene, vestirsi…

Il razionamento dei materiali, tuttavia, prevede sempre una previsione e una disponibilità preventiva. Non è possibile razionare ciò che non si ha. Inoltre, è bene sempre dotarsi di una vasta gamma di materiali propedeutici agli usi più disparati che, tuttavia, devi essere in grado di usare con efficacia. È inutile disporre di tonnellate di filo di ottone se non sei in grado di realizzare una trappola per procacciare il cibo.

L’unione fa la forza

Spesso si pensa che il modo migliore per sopravvivere è contare esclusivamente sulle proprie forze. La realtà è che, nonostante il “più forte sopravviva”, l’unione d’intenti e le risorse di ciascuno generano una sinergia che amplifica le possibilità di sopravvivenza. In questi casi, la condivisione non è necessariamente un male: non si lascia un sopravvissuto morire di freddo se abbiamo tre maglioni nello zaino: dividere per sopravvivere, più siamo e più possibilità abbiamo!

Questo discorso porge il fianco a numerose obiezioni: certo non tutti i contesti sono uguali e per ciascuno scenario le risposte possono essere diverse, o contro intuitive. Potresti, tra l’altro, obiettare che in alcuni casi essere in pochi è meglio: magari su una scialuppa in mare, con due soli litri d’acqua il gruppo rischia di diventare un ostacolo. Tuttavia, come principio generale, non bisogna cedere all’istinto di buttare i più deboli ai pesci. La volontà di sopravvivere, sia singolarmente, sia in gruppo deve essere sempre il tuo faro nei momenti più bui.

Forse ti può interessare l’articolo: “La volontà di sopravvivere”.

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