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Torcia Sofirn IF25A: una incredibile tuttofare per il tuo EDC

Da appassionato di elettronica, di torce elettriche e di loro ottimizzazione, indulgo spesso nell’acquisto del made in China. Sono consapevole che mediamente la qualità è molto bassa, ma i prezzi altrettanto odesti mi consentono di condurre impunemente degli esperimenti anche distruttivi con poca spesa.

Perché una premessa così deprimente? Perché ci tengo a confermare l’esistenza di valide eccezioni di ottima qualità!

Da diversi anni alcuni marchi cinesi di alta fascia si sono costruiti una solida reputazione, proponendo modelli tutt’altro che economici e dalle eccellenti caratteristiche. Uno di questi è Fenix, di cui però parleremo in futuro, perché oggi ti voglio parlare della sua concorrente Sofirn, con l’incredibile modello IF25A.

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Sofirn IF25A, di cosa si tratta?

Si tratta di una torcia compatta e leggera – 106 mm per 30-35 mm, peso di 99 grammi scarica e 165 grammi con batteria 21700 – dotata di quattro potenti LED a luce bianca (6500K) capace di erogare la mostruosità di 3800 lumen: più del doppio dei fari di una Fiat Punto!

Se questo non basta a farti drizzare le antenne, ecco un’altra caratteristica sbalorditiva, all’estremo opposto: questa torcia, impostata alla minima luminosità possibile (2 lumen, la cosiddetta modalità “luce lunare”) offre ben ventidue giorni di luce continua!

La torcia è fornita con una ragguardevole batteria 21700 ricaricabile dalla capacità 4000 mAh, più un laccetto, un cavo USB-C per la ricarica, un paio di guarnizioni di ricambio e uno spartano ma efficace tubo-adattatore per utilizzare le più comuni batterie 18650 o due CR123A usa e getta, che ovviamente comportano una minore autonomia.

Tutta la dotazione inclusa.

Questo gioiello è l’evoluzione della IF25, un modello dotato di altri pregi (tra cui la possibilità di passare da luce fredda a luce calda) capace di erogare fino a 2500 lumen. La nostra IF25A non si limita a spremere ancora più luce, ma presenta delle ottimizzazioni non indifferenti!

Caratteristiche della Sofirn IF25A

Purtroppo è difficile far colpo sulle ragazze dicendo “Hey, vuoi vedere la mia supertorcia multiuso?”, ma tra prepper ci si intende meglio, giusto?

Questa torcia utilizza un firmware open source chiamato Anduril, così ricco di funzioni e opzioni da disorientare chi si illude che sia sufficiente premere un bottone. Ma fidati, ti basteranno dieci minuti col manualetto in mano per provare tutte le funzioni possibili, memorizzando solo quelle più essenziali e trascurando quelle più ludiche.

La cosa più importante che devi tenere presente è che puoi impostare la torcia per funzionare in 3 configurazioni possibili:

  1. Variazione di luce continua (ramping mode): in questa modalità, tenendo premuto il bottone di accensione aumenti o diminuisci gradualmente la luce in maniera fluida, fino a ottenere l’intensità che desideri.
  2. Variazione a livelli (stepped mode): è la classica variazione della luce a “scatti” preimpostati, 7 in totale, dal minimo di 50 lumen al massimo di 3800.
  3. Modalità “babbano” (muggle mode): sorpreso? Confuso dalle troppe opzioni? Questa è la modalità a prova di idiota (da qui il riferimento a Harry Potter)! Limita la luminosità selezionabile tra i 10 e i 300 lumen, rendendo la torcia più sicura se affidata a bambini o persone poco esperte. 300 lumen non sono affatto pochi, e garantiscono ottima visibilità per una sessantina di metri e circa 30 ore di autonomia.

Il manuale ti spiegherà come impostare la modalità desiderata, e ovviamente come cambiarla.

Lo strano schema che illustra il funzionamento del firmware descritto passo per passo dal manuale

Le modalità disponibili

Credo che sia importante spendere due parole in più sui due estremi già citati di questa torcia.

Moonlight mode

Il moonlight mode emana 2 “miseri” lumen, la pallida luce di una candela immune al vento: è davvero poco, pochissimo, sufficiente a illuminare per tre-quattro metri nel buio totale: quanto basta per distinguere oggetti, superfici e leggere mappe o appunti se la si punta a meno di un metro.

Per questo viene definita una sorta di luce lunare: è il massimo del razionamento energetico, inutile per un uso EDC ma molto, molto allettante per un’ipotesi di sopravvivenza o di prepping in generale: ventidue giorni di luce ininterrotta sono 548 ore, cioè due mesi e mezzo di autonomia se la tieni accesa ogni notte per 8 ore di fila!

Turbo mode

Il turbo mode, all’opposto, trasforma la torcia in qualcosa di sbalorditivo, fantascientifico, sconvolgente. Sappi che esistono modelli ancora più potenti di questo, ma qui si parla di una EDC che sta nel palmo di una mano!

A 3800 lumen l’autonomia scende a meno di due ore, ma ti conviene attivare questa funzione solo di tanto in tanto e per periodi limitati: non solo per il consumo, ma anche per il calore elevato che si produce!

Questa foto non rende giustizia alla luce quasi diurna che si sprigiona

Ci tengo a dirti che con questa torcia si riesce ad incendiare carta, fiammiferi, char cloth e altri materiali facilmente infiammabili: la cosa diventa facilissima se la abbini a una lente di ingrandimento. Provare per credere!

Spaventoso? Pericoloso? Scandaloso? Suvvia, pensa ai brutti danni che potresti combinare maneggiando impropriamente un semplice coltellino svizzero: io te ne parlo da adulto, tu non fare il bambino!

Inoltre, sembra quasi una battuta ma non lo è, puoi sfruttare il surriscaldamento del turbo per scaldarti le mani nella stagione fredda, o addirittura per intiepidire un piccolo contenitore metallico (una tazza di latta, una lattina di sardine, etc).

Tengo a precisare che questo sono usi alternativi e non convenzionali, per i quali la torcia non è concepita, per cui cavalca l’onda della creatività a tuo rischio e pericolo. Il troppo calore può danneggiare la torcia stessa! In ogni caso essa riduce automaticamente l’intensità luminosa se rileva un surriscaldamento eccessivo.

3800 lumen sono davvero tanti: permettono di riconoscere i colori e i dettagli come se fosse giorno fino a 200 metri, oltre ad avere ancora della discreta visibilità fino a 300: recati in montagna lontano dall’inquinamento luminoso urbano e prova di persona! Confesso che quando l’ho provata per la prima volta mi sono messo a ridere: sembrava semplicemente impossibile!

Infine, senza volermi addentrare in un ginepraio tecnico e morale, non mi sento di escludere l’utilizzo di questa modalità anche per una prima forma autodifesa (come il manualetto stesso suggerisce): la modalità turbo o l’immancabile strobo dovrebbero essere in grado di disorientare un aggressore per quel tanto da consentirti la fuga. Naturalmente, che si tratti di torcia, di spray al peperoncino o altri strumenti, tutto dipende sempre dall’entità del pericolo e dalla situazione: tieni sempre a mente il detto “non puoi spegnere un incendio con uno sputo”…

L’elenco delle peculiarità della IF25A non si ferma qui:
premendo rapidamente 7 volte il bottone di accensione puoi attivare o disattivare una “luce di servizio” che retroillumina il tasto stesso, rendendo più facile trovare la torcia al buio;
premendolo 3 volte di fila puoi conoscere il livello di carica della batteria, che sarà espresso con un tot di lampeggi (da 2 a 4 per indicare i volt, seguiti da una pausa e poi da altri lampeggi a indicare i decimi di volt).

Non mi dilungo oltre, perché le opzioni sono davvero tante (alcune delle quali inutili, a mio dire, in quanto prettamente ludiche) e c’è persino una funzione termometro!

E ancora: la torcia ha una presa USB-C protetta da un tappo di gomma, così da poterla ricaricare senza nemmeno estrarre la batteria. È persino possibile continuare a utilizzarla durante la ricarica, sebbene a luminosità ridotta. Una cosa comodissima se possiedi un power bank o un pannellino fotovoltaico da campeggio!

L’adattatore per batterie 18650 è un semplice tubo di plastica che fa spessore, facilmente riproducibile o surrogabile in caso di smarrimento, ed è proprio la possibilità di poter utilizzare anche queste celle ad aumentare di molto la versatilità della IF25A!
In emergenza, il manuale ti informa che puoi anche inserire due pile usa e getta di tipo CR123A, che ovviamente non devi assolutamente ricaricare, così come qualsiasi pila del genere.
Un’ulteriore cautela da adottare se si usano batterie alternative rispetto alla 21700 originale, è di non utilizzare il turbo mode, o se proprio fosse necessario fallo soltanto per pochi secondi alla volta: la grande quantità di corrente richiesta per questa modalità fa surriscaldare tantissimo le 18650 e le CR123, col risultato che potrebbero danneggiarsi in fretta nonostante la capacità di autoregolazione della torcia, o semplicemente non reggere il ritmo e causare spegnimenti improvvisi.

A pennellare la bontà di questa made in China di alto livello è l’impermeabilità IPX-8 (fino 2 metri di immersione) e la resistenza alle cadute da 1 metro sulla superficie dura: niente antiproiettile, ma è già indice di robustezza. Da bravo scriteriato, ho deliberatamente fatto cadere la mia da circa 3 metri su suolo erboso morbido, senza riscontrare alcun danno – ma tu non assumerti questo rischio!

Come per tutte le torce, puoi rinforzarla contro le cadute inanellando un ritaglio di camera d’aria per bicicletta a ognuna delle due estremità, bloccandolo con del nastro isolante: rude, spartano e forse antiestetico, è un trucco che non dovrebbe spaventare nessun vero prepper!

La valutazione complessiva

I PRO

  • È sufficientemente compatta e leggera per rivelarsi un’ottima EDC. A tale pro, puoi risparmiare una ventina di grammi utilizzando una cella 18650 al posto della 21700;
  • L’autonomia (da 2 ore fino a 22 giorni) e la versatilità luminosa (da 2 a 3800 lumen) la rendono perfetta per una bug-out bag, per l’escursionismo, per avere una fonte di luce capace di durare settimane senza ricarica, per segnalare la propria presenza risultando visibili da chilometri o per ricerche a lungo raggio.
  • Può usare tre diversi tipi di batterie, essere ricaricata via cavo e funzionare durante la ricarica e questo ne aumenta ulteriormente la praticità.
  • Il calore che sviluppa in modalità turbo può essere sfruttato;
  • La modalità strobo a flash rapidi potrebbe davvero disorientare un malintenzionato e garantire un margine di fuga.

I Contro

  • Il firmware Anduril può risultare dispersivo a causa delle tante, troppe, funzioni che offre: non è una semplice torcetta “accendi e spegni”, ma basta seguire il manuale e impostare la configurazione a livelli o quella “babbano” per dimenticarsi di tutto il resto e utilizzarla in piena serenità.
  • La luce bianca a 6500K, per quanto pulita e non bluastra, è più stancante per la vista umana rispetto a quella calda a 2700-3000K, ma è la luce dalla maggior efficienza energetica in termini di lumen per energia consumata.

In conclusione, ritengo che i pro pesino molto più dei pochi e marginali contro, e mi sento di raccomandare caldamente questo modello. Il prezzo non è di bassa fascia, ma certe marche più blasonate offrono modelli ben più costosi dalle caratteristiche ben inferiori.

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