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Quando ti prende la scimmia per il prepping, c'è Portale Sopravvivenza!

Tracking , Mapping, Geomapping Parte 1

Oggi parliamo dell’argomento principe e basilare del prepping. Un argomento molto complesso ma che apprezzeranno in molti, da chi si avvicina per la prima volta al prepping, sino ad arrivare prepper veterano, la cosa certa è capire che si tratta della skill fondamentale per salvarvi la vita!

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Premessa

Per affrontare al meglio questo argomento sono necessarie nozioni basilari di orientamento quali lettura di carte topografiche, stradali, conoscenza della bussola e relativi angoli… se non avete queste nozioni di base, non vi preoccupate, potete leggere l’articolo “Imparare a usare bussola, cartina e ad orientarsi” che, seppur in maniera semplificata, vi da un’idea di come usare gli strumenti essenziali.

Cos’è il Tracking, il Mapping e il Geomapping

Si potrebbe riassumere dicendo che “è la scala di misurazione della via da percorrere”.

Il Tracking

Nel caso specifico si parla di tracking quando si sta scoprendo o tracciando fisicamente e poi su carta la via migliore o più breve di un percorso tra A e B; in questo caso si possono avere punti intermedi detti waypoint o checkpoint ma non disperate, ora traduco.

Mettiamo caso il punto A è casa mia e devo andare dal panettiere punto B ma siccome non ho un euro in tasca devo passare dalla banca per prelevare (ecco il waypoint o checkpoint ). Una volta stabiliti l’arrivo, la partenza e i checkpoint devo capire il percorso più breve, meno trafficato (o più lungo, più trafficato), insomma, il percorso che si addice alle mie esigenze.
Tutta questa operazione si chiama tracking e in rarissimi casi seeking track nel caso si stia già seguendo un percorso “mappato” da qualcun altro.

Il Mapping

Si parla invece di mapping quando si amplia la zona al paeseregione o nazione. In questo caso abbiamo ampliato la scala, un po’ come premere il tasto + sulla mappa di Google Maps. In questo caso specifico avremo il punto A il punto B e i diversi waypoint da, ad esempio, casa mia – via taldetali, 1 Milano – a – via tiziocaio, 12 Roma; i waypoint supporremo in questo caso che siano l’hotel per il pernottamento e i vari distributori per fare benzina.

Il Geomapping

Infine, si parla di geomapping quando si amplia ancora di più la scala ad un diverso continente ( lo so, ipotesi molto rara per i comuni mortali). Tuttavia, se pensate ad un viaggio a Sharm El Sheik state a tutti gli effetti facendo geomapping. In questo caso l’esempio è: da punto A – aereoporto di Milano – a punto B – ereoporto di Sharm El Sheik con waypoint nei vari scali aerei.

A cosa mi serve questa abilità?

La domanda è banale ma la risposta non lo è affatto: semplicemente in caso di incidente, disastro o fuga avete già pianificato tutto secondo il percorso più veloce, meno trafficato, più anonimo, con il minor rischio di essere individuati? Se la vostra risposta è sì, vi chiedo ancora, avete considerato anche i fattori che influenzano il vostro percorso?

I fattori che influenzano il percorso

Come già detto, bisogna lavorare molto di logica applicandola al fattore di scelta del percorso. Per meglio capire traduciamo in esempio estremo: in caso di rivolta civile le strade principali saranno incasinate e probabilmente ci saranno sbarramenti, oppure se sono a piedi come faccio a non finire nel mezzo della bolgia?
Il fattore alpha per determinare il percorso migliore necessita logica ed interpretazione degli eventi. Inoltre, un altro fattore chiave è l’aver percorso tutte le strade possibili e conoscere nel dettaglio la zona; proprio da qui nasce il termine mapping e tracking.

Come sviluppare queste abilità

La pratica è essenziale allenando la mente anche nei piccoli spostamenti ma, nel mapping e geomapping la conoscenza delle carte, delle coordinate gps e della bussola aiutano molto in quanto per ogni via (o track) ci devono essere altre vie alternative: se una via è chiusa per imprevisto sarà necessario deviare e trovare strade e vie che ci permettano comunque di raggiungere la nostra destinazione.
Il fattore di rischio lo vedremo nella parte 2.

Ora abbiamo capito i termini ed alcune sfaccettature quindi facciamo una formula ed un ipotesi di track in esempio:

Viaggio:

Milano-Roma, tempo: 2 giorni.
Pernottamento: si
Partenza: 4.00 AM / Arrivo: 11.00 AM giorno seguente.

– Parto di mattina presto per evitare il traffico quindi abbasso il fattore di rischio traffico a 9.0 ( il massimo è 10.0 )
– Preparo i contanti ed il necessario per il viaggio con pasto a bordo auto ed abbatto il fattore rischio di ritardo a 8.5
– Ho i pedaggi impacchettati in moneta gia contati o telepass e abbasso a 8.0
– So che ci sarà traffico all’altezza Ancona quindi devio sulle strade secondarie ( track alternativa )
– Arrivo al B&B per il pernottamento già prenotato e pagato on-line abbasso a 7.0 ( waypoint )
– Partenza alle 6.00 AM e mi informo del traffico deviando a track secondarie per rispettare l’ orario
– Arrivo in centro città Roma con ecopass pagato e parcheggio prenotato on-line con rischio zero.

Questo è un esempio sintetico di mapping escludendo le indicazioni stradali ovviamente, ma il sunto rimane uguale contando che ho acquisito esperienza su questa track e consolidando un percorso sicuro.

Nella prossima parte approfondiremo l’argomento completando il percorso di questo articolo così ostico e finiremo di mettere assieme i tasselli del puzzle, ma per ora e tutto! Continuate a seguirci e fateci sapere cosa ne pensate qui sotto!

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