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Tuta hazmat: cos’è e come funziona

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Immancabile nei film e nelle serie di fantascienza zeppi di alieni o virus nonché indumento evocativo di scenari apocalittici quasi quanto le maschere antigas, le tute hazmat fanno in realtà parte della vita quotidiana di molti lavoratori in tutto il mondo. 
In questo articolo capiamo insieme cosa sono e come funzionano.

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Che cos’è una tuta hazmat?

Iniziamo dal nome: un’abbreviazione per i due termini “hazardous” e “materials”, ossia una tuta adatta per la difesa da materiali pericolosi.
Quali sono i materiali pericolosi? Essenzialmente liquidi e gas nocivi.

La tuta hazmat è composta da una barriera formata da PVC o simili (PE o PP) e gomma che rendono impossibile la penetrazione di agenti biologici, ma non solo.
L’aspetto fondamentale da comprendere quando si approccia il tema è che per “tuta hazmat” (hazmat suit) si intende l’intero equipaggiamento adatto alla situazione che vogliamo fronteggiare. La sola tuta, di per sé, non può molto contro alcune minacce.

Ecco cosa la rende completa per fare il suo dovere.  

#1 Respiratore.
Possiamo avere diverse tipologie di respiratore, dalla classica maschera antigas (semi-facciale o pieno-facciale) agli auto-respiratori interni ad aria compressa (SBCA). Infatti non tutte le tipologie di tute hazmat possiedono la classica visiera che vediamo nei film.

Nel primo caso, ovvero usando maschere antigas, la protezione è garantita per sostanze non nocive a contatto con la pelle, ad esempio per muffe, amianto, pesticidi dispersi nell’aria e sostanze dichiarate nella sigla del filtro. Se invece è richiesta la protezione per difendersi da contaminanti aerodispersi e sostanze chimiche tossiche – quindi nocive anche per contatto – è necessario utilizzare in combinazione con un autorespiratore interno. Ne avevamo parlato anche su maschereantigas.com a questa pagina “Maschere antigas, mascherine o autorespiratori?

#2 Occhiali di protezione e altre schermature.
Possono essere utilizzati per tenere lontani i rischi dalla testa e dal viso.

#3 Guanti in nitrile o lattice.
Adatti per la manipolazione di agenti patogeni, da eliminare dopo l’uso.

#4 Stivali di gomma.
Liquidi pericolosi, petrolio, prodotti chimici, particelle e acqua contaminata non sono in grado di filtrare attraverso le calzature. 

Equipaggiamento hazmat: i livelli di protezione

Come abbiamo detto, il termine “tuta hazmat” copre un ampio spettro di indumenti protettivi che vanno a comporre l’intero equipaggiamento. 
Per garantire che venga presa la quantità appropriata di precauzioni, le suit di questo tipo si dividono sotto quattro diverse lettere: 

  • Tipo A: proteggono totalmente dall’esterno e sono dotate di autorespiratore. Difendendosi abilmente dai rischi biologici e chimici, questi sono la scelta giusta quando si lavora in atmosfere altamente pericolose. Necessari stivali e guanti resistenti a minacce chimiche.
    Una tuta di questo tipo è la Dräger CPS 5900.
  • Tipo B: non sono a tenuta stagna, ma conservano l’attrezzatura per la respirazione. Possono essere utilizzate quando si maneggiano gas non dannosi per la pelle. Necessari stivali e guanti resistenti a minacce chimiche. 
  • Tipo C: sono spesso indossate quando si lavora con rischi biologici generali (l’amianto, per esempio) e viene indossato un respiratore come una maschera antigas semi-facciale o a pieno-facciale con filtro adatto. Non sono fondamentali gli stivali resistenti a minacce chimiche, mentre lo devono essere i guanti.
  • Tipo D: indossate anche per lavori più semplici, come quello del birraio, e potrebbero includere semplicemente un grembiule protettivo, stivali, occhiali e guanti lunghi. Guanti e stivali non richiedono la protezione da minacce chimiche. 

Norme europee per le tute

Come apprendiamo dal sito ufficiale 3M nella sezione dedicata a questi DPI, in Europa possiamo trovare anche queste classificazioni per la sola tuta:

CE III Categoria: applicazioni pericolose
CE I Categoria: rischi semplici

A cui aggiungere queste tipologie di protezione per una migliore scelta del DPI:

  • Protezione 3: protezione dai liquidi in pressione. Norma di riferimento EN ISO 13892 – 1:2004 + A1: 2010
  • Protezione 4: protezione da spray. Norma di riferimento: EN 14605:2005 + A1:2009
  • Protezione 5: protezione da particolato. Norma di riferimento EN ISO 13892 – 1:2004 + A1: 2010
  • Protezione 6: protezione da spruzzi limitati. Norma di riferimento EN 130034: 2005 + A1: 2009

E ancora, alcuni standard aggiuntivi:

  • Rischio biologico, Norma di riferimento: EN 14126
  • Antistatico, Norma di riferimento: EN 1149-5
  • Protezione dalla contaminazione radioattiva sottoforma di particelle, Norma di riferimento: EN 1073-2. Spesso capita che le tute con questa caratteristica, siano specifiche per questo uso e che non proteggano dai rischi biologici e chimici.

via GIPHY

Tuta hazmat: quando utilizzarla

Nell’improbabile caso di guerra chimica, una tuta hazmat potrebbe fare la differenza tra la vita e la morte, ma non dobbiamo aspettare uno scenario di questo tipo per indossarla.
I lavoratori che operano nello smaltimento dei rifiuti fanno anche loro uso quotidiano di tute di questo tipo, così come un normale cittadino potrebbe averne bisogno, soprattutto se deve utilizzare pesticidi. 

Le tute hazmat sono impiegate anche dal personale delle centrali nucleari per assicurarsi che non si trasportino contaminanti radioattivi a casa alla fine della giornata. 
Recentemente, gli infermieri e gli assistenti che hanno curato i pazienti infetti dal virus Ebola (minaccia biologica) in Africa occidentale hanno indossato tute hazmat per proteggersi dalle infezioni aeree.

Questi esempi sono solo alcuni dei molti modi in cui le tute hazmat possono aiutarci proteggendo la nostra pelle, gli occhi e il sistema respiratorio dai danni.

Trovo qualcosa su Amazon?

Se sei interessato ad acquistarne una, l’importante è capire esattamente per quale scopo intendi acquistarla, chi dovrà indossarla (taglia e sesso) e quale tipo di movimenti immagini di dover fare (visione periferica necessaria?). 

La più completa disponibile per i non addetti ai lavori è la 3M 4570: è una tuta hazmat (non completa di accessori) che rientra nella categoria CE III per applicazioni pericolose e protegge da rischi di livello 3, 4, 5 e 6. Alla tuta vanno aggiunti guanti, stivali e una maschera antigas con filtro adatto.



Tute hazmat con visiera integrata non sono al momento disponibili se non nella marca CHENGL di cui però non conosciamo l’effettiva qualità. Tuttavia, una recensione di un certo Flavio B., ci sta convincendo a rivalutarla 😀

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