fbpx
Quando ti prende la scimmia per il prepping, c'è Portale Sopravvivenza!

Come fare formaggio e ricotta

L’idea che da sempre cerco di portare avanti con il progetto di Portale Sopravvivenza è strettamente legata al concetto di “saper fare” le cose. Credo fermamente che la sopravvivenza non significhi soltanto saper costruire un riparo o accendere un fuoco, ma anche saper provvedere autonomamente alle proprie esigenze, sia in situazioni di emergenza che in situazioni di quiete.
In questo blog abbiamo già parlato di altre autoproduzioni, come il sapone, la birra e più in generale l’orto.
In questo articolo, ti illustro invece i passaggi per apprendere come fare formaggio e ricotta in autonomia.

(Vuoi ricevere gli articoli di Portale Sopravvivenza in anteprima sul tuo smartphone? Iscriviti al nostro canale Telegram).

Premessa alla caseificazione

La ricetta in questione è frutto di una sorta di “riscoperta”. Da qualche tempo, sto cercando di riportare alla luce il sapere delle vecchie generazioni. Questo procedimento per fare formaggio e ricotta non credo si discosti molto dall’effettivo procedimento industriale, è frutto dei racconti dei miei nonni che, nel periodo tra le due grandi guerre, producevano autonomamente formaggio e ricotta per rinforzare le scorte per l’inverno.

Ingredienti per fare il formaggio

  • Latte intero;
  • Caglio;
  • Acqua;
  • Limone;
  • Sale.

NB: il caglio è reperibile in farmacia o negli agricenter per pochi euro. Inoltre sulla confezione è riportata la quantità di caglio per litro.
Un’alternativa al caglio è l’utilizzo di giovani rametti di fico, poiché il “succo acido” contenuto al loro interno è perfetto per ottenere lo stesso risultato. Online potete trovare anche ricette toscane che prevedono questa tecnica.

Utensili

  • Pentola a collo largo;
  • Colino o fuscelle;
  • Schiumarola;
  • Fuscelle;
  • Termometro alimentare (opzionale).

Procedimento

  1. Versa il latte intero nella pentola e ponetela sul fuoco;
  2. Intiepidisci il latte, a fuoco medio-basso, sino ad arrivare ad una temperatura di 35-36 gradi;
  3. Versa il caglio nella pentola (ne serve qualche goccia, in ogni caso sulla confezione sono riportate le dosi), spegni il fuoco e mescola vigorosamente;
  4. Copri la pentola e lascia riposare affinché “emerga la cagliata”;
  5. Trascorse le due ore, noterai come la cagliata si è formata e si è raddensata, a questo punto va rotta la cagliata mescolando delicatamente mentre si versa dell’acqua bollente. A questo punto devi raccogliere la cagliata con una schiumarola e riporla in una fuscella o contenitore per scolarne il siero. NB: La formazione della “cagliata” richiede un tempo abbastanza lungo (circa un paio d’ore) e quindi tieni presente questa tempistica quando iniziate a cimentarvi nella caseificazione;
  6. Scolato a sufficienza (applica anche una leggera pressione per far fuoriuscire tutto il liquido in eccesso) immergi l’intera fuscella nel siero bollente e lascia riposare per circa un’ora. Prepara una salamoia (acqua e abbondante sale) e, a seconda della grandezza della forma di formaggio, immergila affinché si insaporisca (solitamente 5h per kg);
  7. Accendi e fai scaldare il siero;
  8. A questo punto, ciò che rimane nella pentola è il così detto siero ed è il punto di partenza per iniziare a fare la ricotta;
  9. A temperatura alta versa il succo di mezzo limone e sala con un cucchiaio;
  10. Dopo aver mescolato un poco, versa a filo, del nuovo latte intero;
  11. Lascia scaldare e raggiungere il siero quasi a bollore;
  12. Vedrai che la ricotta affiorerà man mano che la temperatura sale;
  13. Raccoglila con la schiumarola e riponila a scolare nelle fuscelle, senza pressarla;
  14. Lascia raffreddare.

Ci hai provato, ma il procedimento ti sembra troppo lungo o complesso? Impara l’arte e mettila da parte, dicevano 😀
Oggi sul mercato esistono anche delle alternative che rendono tutto il lavoro più semplice, come la B-Cheese di Ariete con cui puoi preparare primo sale, ricotta, mozzarella, caciotta, stracchino, caprini, tofu e molti altri formaggi. Con l’aiuto di questo strumento, scegli il latte che preferisci tra quello vaccino, di pecora, di capra, di riso o altri ancora per ottenere il formaggio che più ti piace.

Total
1
Shares
2 comments
  1. Caro lettore,
    certamente, il formaggio va salato ma successivamente avvalendosi della salamoia. E’ sufficiente miscelare dell’acqua con abbondante sale e immergervi la forma di formaggio. Solitamente si usa un rapporto ora/kg di 5 ad 1, ovvero 5h per kg di formaggio (con le opportune proporzioni).

    Saluti

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Articolo precedente

Urban E.D.C. parte 3: il Contenitore

Articolo successivo
Urban Kit EDC - Le autorità - Portale Sopravvivenza

Urban EDC - parte 4: le autorità

Total
1
Share