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Zika Virus: una nuova Ebola? 

Da qualche settimana è scattata l’allerta in America a causa dell’elevato numero di contagi avvenuti prevalentemente nel continente latino. Lo Zika Virus, trasmesso dalle zanzare, ha fatto registrare casi in ben ventidue nazioni: più del doppio rispetto a un mese fa, secondo la Panamerican health organization (Paho). Anche l’Europa sembra non essere immune da questa infezione, che conta casi di Zika Virus in sei nazioni, tra le quali anche l’Italia. Alla luce degli ultimi eventi e delle notizie apparse sui principali media, la domanda che sorge spontanea è solo una: c’è da preoccuparsi?

Sintomi dello Zika Virus

Il ricordo dell’epidemia di Ebola è ancora viva nei nostri ricordi ma, fortunatamente, questa forma di Zika Virus non sembra essere né mortale, né contagiosa. Generalmente, la malattia si presenta con sintomi piuttosto generici, simili all’influenza e con una forma molto leggera: febbre, eruzioni cutanee, dolori ai muscoli e alle articolazione, che durano fino a sette giorni. Le persone infettate dallo Zika Virus non hanno bisogno di cure ospedaliere e molte volte non si accorgono nemmeno di esser state infettate, scambiando i sintomi per una banale influenza. Solo una persona su quattro sviluppa questi sintomi e in molti casi il virus non viene neanche registrato, il che rende difficile appurare la vera portata di questa epidemia.

Quali sono i pericoli per l’uomo

Nonostante non vi siano prove che lo Zika Virus sia mortale o contagioso, sono stati riportati casi sporadici di complicazioni più serie che hanno portato alla morte di persone che avevano già altre malattie o disturbi. Inoltre, la Paho sostiene che potrebbe essere all’origine di alcuni danni cerebrali registrati nei neonati in Brasile. In particolare, lo Zika Virus, sembra causare una forma di microcefalia nei neonati. Per questo motivo, i Ministeri della Salute dei vari paesi dell’America Latina hanno sconsigliato alla popolazione di avere gravidanze nei prossimi 8-12 mesi.

I ricercatori dell’OMS e quelli brasiliani affermano che le prove di un legame tra lo Zika Virus e la microcefalia siano sempre più evidenti. La microcefalia è un problema neurologico dei neonati che nascono con il cranio e il cervello più piccolo rispetto alla norma. Ciò nonostante, non esistono evidenze scientifiche che lo Zika Virus si trasmetta dalla madre al figlio durante la gravidanza. 

Come si diffonde lo Zika Virus

Lo Zika Virus si diffonde tramite la puntura di zanzare Aedes, la stessa specie che è responsabile di malattie quali il dengue, la chikungunya e la febbre gialla. Gli insetti mordono una persona infetta, diventano vettori del virus e quando mordono di nuovo lo trasmettono a una persona sana. Attualmente, l’epidemia ha colpito una vasta zona dell’America Latina e dei Caraibi. Secondo l’OMS (Organizzazione Mondiale della Santià) è molto probabile che si diffonda in tutto il continente americano, eccezion fatta del Canada e del Cile.

Nonostante lo Zika Virus sia stato isolato per la prima volta nel 1947, in Uganda, non è stato individuato nelle Americhe fino al 2014. In Italia sono stati registrati, negli ultimi mesi, quattro casi di contagio: tutti uomini che erano stati in viaggio in Brasile.

Qualche numero

Il Brasile è la nazione con il tasso più alto d’infezione da Zika Virus, seguito dalla Colombia. Casi analoghi si sono registrati in Ecuador, Salvador, Guatemala, Haiti, Honduras, Messico, Panama, Paraguay, Porto Rico, Suriname, Venezuela.

Nel nord-est del Brasile, negli ultimi tempi si è registrato un incremento significativo dei neonati affetti da microcefalia: negli ultimi 10 giorni sono 360 i nuovi casi appurati, che fanno aumentare il numero complessivo a 3893 casi, dati del Ministero della Salute brasiliano.

Il Ministero Colombiano afferma che il contagio nel paese sia arrivato a 13.500 persone e che, secondo le previsioni potrebbero arrivare fino a 700mila casi. Sempre in Colombia, il presidente Juan Manuel Santos ha affermato che, secondo le stime, circa cinquecento bambini nasceranno microcefali.

Secondo la Paho non esistono dati affidabili sullo stato attuale del contagio. Basandosi sui rapporti provenienti dai paesi colpiti, le stime della Paho toccano i 60mila casi sospetti di Zika, nonostante si ritenga che il numero esatto di casi sia molto più elevato.

Come curare lo Zika Virus

Attualmente non esiste una vera e propria cura, un vaccino. La terapia per chi viene infettato è simile a quella adottata per altre malattie virali, come la comune influenza: è necessario attendere che il sistema immunitario dell’organismo sviluppi autonomamente gli anticorpi per contrastare il virus, trattando nel frattempo i sintomi con farmaci per tenere per esempio sotto controllo la febbre. Se non ci sono complicazioni, i sintomi passano al massimo entro una settimana e non lasciano conseguenze.

La vera problematica non risiede tanto in questa forma virale, bensì nelle possibili mutazioni del virus che potrebbe rappresentare un pericolo concreto per la salute, principalmente a causa del vettore con il quale si trasmette, ovvero le zanzare. Per il momento, aspettiamo.

fonte: Reuters

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